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martedì 26 luglio 2016

STRAGE A MONACO DI BAVIERA

Che fastidio.

Sono davanti a RaiNews24 e stanno parlando da ore dell’attentato a Monaco di Baviera. Non fanno che ripetere che non sanno se è un attentato islamico o di estrema destra. Ripropongono senza sosta le medesime immagini. Il cadavere di uno che faceva jogging, i piedi di un altro divaricati che sbucano da sotto un lenzuolo. Forse l’attentatore, dicono. Però forse sono tre. Uomini non meglio identificati sul tetto del centro commerciale.

Rifletto che sull'onda dei fatti recenti, per non dire da dopo il 2001, la tentazione al sensazionalismo è forte. Ciò che in passato sarebbe rientrato nella categoria dei gravi fatti di cronaca, oggi diventa un assai probabile attacco alla democrazia occidentale da parte del mondo musulmano.

Probabilmente verrà rivendicato, visto che ora l'Is viaggia in franchising, ma il punto non cambia.

Monaco è blindata. Le anteprime delle prime pagine dei quotidiani titolano Guerra civile, Guerra tra religioni, Attacco alla Merkel, Daesh colpisce ancora, Monaco sotto attacco,…

La Germania chiude i confini.


Fuori dalla finestra scoppiano fuochi d’artificio.


22.30 Imperia 22 luglio 2016




Imperia 22 luglio 2016

lunedì 11 gennaio 2016

FUGA DALL'ISIS


Dedico, tra i tanti, questo filmato a tutti gli arroganti presuntuosi che a volte capitano al tavolo cui si è seduti e ti gridano sulla faccia che i musulmani sono tutte merde e devono morire in blocco. E ridono sguaiati, fanno smorfie sarcastiche e dicono: aspettate che vi mettano tutti sotto e vedrete. Alla stregua del peggior Klu Klux Klan.

Sono stufa di provare a comunicare con chi non sa di che parla e non ha la minima intenzione di conoscere, studiare, capire.

Ribadisco: l’unica divisione ammissibile è tra buoni e cattivi (e non dovrebbe essere così complicato distinguerli indipendentemente da dove sono nati)


http://video.sky.it/news/mondo/fuga_dallisis_reportage_sulle_donne_fuggite_dal_califfato/v267121.vid

domenica 27 dicembre 2015

IL CORAGGIO E LA VERGOGNA

Sto pensando a quanti restano nella propria intransigenza nei confronti dei musulmani.

Perché se è vero, dicono, che i terroristi sono una minoranza esigua e, a quanto pare, cresciuta nel mondo occidentale, perché i musulmani buoni con coraggio non li denunciano? Non si dissociano e li isolano?


Il riconoscimento, la denuncia, la vergogna.

Questi tre punti.

Che, umanamente, riguardano ognuno di noi.


Quanto è difficile riconoscere il “peccatore” (intendendo colui che procura male)?

Quasi sempre egli simula così bene da non suscitare sospetto. E quando anche qualche segno ci metta in allarme, quanto è arduo ammettere che nostro padre, nostro figlio, nostra sorella possano essere dei mostri? Le violenze domestiche, la pedofilia, e altre analoghe nefandezze, insegnano.

E quando capiamo, quando scopriamo, quante volte tratteniamo in noi e taciamo? Prima non vogliamo credere, poi dubitiamo di aver esagerato e preferiamo convincere noi stessi che forse non è così grave come sembra. Se, invece, non possiamo negare l’evidenza, abbiamo paura che si venga a sapere, temiamo il giudizio, ci vergogniamo, ci chiediamo ossessivamente quali potrebbero essere le ripercussioni sociali e quasi sempre optiamo per il silenzio. Talvolta lo imponiamo anche a chi ci è vicino costringendolo a una complicità involontaria. E non stiamo bene. proprio per niente.


Chi, onestamente, può affermare di non aver vissuto qualcosa di simile, o di non conoscere nessuno che l’abbia vissuto? Un’omertà non necessariamente mafiosa, generata dal timore e dalla sensazione di isolamento e impotenza.

La gravità resta ma cerchiamo di comprendere le difficoltà umane e reagiamo con l’aiuto e non con la condanna.

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Nel 2015 c’è stata una media di due attentati all'ora, di cui più dell’80% nel Sud del mondo. E la gran parte contro etnie musulmane.



giovedì 22 maggio 2014

BUONA FORTUNA ANNISA

È stata lei a rivolgermi la parola mostrandomi il biglietto del treno. 
“Dove trovo il numero della carrozza disegnato sul treno?” 
Italiano impreciso, sorridendo, lo sguardo dritto negli occhi. 
Io sul muretto lei sulla panchina. 
“In genere è indicato in un riquadro bianco fissato al vetro delle porte.” rispondo. 
“Grazie mille.” 
Una breve pausa e poi: “Perché non ti siedi qui con me?” mi chiede. 
Già, perché no? E mi avvicino e mi siedo accanto a lei sulla panchina. 
Trascorriamo insieme una decina di minuti. Scambio di domande semplici e dirette. Ci raccontiamo un po’ le nostre vite. Lei è da un mese in Italia. Dall’Albania, prima a Treviso, poi a Milano e a Pavia, quindi qui a Imperia, in visita presso parenti sparsi qua e là per l’Italia e ora verso Bologna, da sua sorella, sperando di trovare un lavoro prima che il permesso di soggiorno turistico scada. 
Mi dice: “Sono brava in pittura. Molto brava. Mi piace se trovo lavoro con pittura ma è difficile. A Treviso ho fatto la baby sitter e va bene. Va bene tutto. Non ho paura di lavoro.” 
Quindi si gira ad aprire la cerniera del borsone e io, corrotta fin nel midollo, penso, ecco ora tira fuori un disegno da vendere. Invece mi mostra un foglio da disegno un po’ sgualcito con il ritratto di una ragazza, incorniciato da una specie di sipario stretto lungo i bordi del foglio. Ha colorato quello di un arancione vivace, le labbra di rosa, i capelli marrone, e gli orecchini di giallo e azzurro. Il volto invece è un’unica linea semplice a matita nera, senza ombre o tratteggi. 
“Sei tu.” le dico e lei stupita guarda nel foglio come in uno specchio, poi si volta verso di me. 
“Un po’, è vero. – e aggiunge – Come ti chiami?” 
“Hai ragione: non ci siamo presentate. Barbara, e tu?” 
“Annisa.” 
Ha ventidue anni. Capelli castani e occhi scuri che scrutano e indagano, ma lo sguardo è limpido e aperto.
“Hai fede in deo?” mi chiede. 
Subito non capisco: “Cosa?” 
“Deo, diòs.” e indica con l’indice in su. 
“Fede si – rispondo – ma non propriamente in Dio.” 
“Io sì. Musulmana. Non vado però dove dite voi chiesa. Prego io sola. – fa una breve pausa e prosegue - Tu assomigli a una donna che ho molto cara e sei bella come lei.” 
Arriva il suo treno. Ci alziamo entrambe. Ci guardiamo e ci abbracciamo forte, scambiandoci baci sulle guance. 
“Io prego mio Dio per te Barbara. – mi saluta – Tu prega quello che credi per me.” 
“Lo farò Annisa, certo, lo faccio.” 
E sul punto di salire sul treno, si gira, sorride e dice: “ Siamo amiche. Si può diventare amici in un minuto e per sempre, anche se non vediamo noi mai più.”


19 maggio 2014 stazione di Imperia Porto Maurizio


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venerdì 9 maggio 2014

LA DESTRA FRANCESE E LA CARNE DI MAIALE

Tra le tante proposte avanzate dagli undici sindaci francesi del Fronte nazionale di Marine Le Pen, c’è quella di uniformare le mense scolastiche a prescindere dalle esigenze religiose. In soldoni, carne di maiale per tutti, anche per musulmani ed ebrei.

Lasciando perdere considerazioni su come vengono nutriti e mantenuti in “salute” i maiali, la loro carne non bisognerebbe darla manco ai cristiani. Insieme a una marea di altri alimenti che vengono propinati regolarmente nelle mense.


7 maggio 2104


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