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domenica 26 marzo 2017

DA UN ARTICOLO DI MOHSIN HAMID

"L'essere umano esiste in un determinato momento, poi in un altro, poi in un altro ancora, finché non arriva la fine. Il periodo umano degli atomi che formano il nostro corpo è limitato nel tempo. Prima che nascessimo i nostri atomi appartenevano alle stelle; presto apparterranno alla terra, al mare o al cielo. Sappiamo che con il tempo ogni essere umano cesserà di esistere e semplicemente sarà stato. Per questo cerchiamo di resistere al tempo. Ci ribelliamo alla sua autorità. Come gli amanti, siamo attratti dal passato, dai ricordi immaginari, dalla nostalgia."

Qui sopra l'incipit di un articolo dello scrittore Mohsin Hamid

lunedì 19 ottobre 2015

#VACCINI

#VACCINI


La proposta di rendere obbligatoria la vaccinazione per accedere a scuola e multare, si è parlato anche di radiare i medici contrari a tale profilassi, ha scatenato un acceso dibattito. Tra sostenitori accaniti e denigratori che temono il super controllo delle multinazionali farmaceutiche, c’è come sempre una via di mezzo. Il problema degli interessi economici è reale e serio, e deve acuire il nostro senso critico e la conseguente pretesa di trasparenza. Altrettanto grave è la vetustà di alcune sperimentazioni di sicurezza pre-immissione sul mercato. Resta indiscutibile il fatto che come metodologia preventiva la vaccinazione, la scoperta della vaccinazione, è stata una delle più grandi conquiste in campo medico.

Personalmente sono a favore dei vaccini ma ritengo molto grave che non ci siano studi ufficiali indipendenti sui danni collaterali, per stabilire caso per caso se ci sono e quali sono. Non stiamo parlando di farmaci che si utilizzano in presenza di patologie (esiste la vaccinazione terapeutica ma non è di quella che si sta parlando), ma di sostanze che si somministrano a bambini sani.

Ci vorrebbero sia l’obbligatorietà di una visita clinica presso le ASL prima della pratica vaccinale per verificare lo stato di salute, anche pregresso, del bambino, sia quella della prescrizione medica vaccinale. Inoltre bisognerebbe imporre alle famiglie di appuntare su appositi registri gli effetti delle vaccinazioni sui bambini nei giorni successivi alle iniezioni, segnalandole alle autorità sanitarie competenti.

Quanto alla posizione dei singoli medici, essa va rispettata quale espressione di libertà personale anche se, nel caso specifico, l’eliminazione di una malattia si ha quando la copertura raggiunge il 100% di una popolazione. E qui la libertà personale va a scontrarsi con l’eventuale danno sociale che potrebbe procurare.

Una difficile scelta etica senza nemmeno il supporto di una certezza scientifica. So che non ne esistono di certezze scientifiche e che ciò che oggi sembra il meglio domani potrebbe rivelarsi, se non sbagliato, di molto migliorabile ma se almeno vedessimo una reale volontà di finanziare, anziché il marketing, studi approfonditi sulla relazione vaccino/patologia, relazione da molti denunciata come ingente e sottostimata e, comunque, presente nella letteratura di settore, forse potremmo compiere una scelta con maggiore serenità.


Lettura consigliata: “Il meraviglioso innesto” ed. Laterza 1985



ottobre 2015

sabato 20 dicembre 2014

MERCATINO DI NATALE A IMPERIA PORTO MAURIZIO

Oggi è accaduto un fatto che meriterebbe approfondimento da parte delle autorità.
In programma il mercatino natalizio in via XX settembre a Imperia Porto Maurizio. Dal 19 al 24 dicembre, organizzato dal Comitato S. Maurizio. Antichità, artigianato, coltivatori diretti, prodotti regionali, una ventina di banchi più o meno, non li ho contati.
Alcuni partecipanti presenti solo oggi e domani, gli altri, invece, per tutta la durata della manifestazione. Ogni banco paga una quota al Comitato che si occupa dei permessi e del pagamento del suolo pubblico.
Questa mattina però sono arrivati i vigili e hanno iniziato a misurare su e giù per la via gli spazi occupati. Stasera, vedendo che alcuni stavano smontando, ne ho chiesto loro il perché. Mi hanno risposto che, per evitare una multa fino ai 5000 euro e una denuncia che avrebbe compromesso l’attività stessa, se ne dovevano andare. Mi hanno riferito che, pur avendo interpellato il Comando dei vigili, non erano riusciti a capire bene cosa fosse accaduto e mi hanno fornito versioni discordanti sulle motivazioni, tutte comunque gravi. La prima secondo cui sarebbe stato pagato il suolo pubblico sufficiente soltanto a 7 banchi, la seconda che fossero stati forniti soltanto alcuni nominativi, una terza che per alcuni il permesso sarebbe stato pagato solo per una giornata. La responsabile del Comitato sarebbe stata multata di 1700 euro, della qual cosa si sarebbe lamentata con i titolari di almeno un paio di banchi, attribuendo loro la responsabilità dell’accaduto. Sull'onda del malcontento di dover cambiare i piani all'ultimo momento senza la certezza di trovare un'altra piazza a pochi giorni da Natale, ipotesi su creste e incapacità ne sono state chiaramente fatte, e comunque sarebbe il caso di scoprire cosa veramente è accaduto. Per rispetto a queste persone che avevano programmato tempi e lavoro, che hanno affrontato spese di trasferta e soggiorno, che hanno portato una certa quantità di prodotti freschi e ora rischiano di doverli buttare. Per rispetto ai commercianti che traggono beneficio dalle occasioni in cui una via, altrimenti disertata, si anima. E, perché no, per rispetto alle regole, che non sono sempre tutte sbagliate.


19712/14

(tutti i diritti riservati)

lunedì 24 novembre 2014

INAUGURAZIONE DI BORGO FOCE

Questa sera sono scesa a Borgo Foce per un aperitivo con mia madre: è il suo compleanno e ha poche occasioni di distrazione.

C’erano molte persone, avventori, autorità locali e regionali, e rappresentanti dell’Imperia bene. Non ricordavo dell’inaugurazione del borgo rimesso a nuovo e reso zona pedonale: vista l’occasione avrei scelto un altro posto, più tranquillo e intimo.

A parte considerazioni sul risultato dei lavori compiuti, che evoca l’omologazione mentale con cui le amministrazioni si approcciano ai cosiddetti lavori di “restyling”, piazzette alla fine tutte uguali con uguali materiali ovunque, e quindi inesorabilmente prive di un legame con l’anima, la memoria storica, e il carattere dei luoghi, una persona con il benché minimo amore per il giornalismo, quale io dichiaro di essere, non si sarebbe lasciata sfuggire l’occasione e avrebbe penetrato la folla. Avrebbe interloquito, si sarebbe confrontata e relazionata e, una volta a casa, avrebbe scritto un pezzo. Invece, dopo che mia madre se n’è andata, ho attraversato il borgo in silenzio, aliena, guardandomi intorno: capannelli di persone qua e là, il muretto occupato, calici pieni, pacche di confidenza e intesa, saluti, strette di mano, commenti. Ho proseguito e ho raggiunto la base del molo. Ho guardato a lungo le onde oltrepassare il frangiflutti. Poi sono tornata indietro restando comunque ai margini dell’assembramento. Mi sono seduta sul bordo di un’aiuola e sono rimasta incantata a osservare il percorso di un piccolo coleottero sul selciato.


8 luglio 2014



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