venerdì 30 dicembre 2016
martedì 27 dicembre 2016
NATALE ERRANTE
venerdì 16 dicembre 2016
OSPEDALE DI IMPERIA
MERAVIGLIOSE SORTI E PROGRESSIVE
SICUREZZA
ZTL, PARASIO, CLIMA
domenica 11 dicembre 2016
UN ARTICOLO DI NATALIE NOUGAYREDE
giovedì 8 dicembre 2016
TRUMP E LA CINA
AFRICA AL PARASIO
RICICLARE I SOGNI
SANTA BARBARA E GLI ULTRA NAZIONALISTI
mercoledì 23 novembre 2016
GRAMMATICA DELL'ITALIANO ADULTO
martedì 22 novembre 2016
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI
"NON CAMBIARE STILE DI VITA, CAMBIA SUPERMERCATO"
ho letto su un volantino di una nota catena di supermercati.
Lo commento riportando quanto segue:
"Ai consumatori non importa se un prodotto è sostenibile su tutta la filiera. Non sanno manco cos'è la filiera. Dati astrusi su un'etichetta. Se si dovesse veramente indicare tutto quello che concorre a determinare un prodotto ci vorrebbe un libretto delle istruzioni. I consumatori non sono disposti a spendere di più per un prodotto migliore e sostenibile sotto ogni punta di vista. Vogliono solo quello che costa meno. Se una cosa diventa cara, semplicemente ne comprano un'altra. Quindi i prezzi devono restare bassi a prescindere. A prescindere dai costi occulti che ci sono e che devono rimanere tali. Non ha senso mettersi a fare le cose per bene. L'unico risultato sarebbe quello di essere tagliati fuori dal mercato che conta. Chi lo fa e crede che sia la strada da prendere non ha capito un bel niente di come stanno le cose. Sono degli illusi."
(confidenze su un treno)
Novembre 2016
lunedì 21 novembre 2016
Yvan Sagnet con Progetto Giovani Padova, venerdì 11 ottobre 2013
https://youtu.be/fZG1xLcgK-Y
Il video è datato ma attuale
lunedì 14 novembre 2016
A PROPOSITO DELL'ELEZIONE DI TRUMP
Speriamo che a Trump non monti il prurito da purghe come a quello stronzo di Erdogan.
lunedì 31 ottobre 2016
L'IMPERO INVINCIBILE
http://www.territorialmente.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/22-ott-INTERNAZIONALE.-Limpero-invincibile.pdf
AUSTRALIA: BALENE E RICHIEDENTI ASILO
Ho sempre avuto ammirazione per il popolo australiano per via della mobilitazione delle persone comuni ogni qualvolta gruppi di balene pilota si arenano sui loro litorali. Commovente e straziante. E, visto che si dice che chi non ha rispetto per gli animali non umani non può averne profondo e sincero per quelli umani, da tanta dedizione mi ero persuasa di essere di fronte a una porzione di società evoluta.
Le politiche di Canberra nei confronti dei richiedenti asilo mi fanno però ricredere. Le condizioni degli internati sulle varie isole adibite allo scopo sono una vergogna. Non so, se come annunciato, sia stata chiusa la struttura sull'isola di Manus per la decisione della Corte Suprema della Papua-Nuova Guinea che definisce illegale la detenzione dei migranti sull'isola-prigione, resta comunque fermo sulle proprie posizioni di totale chiusura il governo australiano. Insensibile anche a quella parte della popolazione che chiede rispetto dei diritti umani, e preme per una svolta moderata delle linee guida.
Mai identificare infatti la politica di uno Stato con il pensiero dei propri cittadini (anche se la mia esperienza di cittadina italiana mi porta a dire che ognuno ha i governanti che si merita), per cui voglio credere che coloro che s'immergono in acqua ad aiutare le balene pilota nel tentativo di far loro riprendere il mare, siano le stesse persone che s'indignano per le condizioni disumane di detenzione di chi, altrettanto disperatamente ma per raggiungerle, è approdato alle coste australiane per essere accolto.
Ottobre 2016
giovedì 27 ottobre 2016
TERREMOTI
mercoledì 26 ottobre 2016
CONSIGLIO DI LETTURA: "Responsabilità e speranza" di Eugenio Borgna
domenica 23 ottobre 2016
ESPRESSOWINE
lunedì 17 ottobre 2016
ANIMA
APPUNTI SU IMPERIA
giovedì 13 ottobre 2016
DIGRESSIONI
FO E DYLAN
IL MINISTERO DELLA FELICITÁ ASSOLUTA
sabato 1 ottobre 2016
OTHERING
settembre 2016
ESORCISTI CERCASI
SUSHI FUN
domenica 25 settembre 2016
BIG BANG
Ricordo mio padre, frequentavo le medie, in una discussione sulla nascita dell’universo. Diceva che non può esistere un punto di inizio assoluto, in quanto presupporrebbe un “prima” in cui l’essere ancora non è e ciò è una contraddizione. Accomunava l’idea scientifica di un momento in cui un tutto che prima non c’era, per concentrazione estrema e calore, si sarebbe violentemente espanso, all’idea altrettanto poco plausibile della creazione. Prima ci dovrebbe essere il nulla, diceva, il non essere, ma il non essere appunto in quanto tale non è. All’epoca ritenni che il ragionamento filasse e ne sono profondamente e consapevolmente ancora persuasa.
Oggi leggo su Pagina99 un articolo che riprende la questione sulla scia di un dibattito nato negli ultimi anni in ambito accademico scientifico. Iniziano a essere parecchi i detrattori del modello Big Bang, detto anche “singolarità iniziale”, definizione di per sé eloquente. Alcuni cercano di mediare tra le attuali conoscenze sicuramente perfettibili, teoria delle stringhe, fisica quantistica, gravità, e via discorrendo, ma certo è che la strada è lunga e il percorso complesso.
Resto dell’idea che la logica abbia già fornito una risposta. Restano da definire termini e modalità.
Settembre 2016
p.s. Affascinante l’ipotesi di un big bang continuo. Se non ricordo male si tratta della teoria ciclica conforme con tutte le sue varianti.
sabato 24 settembre 2016
LAVARSI IN MARE
BAGNI FUORI STAGIONE
I LUNEDÌ AL SOLE
LA PAZZIA
martedì 30 agosto 2016
IL QUOTIDIANO AL BAR
giovedì 25 agosto 2016
SUL MOLO
l'altro magro tatuato
entrambi cinquanta suonati
una donna inerte
di poco più giovane
una biondina
sotto i trenta
il figlio bambino del tipo tatuato
Me ne vergogno.
ESSERI INUTILI E DANNOSI
DARKNET, DEEPWEB
martedì 23 agosto 2016
AYLAN E OMRAN
Le immagini. A che servono?
Prima era Aylan, ora è Omran. Ho impiegato un quarto d'ora a farmi venire in mente il nome del bambino riverso sulla battigia. Sul perché ciò sia possibile potrei ragionare a lungo. La sostanza è che, a intervalli più o meno regolari, il cervello deve mettere in atto delle difese. Archiviare.
Fare dei backup da andare a ripescare in caso di bisogno. Comprimere per far spazio a nuovi dati. Ma, alla fine, succedono sempre le stesse cose, e dovrebbero essere proprio i nomi a rimanere, solo che sono troppi. Cerimonia al milite ignoto. Quella storia lì.
23.08.16
giovedì 11 agosto 2016
LA DIMENSIONE DELLE STELLE CADENTI
FASTIDIO
Che fastidio.
Quando vado a fare le pulizie in giro, accendo la televisione.
E, appunto, in genere provo fastidio.
Corsa agli antifurto. Solo il 2,7 % dei ladri vengono presi. I furti non sono in diminuzione, anzi. Risultano meno denunce perché i cittadini non si fidano delle istituzioni e pensano da soli alla propria sicurezza. Guardie private, allarmi, grate, telecamere, sensori, barriere.
Tra i servizi appena precedenti, uno descriveva le nuove frontiere dell’Europa (mi viene in mente l’ultimo libro di Bruno Arpaia), l’altro paventava drammaticamente la prossima comparsa in Italia di innumerevoli giungle di Calais, un terzo descriveva le nuove telecamere biometriche in dotazione ai girelli d’ingresso degli stadi.
Sta andando tutto molto velocemente. Impresa ardua non restare invischiati.
HO AVUTO PAURA
giovedì 4 agosto 2016
ALTRI LIBRI 2
Telmo Pievani e Valerio Calzolaio - Libertà di migrare
Davide Pinardi - Narrare. Dall'odissea al mondo Ikea
Roberto Negro - Sinfonia per un delitto
Domenico Quirico - Esodo
Pietro Carlini - Spiriti mali
Stefano Liberti - Land grabbing
Evgenij Zamjatin - Noi
Rivka Galchen - Innovazioni americane
Bruno Arpaia - Qualcosa, là fuori
Nicola Lagioia - La ferocia
mercoledì 3 agosto 2016
ATTACCO
A casa di mia madre.
Servizio del Tg5 del 2 agosto.
Attacco dei cinghiali. Difendersi dall'attacco dei cinghiali che oltre a invadere le nostre città causano nelle campagne danni ingenti all'agricoltura, costringendo alla chiusura molte piccole aziende. Animali selvatici in sovrannumero che ci assediano. Non possiamo vivere blindati in casa.
La Coldiretti in piazza Duomo a Firenze sventola striscioni con scritto "riprendiamoci il territorio" e porta una coppia di cinghiali invitando a immaginare un futuro in cui orde di ungulati scorrazzassero per le vie cittadine. Mi viene in mente quando nel 1926, un gran numero di antenati di questi malvisti quadrupedi furono portati allo Stadium di Torino per una spettacolare caccia in costume regionale. Aneddoti.
Mi trattengo dall'entrare nel merito della questione, anche perché, mentre inizio a scrivere, gioco con il telecomando della televisione e i pensieri mutano direzione. Pubblicità e altre notizie vengono sciorinate con estrema disinvoltura nella scelta dei termini: attacco dei mercati, attacco dei batteri, eliminazione degli odori, golpe sui rifiuti, assedio del caldo, confini del benessere, guerra delle tariffe, divisione degli spazi...
Normalmente rifiuto l'estrapolazione di una frase o di una locuzione dal contesto in cui è inserita ma so anche che esistono diversi tipi e diversi livelli di linguaggio e, non so perché, ormai da parecchio tempo a questa parte ho come sviluppato un sensore nuovo, non so in quale organo situato, che fa sì che dal fiume di parole che sento, alcune mi giungano evidenziate e si uniscano in un ipertesto riguardo al quale l'unico dubbio è in che misura sia dettato da mie convinzioni e in che misura sia ciò che il committente intende far narrare e di cui intende convincere.
2 agosto 2016
IL SALMO DI WISLAWA SZYMBORSKA
quante nuvole vi scorrono sopra impunemente,
quanta sabbia del deserto passa da un paese all’altro,
quanti ciottoli di montagna rotolano su terre altrui
con provocanti saltelli!
che si posano sulla sbarra abbassata?
Foss’anche un passero-la sua coda è già all’estero,
benché il becco sia ancora in patria. E per giunta, quanto si agita!
che tra la scarpa sinistra e la destra del doganiere
non si sente tenuta a rispondere alle domande “ Da dove? ” e “ Dove? ”
su tutti i continenti!
Non è forse il ligustro che dalla sponda opposta
contrabbanda attraverso il fiume la sua centomillesima foglia?
E chi se non la piovra, con le lunghe braccia sfrontate,
viola i sacri limiti delle acque territoriali?
se non è nemmeno possibile scostare le stelle
e sapere per chi brilla ciascuna?
E la polvere che si posa su tutta la steppa,
come se non fosse affatto divisa a metà!
E il risuonare delle voci sulle servizievoli onde dell’aria:
quei pigolii seducenti e gorgoglii allusivi!
Il resto è bosco misto, lavorio di talpa e vento.
giovedì 28 luglio 2016
GABBIANI AL PARASIO
martedì 26 luglio 2016
UCCISIONE A SAINT-ETIENNE
STRAGE A MONACO DI BAVIERA
lunedì 25 luglio 2016
GOLPE MILITARE IN TURCHIA
So che se anche Erdogan favorisce i movimenti dell’Is, elimina gli oppositori al suo regime, imbavaglia l’informazione, arresta chi non gli va, un governo militare pur di matrice laica, non sarebbe quella gran cosa. Però se falliscono si mette male. Erdogan si ritroverebbe tra le mani l’alibi perfetto per portare al limite estremo l’eliminazione degli oppositori al suo regime. Secondo me non gli sembra vero. Sempre che… Avete presente la domanda che bisogna sempre porsi: cui prodest? Comunque sia, se non ce la faranno, sarà un bagno di sangue.
STRAGE DI NIZZA
BREXIT 2 - appunti al volo
Avrei voluto scrivere un pezzo sull'esito del referendum britannico ma sto facendo la stagione con orari assurdi, per cui soprassiedo. Riporto qua sotto gli appunti su cui avrei lavorato. meglio che niente.
Utopia retrograda
Classe operaia + popolazione borghese piccoli centri
Mondo senza più punti di riferimento e certezze
Persone smarrite e arrabbiate che cercano qualcuno cui dare la colpa
Prima si stava meglio
La paura del futuro (economico) induce alla colpevolizzazione dei lavoratori immigrati (dinamica nota e ricorrente nella storia) anziché rivolgersi alle cause reali.
E se non fosse così grave il risultato del referendum britannico?
Magari dà il la a una seria riflessione sull'Unione europea.
Il problema del rispetto della democrazia nell'esaudire la richiesta di rifare la votazione.
Non è detto che ciò che decide la maggioranza sia democratico. Abbiamo rappresentanti politici di un’ignoranza abissale (discorso buona e malafede a parte), l’uomo comune spesso lo è di meno ma a sentire certi commenti per strada, le ragioni che vengono fuori sono ben lungi da quello che dovrebbero essere.
Rivoltare e demolire? A volte lo si può fare senza salire sulle barricate. Ma non c’è aria di rivoluzione. Rivoluzione umana. Solo una fottuta paura di perdere sicurezza materiale. Costi quel che costi.
Per principio va difeso l’esito del referendum. Per lungimiranza e senno, no. Anche se comprendo la voglia di disfare tutto e vedere se almeno così succede qualcosa (di buono).
26 giugno 2016
P.S. 2025 Quest’Europa qui non è l’Europa che avevo in mente. Che molti avevamo in mente. A partire dalla disomogeneità di quanto fa parte della vita quotidiana dei cittadini che ovviamente non possono sentirsi europei alle decisioni del tipo riarmiamoci senza una politica estera comune. Giusta o sbagliata che sia.
Ne scriverò in modo maggiormente dettagliato in un articolo intitolato Global Governance 2
sabato 23 luglio 2016
CASSANDRA
L’altra
sera si parlava di lavoro con un’amica. Anni di precarietà a far
le pulizie, si presenta l’occasione di vendere impianti a led. A
buttarcisi dieci ore al giorno c’è da tirare su uno stipendio
degno. Perché non lo fai? È
la domanda della mia amica. Mentre le rispondo man mano metto a fuoco
qualcosa che ho sempre saputo.
Non sono una venditrice.
Non mi interessa un lavoro che occupi tutto il mio tempo vitale.
Non mi interessa fare carriera. Non mi è mai interessato.
Ora meno che mai.
Siamo a un punto della storia in cui a breve verremo chiamati a schierarci e tutto ciò che fa parte della nostra quotidianità sarà da perdere. Da una parte i valori e i principi di umanità per cui è lecito dire no. Anzi è imperativo morale. Dall'altra il mondo di chi vuole solo stare tranquillo.
Ci sarà un dentro e un fuori.
Ci sarà un gran bisogno di persone che riescano mantenere aperte le falle di un sistema che altrimenti dividerà l’umanità in due gruppi: pochi privilegiati dentro e tutti gli altri a scannarsi vicendevolmente non riuscendo ad accedere ai luoghi di un dignitoso vivere.
Non intendo andare per il mondo a fare rivoluzioni ma so che se domani per strada vedrò un’ingiustizia lampante e mi sarà chiesto di far finta di niente o, peggio, di essere complice, accetterò prigionia o morte come occasione di rivendicare con forza i valori senza i quali non possiamo chiamarci uomini.
Ho citato Cassandra nel titolo, richiamandomi ai sogni che facevo da bambina, di cui ho già scritto, e che definivo sogni di resistenza. I tempi sono più che maturi. Oggi e qui i miei timori di allora si sono fatti sostanza e non posso voltarmi altrove.
2 luglio 2016



