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domenica 5 agosto 2018

CODICE STRADALE

Nella speranza che, per qualche fortuito caso, legga il presente post, al signore in scooter, in compagnia della moglie, che stamane a Imperia, al termine dell'argine sinistro, mi ha suonato, affiancato, e pesantemente insultato per aver curvato verso destra l'auto allo stop senza mettere la freccia, vorrei far notare che:

- è vietato superare a destra (Perché è pericoloso ! Se volete farvi del male trovate un altro sistema senza mandare in galera il prossimo.).

- nel punto del nostro "incontro" c'è obbligo, orizzontale e verticale, di svolta a destra.



5/07/18



lunedì 21 marzo 2016

COMUNICAZIONE D'UFFICIO

Da un po' ho un progetto nel cassetto e vorrei dedicarmici nell'ambizioso e quasi certamente illusorio tentativo di scrivere un romanzo. Ho poco tempo a disposizione, per cui dovrò dedicarlo in modo esclusivo a quest'idea, almeno per alcuni mesi, ponendomi come obbiettivo di riuscire a tirare giù uno straccio di traccia entro fine estate. Se non sarò in grado di farlo, con umiltà tornerò a più miti consigli.
Quindi smetterò di scrivere post per un po', a malincuore certo, ma sono costretta a farlo perché ho bisogno di entrare del tutto con i pensieri nel mondo cui spero di riuscire a dare forma scritta.
Per non abbandonare il blog, ho deciso di pubblicare di tanto in tanto, scegliendo a campione, testi vari già editi: poesie, racconti, resoconti. Mi allontanerò per un po' da quella che ne è sempre stata l'anima ma spero sarete indulgenti e mi aiuterete a non far finire in agonia questo spazio che, per quanto piccolo, ha per me un grande valore.
Avrei anche un racconto piuttosto lungo e inedito che potrei pubblicare qui a puntate ma mi piacerebbe sapere se la cosa potrebbe essere gradita. Perciò se vorrete consigliarmi in merito vi sarei grata.
Di seguito a questo pubblico un post che scrissi a ottobre, in cui già salutavo, ma si sa, è sempre necessario un po' di tempo perché la consapevolezza divenga azione.

sabato 4 gennaio 2014

RIVOLUZIONE 4

Durante la rivoluzione del 9 dicembre 2013, a Imperia, è stato bloccato un carro funebre. Un gruppo di manifestanti irriducibili ha leso i diritti di qualcuno e ha quindi contaminato irrimediabilmente il senso della “rivoluzione”. Se tale in qualche modo vogliamo considerarla.

A distanza di giorni ho scoperto che il corpo nella cassa dentro al carro apparteneva a un individuo responsabile del fatto che la figlia maggiore si sia impiccata ad agosto.

Subito un moto di soddisfazione. Poi di frustrazione e vuoto. Perché, per quanto abbia voluto vederci un segno di giustizia divina, di giustizia non si è trattato e l'unica persona che ne ha patito è stata la figlia minore, sola ad accompagnare i resti del padre.

Rimando al post "Pena di morte" del 2 ottobre.


19 dicembre


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giovedì 2 gennaio 2014

TWITTER



I post che scrivo girano in automatico su twitter. Non sono tweet, anzi sono esattamente il contrario. Un uso improprio forse ma ho la formazione da tema di scuola, e la battuta pronta, l’intervento immediato e conciso, oltreché chiaramente opportuno, il commento sagace, o il rimando tempestivo alle parole di qualcun altro non sono mai stati il mio forte. Anche perché non passo le mie giornate a leggere tutto quello che si scrive, piuttosto a sbarcare il lunario. Certo ho un’idea aggiornata di cosa accade nel mondo ma non mi viene proprio da buttar lì poche righe e farle entrare nel flusso.


A volte penso che se ai tempi del liceo ci fossero stati il pc e anche internet, la mia compagna di liceo Gallesio ed io avremmo fatto faville, e, forse, non sarei stata costretta a interrompere gli studi a vent’anni. Ma questo è un pensiero a parte.


Poi mi domando, sbirciando sui vari account di twitter e notando l’alto numero di following che certe persone hanno, ma veramente c’è chi segue tutto sul serio? Chi, pur scremando, d’accordo, legge per lo meno la gran parte di ciò che viene twittato dalle persone seguite? Io proprio non ce la faccio. Ho l’impressione che sia un po’ come la raccolta delle figurine, che si tiri ad averne il maggior numero e di giocatori buoni, di quelli che in cambio te ne danno un mazzetto. Me l’han detto in parecchi, se vuoi che ti leggano devi avere il maggior numero di follower possibile e nel mucchio qualcuno ti leggerà, e per averne un tot devi seguirne almeno dieci volte tanto. Certo ritwittare e conversare danno prestigio e visibilità, quanto la validità dei contenuti, e non basta avere i grossi numeri, ma non riesco a togliermi dalla testa che si tratti più che altro di voler stare in mostra. Di gratificare quella parte in noi che vuole sentirsi partecipe senza troppa fatica.

Lascerò che sulla mia pagina twitter continuino a finire i post del blog, su cui scrivo con i tempi che mi appartengono, consapevole che difficilmente saranno letti, ma sento insinuarsi sempre più forte l’intenzione di abbandonare l’esperienza intrapresa da poco meno di un anno per tornare, nel poco tempo che ho da dedicare all’intelletto, alla narrativa. Mettere mano alle troppe cose lasciate nel cassetto. Il libro stampato continua a essere nel mio immaginario più rassicurante ed efficace.

2014

P.S. (agosto 2022) A parte il fatto che da tempo Twitter ha raggiunto livelli di mediocrità tali che dubito si possa recuperare qualcosa, con la recente acquisizione da parte di Musk temo non ci sia da aspettarsi altro che un abuso di AI. Son finiti i bei tempi quando eravamo quattro gatti e ci si interfacciava con studiosi, letterati, scienziati, e Twitter si distingueva per qualità rispetto a FB. Mi piace ricordare, perdonate questa innocua vanità, quando tra chi mi seguiva c’era Sepulveda.


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