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giovedì 7 novembre 2019

GLOBICEFALI E PERPLESSITÀ SUL GIORNALISMO

Oggi pomeriggio vengo a sapere del ritrovamento stamane di un globicefalo morto a Imperia in zona Galeazza. Una femmina. Leggo che è stata portata via per accertamenti sulla causa della morte non essendo presenti ferite o altri segni evidenti che la possano spiegare. Un paio d'ore dopo sento dire che ieri è stato ritrovato un altro globicefalo spiaggiato a Diano Marina. 
Sono competente riguardo ai cetacei e nutro nei loro confronti un sentimento in sintonia con quello di Paul Watson. Immediatamente mi inquieto. 
Dopo un tardivo e inutile sopralluogo alla Galeazza, giunta a casa faccio una ricerca su internet e trovo un articolo sul sito di Liguria Nautica che fa riferimento all'esemplare trovato ieri a Diano Marina, 





poi trovo sui siti di Imperia Tv e su Liguria Oggi, riferimenti a un esemplare, anch'esso femmina, rinvenuto sempre stamane a Imperia, località Galeazza, per il quale è stata ugualmente predisposta l'autopsia. 











Leggo i vari articoli, guardo le foto e i video, finché un dubbio mi coglie. Che si tratti del medesimo globicefalo? Potrebbero non aver prelevato l'esemplare di Diano, potrebbe essere stato riportato in mare dalla mareggiata e finito poi, oltre Capoberta, a spiaggiarsi una seconda volta nel territorio di Imperia. In alternativa, potrebbe non essersi mai mosso da dov'era, fino all'odierna rimozione a fini igienici e autoptici, e le due notizie derivare o dal considerare la zona della Galeazza appartenente al Comune di Diano Marina o dalla superficialità di indagine da parte di addetti all'informazione. Comunque sia, scorrendo le notizie su Google, vien da dedurre che i ritrovamenti siano stati due e non pare proprio sia così. Non è così grave ma un po' meno d'approssimazione di questi tempi gioverebbe. Visto infatti il risultato di sentir parlare in giro di due globicefali anziché di uno. E visto che, grazie a certo giornalismo raffazzonato o prezzolato che sia, di convinzioni errate in giro c'è già sovrabbondanza.

Vi invito a osservare con attenzione i fotogrammi che ho estratti dai video e suggerire la vostra opinione in merito.

mercoledì 2 aprile 2014

GIOVANNI AMADEO

Troppo presi dai nostri problemi. L’affitto, la salute, le relazioni sentimentali. Non solo questi e non necessariamente in quest’ordine. E ci si scopre ignari di qualcosa che è accaduto vicino a noi. Il giorno seguente non abbiamo letto la cronaca locale sul quotidiano e il giorno in questione ce ne stavamo tappati in casa e non abbiamo incontrato anima viva, qualcuno che potesse informarci. 
E così, due mesi dopo, m’imbatto a Diano Marina nel pittore Pier Giovanni Scremin che mi dice, Hai visto? È mancato il nostro comune amico. Ecco, con imperdonabile ritardo, scopro della morte di Giovanni Amadeo, titolare della Grafiche Amadeo di Imperia. Ne parliamo Scremin ed io e mi ritrovo a fare quella cosa che non ho mai sopportato: elogiare qualità e meriti di chi scompare. Eppure mi sono salite dalla pancia le parole per quest’uomo con cui ho avuto a che fare così poco, veramente poche decine di minuti in tutto, e che di fatto non conoscevo, ma in quel apparente nulla ho potuto riconoscerne presenza, gentilezza, disponibilità ed educazione. Un bel viso aperto e lo sguardo diretto. Mi dava l’idea di un uomo dai convenevoli misurati, dotato di senso pratico e capace di ascoltare. Giusto un mese fa ho pensato di chiamarlo per chiedergli un parere su un progetto editoriale. E, invece, no. Semplicemente no. 
Tutto qui. E pensavo fosse giusto scrivere anche solo poche righe in suo onore.

 23 marzo 2014