Visualizzazione post con etichetta cuore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cuore. Mostra tutti i post

lunedì 1 maggio 2017

A PROPOSITO DI BUONI LIBRI: IL RE NERO DI LEIF WENAR

Sono a due terzi della lettura del saggio di Leif Wenar "Il re nero", in originale "Blood oil".

A prima vista entrambi i titoli ed entrambe le copertine suggeriscono una trattazione specifica di circa seicento pagine sui problemi connessi al petrolio ma non è così. Non soltanto. Il sottotitolo aiuta, Petrolio, risorse e le regole che governano il mondo, ma non comunica esattamente il contenuto del testo che, partendo sì da un'attenta analisi su ciò che il petrolio è e significa, in realtà è un libro di storia, di diritto, di psicologia, di economia, e offre una lettura ampia di quella che è stata l'evoluzione delle nostre società nel corso dei secoli. Lo stile è scorrevole, i concetti vengono riproposti a più riprese e da diverse angolazioni, e il linguaggio è accessibile a chiunque abbia voglia di capire. In particolare, per dove sono giunta finora, penso che l'introduzione e il settimo capitolo "Come la forza crea il diritto" potrebbero essere una buona lettura per tutti, anche avulsa dal contesto, e che sarebbe una buona idea proporla durante le lezioni di storia nelle scuole superiori.

Se poi la lettura dovesse non sortire alcun effetto stimolante sul cervello e sul cuore, be', allora, come non detto.


Saliers 1 maggio 2017







giovedì 8 dicembre 2016

RICICLARE I SOGNI

Com’è facile cedere alla tentazione di riciclare i sogni che abbiamo condiviso con qualcuno che abbiamo amato con qualcun altro che amiamo dopo. Funzionavano, emozionavano. Perché non dovrebbero funzionare ed emozionare ancora?

Forse perché certi sogni nascono dall’empatia che si crea tra due specifici individui, dall’amalgamarsi di pensieri, idee, esperienze che essi specificatamente hanno. Non è replicabile. Se la relazione termina, s’incontrerà forse qualcun altro e allora pensieri, idee, esperienze personali saranno causa e materia per altri sogni.

Replicare, ripetere, riproporre, pronunciare identiche frasi sarebbe solo il simulacro di qualcosa che non è più. Sarebbe una veste di misura sbagliata, qualcosa di posticcio e sistemato sopra.

Mi si strizzerebbe il cuore se un domani, per fare un piccolo banale esempio, mi innamorassi e mi sorprendessi a parlare di mettere su un piccolo bistrot in campagna con un paio di camere annesse.

Certo, con il passare degli anni tutto è già stato quindi cosa fare allora? Rinunciare? No. Allora un po’ ci si arrende, si lascia che sia e, semplicemente, ci si abbandona alla condivisione e, di fronte all’ascolto di chi sente per la prima volta un sogno del nostro passato, credendolo vivo e pulsante, teniamo per noi il sapere che si tratta soltanto dell’ombra di qualcosa che per metà non ci appartiene e che non siamo stati in grado di realizzare.

2015