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martedì 2 ottobre 2018

UN DUBBIO

Lasciando fuori qualsiasi considerazione politica in merito, questa notte seguendo la rassegna stampa relativa alle reazioni dell'Unione Europea, alle variazioni dello spread, e ai commenti generali, riguardo la manovra economica italiana, con Tria che abbandona l'Ecofin (che sarebbe il Consiglio dell'Unione Europea quando è formato dai ministri delle Finanze dei Paesi membri), mi sono chiesta: Ma non è che critiche e condanne ci sarebbero state comunque? E cioè non a causa dell'errore "oggettivo" di una scelta economico finanziaria ma banalmente perché non in sintonia con l'imperativo ideologico imperante di crescita? Non so perché la mia attenzione si è focalizzata sull'accusa di Bruxelles: è tutto fuori dalle regole. Anche una proposta ineccepibile sarebbe stata liquidata malamente se fuori dalle regole? A questo punto della storia contemporanea il dubbio è legittimo.

mercoledì 14 febbraio 2018

NON SIAMO FASCISTI

Dev’esserci una marcata vena di masochismo in me se oggi ho dedicato il pomeriggio di riposo a scorrere le pagine degli account twitter e facebook di Forza Nuova e Casa Pound.

Forse è stato per l’essermi ritrovata negli ultimi venti giorni a tavola, in due diverse occasioni e in due case diverse di amici di vecchia data, con un convitato una volta e una convitata l’altra, entrambi non noti e di palesi idee fasciste. Un idraulico e una madre di famiglia che agli antipasti avevano già chiarito la loro nostalgia per squadristi e camere a gas da dedicare a negri, omosessuali, musulmani (salvo poi dichiararsi animalisti incalliti, però a favore della caccia e per nulla a disagio riguardo agli allevamenti intensivi).

È un po’ come il cancro: quando iniziano a morire come mosche persone sempre più vicine a te, inizi a preoccuparti sul serio. Parliamo di numeri come 240.000, 250.000 follower. Casa Pound ne ha guadagnati 6000 negli ultimi nove giorni e ne ha 8000 più del Pd. Se pensiamo che nel 2000 raggiungevano a stento il migliaio, iniziamo ad avere un’idea della consistenza del fenomeno. A cascata e un po’ a caso ho aperto anche molte pagine di chi segue e commenta. Prima di accingermi a scrivere queste poche righe mi sono sentita male. Ansia, sudori freddi, conati. Di quando si pensa, ecco, è giunta l’ora. Della morte, della fine. O dell’inizio di qualcosa che non dovrebbe iniziare. Scrivevo poco tempo fa sulla difficoltà di riconoscere i prodromi dei cambiamenti sociali radicali, di come per lo più ci si ritrovi già assuefatti a un mutamento quando ancora lo si potrebbero arrestare, modificare, migliorare; assuefatti al punto da nemmeno coglierlo. O, nel migliore dei casi, con quanto candore ci si stupisca di ritrovarsi in un mondo diverso da come lo si ricordava.

È sempre troppo tardi. Si capisce sempre troppo tardi. Dev’essere il nostro bug. Il difetto del sistema ‘essere umano’.

Ora, che in tanti a gran voce proclamino che non vi è alcuna recrudescenza fascista e che si tratta di una percezione indotta, di una falsità, di propaganda comunista*, sinceramente m’importa poco. Non provo nemmeno a discutere. La negazione dell’evidenza è proprio uno dei primi passaggi. È scontato, di default. Funziona così perché è indispensabile per il processo di attuazione di qualcosa che altrimenti incontrerebbe ostacoli principalmente di natura etica.

Gli esponenti e molti sostenitori dei movimenti neofascisti affermano di non essere fascisti. Salvo poi chiamarsi camerata in chat, essi sono solo onesti cittadini animati dalle migliori intenzioni. Peste lo colga chi sostiene il contrario. Tutti quanti, Casa Pound in primis, dichiarano di agire nel pieno rispetto delle leggi e della democrazia, che il loro candidarsi alle elezioni è dettato da un sincero interesse per il popolo italiano, che il loro programma è rivolto agli elettori di destra, centro, e sinistra. Che non c’è un distinguo.

Invece un distinguo c’è eccome.

Basta con gli imbrogli del comunismo. Ordine e disciplina. L’Italia deve risorgere. Siamo gli unici presenti al fianco degli Italiani nei quartieri più difficili ormai abbandonati dallo Stato. Meno male che ci siete voi. Meno male che siete tornati. Grandi. Vincerete. Vinceremo. Questa la superficie. Sotto, nei meandri abitati dall’uomo comune, c’è materiale umano in quantità per reggere anche la peggiore deriva fascista. Mi mancano le parole per raccontare ciò che ho letto, mi manca il fiato per anche solo provarci. Più ci si allontana dalla propaganda gridata e dagli slogan e ci si addentra nella sfera privata di chi segue e sostiene, più ci si ritrova faccia a faccia con l’orrore, l’abiezione, la sottocultura violenta.

“Deve marcire in prigione anche se non è stato lui.” è stato il commento più leggero che ho trovato a proposito dei fatti di Macerata

“A TUTTE LE DONNE CHE HANNO FATTO LA MANIFESTAZIONE PER I NEGRI: VI INFILEREMO UN PALO NEL… PERCHÉ È QUELLO CHE VOLETE DAI NEGRI!!!»

Cercare spazio nei territori abbandonati dalle istituzioni, dove la quotidianità è allo sbando, dove c’è assenza di cultura, dove il lavoro si è smesso di cercarlo, dove la rabbia cova. Creare là un tessuto di assistenza e di ascolto. Portare la minestra e fare le ronde. Come Alba Dorada in Grecia, come il corporativismo sociale del primo fascismo, quello che ancora viene rimpianto nonostante la condanna degli esiti. Questo fanno. Questo funziona. Questo sta accadendo. E va tutto molto veloce. Proprio perché si tratta di un mondo sommerso che si è volutamente e criminalmente ignorato. Di questo bisogna rendere atto.

La proposta di legge presentata nel 2017 per proibire la propaganda fascista con pene detentive è rimasta lettera morta. La stampa internazionale, francese, tedesca, austriaca, polacca, statunitense, non concede sconti. Tutti paventano i risultati delle prossime elezioni nostrane. Salvini, se si esclude il favore della Le Pen e di Putin, è visto come una minaccia. La sua alleanza con il M5S un vero incubo. E non viene risparmiata una dura accusa nei confronti della società civile per la mancanza di una forte presa di posizione e per il plateale razzismo emerso dopo i fatti del 3 febbraio.

Non pensiamo che siano pochi, non convinciamoci che non possa accadere.

Il rischio è alto. Perché il nemico ormai è sordo e la comunicazione preclusa. Perché il nemico, in questo caso, è presumibilmente sincero. È stato o si è convinto di operare per il bene comune e la difesa del debole. Dà, dal proprio punto di vista, l’unica risposta possibile, quando tutto precipita e si inizia a stare davvero male, per risolvere le difficoltà dell’uomo comun; difficoltà che nessun politico tenta, concretamente e onestamente, di risolvere.

È solo questione di tempo.

L’unica azione possibile è iniziare a dire no prima di non poterlo più fare.

Resta inteso che le righe qui sopra parlano sì di fascismo, quello istituzionalizzato, con le bandiere, i cortei, i pestaggi, ma non del fascismo nella sua completezza. Come più volte ho scritto il fascismo principalmente siamo noi quando ci voltiamo dall’altra parte. Le bandiere, i cortei, i pestaggi sono la diretta conseguenza della nostra indifferenza, della nostra disattenzione, del nostro egoismo, della nostra vigliaccheria. Del nostro fisiologico delegare e non intervenire nei confronti di chi ci governa in modo irresponsabile.


9 febbraio 2018


* AGGIORNAMENTO (2025): Bene, a questo punto, mi toccherà scrivere un nuovo pezzo che non negherà le mie convinzioni di massima su quello che è il fascismo ma che dovrà per forza raccontare una versione aggiornata dello stesso. E dovrò sicuramente scrivere anche cosa significa oggi appartenenza a un pensiero di destra e di quanti, me inclusa, si ritrovano oggi ad essere definiti, se non fascisti, politicamente schierati a destra. Tenendo conto dei vari tipi di destra oggi in essere che meriterebbero ognuno una classificazione a sé.


lunedì 18 settembre 2017

VIRUS DELLA MALARIA

Mi domando perché io non sono una giornalista. Bado a non scrivere inesattezze, faccio ricerca, confronto le fonti, e poi devo sentir dire al telegiornale che la bimba di Brescia morta nell’ospedale di Trento di malaria è stata contagiata da un virus e che potrebbe essere lo stesso virus che ha infettato i due bimbi del Burkina Faso là ricoverati. Senza commentare l’effetto di propagazione su molta stampa nazionale con le conseguenti ricadute da caccia agli untori, e ricordando che il contagio avviene tramite un parassita che si trasmette attraverso la puntura di una zanzara Anopheles portatrice del parassita, mi domando perché io per sopravvivere devo ammazzarmi di pulizie e certi sedicenti professionisti dell’informazione vengono regolarmente retribuiti pur di fronte all’evidenza della loro mancanza di precisione e accuratezza. Certo, potranno obiettare, ho detto virus ma intendevo un’altra cosa, però se non sei capace a fare bene il tuo lavoro ne fai un altro per il quale magari potresti essere più portato.

7 settembre 2017 

lunedì 31 luglio 2017

INCENDIO A CASTEL FUSANO

Un paio di settimane fa neanche, ascoltando la rassegna stampa mattutina, sento dell'arresto di uno dei responsabili dell'incendio di Castel Fusano. Con una disinvoltura da restare allibiti si fa cenno ai precedenti penali dell'uomo...


... un 63enne con precedenti penali l’uomo fermato nella parte sud della pineta di Castel Fusano dal Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale dei carabinieri del gruppo Forestale di Roma, per il reato di incendio boschivo... nel novembre del 1999 sparò in faccia a un trans con un fucile a canne mozze... condannato per otto anni al regime di sorvegliato speciale... nel luglio 2007, poi, sgozzò, sempre a Castel Fusano, una giovane prostituta nigeriana di 25 anni e forse non fu l'unica... 

Non credo nel sistema carcerario per tutta una serie di motivi troppo lunghi e complessi da spiegare qui, ma con simili precedenti, uno non dovrebbe potersene andare in giro ad appiccare pure incendi.

20 luglio 2017




lunedì 14 novembre 2016

A PROPOSITO DELL'ELEZIONE DI TRUMP

A proposito dell'elezione di Trump, ho letto anche un po' di rassegna stampa statunitense: forse per la prima volta la denuncia della gravità di un accadimento è tanto condivisa e i toni e le parole usati da molti editorialisti non lasciano spazio a fraintendimenti.
Speriamo che a Trump non monti il prurito da purghe come a quello stronzo di Erdogan.

domenica 31 gennaio 2016

Libertà di stampa


Il link rimanda a una lettera aperta di Can Dündar nella quale il giornalista turco denuncia la censura e le intimidazioni contro chi fa informazione non allineata al potere, ad opera del presidente turco Recep Tayyip Erdogan

http://www.articolo21.org/2016/01/can-dundar-lettere-dal-carcere-il-giornalista-turco-scrive-dalla-prigione-di-silivri/


cui fa seguito la lettera inviata a Matteo Renzi

Turchia: lettera dal carcere "Non svendete la libertà in nome della lotta all'Isis"

di Can Dündar - direttore del quotidiano Cumhuriyet, detenuto nella prigione di Silivri - 
Rispettabile Presidente del Consiglio Matteo Renzi, Le scrissi una lettera quando venni incarcerato a fine novembre per un articolo che avevo pubblicato come direttore del quotidiano Cumhuriyet. In quei giorni era in programma un suo incontro con il primo ministro turco sulla situazione dei rifugiati siriani. Era in corso la trattativa perché la Turchia non inviasse i rifugiati in Europa e li ospitasse sul suo territorio in cambio di un aiuto di tre miliardi di euro. Nella mia lettera la pregavo di non dimenticare i valori fondativi dell'Europa in nome dell'accordo.
Quei valori, che anche noi da anni difendiamo con determinazione, erano libertà, diritti umani e democrazia. Ideali da lungo tempo calpestati dal regime del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Ci auguravamo che l'avvicinamento tra l'Unione Europea e la Turchia legato alla crisi dei migranti facesse da freno a questo comportamento, ci auguravamo che avrebbe avvicinato la Turchia alla democrazia.
Lo scorso novembre, ai giornalisti presenti a Bruxelles al vertice Ue-Turchia, lei disse: "Come gli altri miei colleghi, anche io ho con me la lettera di due giornalisti turchi arrestati". E sottolineò: "Nel dialogo con la Turchia, per l'Italia hanno grande importanza i diritti umani, la democrazia e il primato della legge". Può immaginare quanto paradossale suoni questa dichiarazione dalla cella dove siamo stati gettati.
Se i cittadini turchi sostengono il processo di avvicinamento alla Ue è perché considerano i valori europei un'àncora per una Repubblica laica, democratica e moderna le cui fondamenta vennero gettate da Mustafa Kemal Atatürk. Siamo consapevoli che questi ideali sono così preziosi da non poter essere sacrificati in nome di un negoziato. Se oggi siamo tenuti in isolamento da oltre 40 giorni in Turchia, considerata dai media internazionali "la più grande prigione al mondo per i giornalisti", è perché, con quella consapevolezza, ci siamo schierati contro la deriva del Paese verso un regime autoritario. Siamo in carcere perché abbiamo provato che tir dell'intelligence turca portavano armi ai gruppi jihadisti in Siria.
All'origine della crisi dei rifugiati c'è anche la guerra civile in Siria alimentata pure con l'appoggio dell'Occidente. Ora seguiamo con interesse il tentativo di placare l'incendio da parte di coloro che si sono travestiti da pompieri dopo averlo appiccato. Purtroppo, dato che Erdogan ha assunto il controllo di gran parte dei media, è sempre più difficile darne notizia. Chi ha il coraggio di farlo è vittima di attacchi, aggressioni, minacce, processi e carcere.
Anche se gli interessi attuali dell'Europa rendono necessario ignorare temporaneamente le violazioni dei diritti umani, noi continueremo a chiedere il loro rispetto a qualsiasi prezzo. Se rinunciamo all'umanità davanti alla scelta "rifugiati o libertà", perderemo infatti tutti e tre quei valori.  Can Dundar
La Repubblica, 14 gennaio 2016