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martedì 7 marzo 2017

LA FED ALZA I TASSI DI INTERESSE

La Fed alza i tassi di interesse, Trump contrasta la delocalizzazione produttiva, vuole finanziare gli investimenti in infrastrutture e tagliare le tasse agli investitori locali. Cosa accadrà?

Non lo so. Considerazioni personali a parte, penso che se Trump premierà le aziende che ritireranno ad esempio la produzione di auto in Messico a favore della mano d’opera statunitense e se porterà avanti i progetti di realizzazione di nuove infrastrutture, sicuramente l’occupazione aumenterà, in particolare in quelle zone depresse che hanno contribuito alla sua elezione. Dubito però che miglioreranno le condizioni di vita delle persone perché, presumibilmente, il loro potere d’acquisto diminuirà.

Inoltre sarà più costoso pagare il debito in dollari accumulato negli anni e caleranno le esportazioni verso gli Usa ma, vista la rete non facilmente districabile di connessioni economiche e finanziarie globali, se Trump punterà sulla creazione di infrastrutture interne, vi troveremo senz'altro uno sbocco per i nostri investimenti. Senza contare che, come giustamente osserva Rampini, sulla scena mondiale è ben presente un nuovo interlocutore cui rivolgersi in maniera più massiccia di quanto fatto finora. Anche se proprio quest’ultimo fatto potrebbe negli anni portare a conseguenze preoccupanti. Trump, infatti, se da un parte fa l’autarchico, dall’altra non intende certo rinunciare alla posizione di supremazia degli Usa nel mondo, per cui gioco forza, visto che la Cina è già ben presente in Africa e pure in Sudamerica, verranno velocemente a cerarsi i presupposti per una nuova guerra fredda che avrà conseguenze per tutti quanti.

Diciamo che, rispetto a quanto potrà accadere, in questo momento il mio approccio è di curiosità. Perché con tutta le nostre capacità di previsione restiamo comunque immersi in un mondo rapido, assai complesso, per muoverci nel quale abbiamo l’esperienza di neofiti che procedono per tentativi, aggrappati, nel migliore dei casi, a quanto la storia passata ci ha insegnato in merito alle dinamiche economiche, politiche e sociali. Per onestà intellettuale dobbiamo riconoscere che potrebbero esserci conseguenze ed esiti imprevisti. Potremmo venir contraddetti nelle nostre convinzioni. In fondo è la prima volta che in ogni ambito della vita planetaria tutto procede in modo tanto convulso, frenetico, contraddittorio. Le implicazioni si espandono in modo geometrico esponenziale ed è, senza tirare in ballo anche Heisenberg, quasi impossibile tener conto di tutti i fattori che determineranno un risultato. Quindi direi: stiamo a vedere e cerchiamo di capire.



Marzo 2017



Aggiornamento (Agosto 2023): Il Science Act di Biden è nella sostanza una dichiarazione di guerra alla CIna

venerdì 6 dicembre 2013

RIVOLUZIONE 1

Lunedì 9 dicembre 2013 alle ore 00:00 inizia la rivoluzione.


Prepariamoci per bene, che al suo scoccare l'ora non ci trovi impreparati. Siamo solo a venerdì. Almeno tutta quanta la domenica iniziamo a entrare nell'ordine di idee e non cerchiamo distrazioni. Raccogliamo tutto quanto il senso sparso delle parole che abbiamo sinora fatte. Ognuno pronto ad agire per il bene comune.


Lunedì 9 dicembre 2013 alle ore 00:00 inizia la rivoluzione.


“Due settimane prima di Natale? Ma ho le RI.BA scadute da due mesi...”

“Eh, sì. Così sarò l'unico che chiude.”

“Però dicono che spaccheranno le vetrine di chi sta aperto...”

“Ma tanto gli italiani sono dei pecoroni!”

“La solita faccenda dell'armiamoci e partite!”

“Ma qui in Riviera tanto son tutti ricchi.”

“Il problema sono i barconi e quelli che entrano e non passano dalle frontiere ufficiali. Ma lo sa lei che c'è una legge che consente di far fuoco su chi valica i confini in modo illegale? Si può anche sparare su tutte 'ste donne incinta e tutti 'sti bambini.”

“Gli italiani non è difficile governarli: è inutile!!”

“Non siamo mica come la Grecia.”

“Figuriamoci: la rivoluzione!”

“Al discount ho fatto scorte di pasta, riso, farina, zucchero, sale e caffè.”

“Sì, sì, ci vado anch'io.”

“C'è anche su Facebook!”

“Dicono che è uno sciopero ma in realtà è l'inizio della rivoluzione.”

“Fanno girare la voce quelli dei supermercati perché gli acquisti sono in calo: è tutta una manovra!”

“Ma chiudono anche gli estetisti?”

“E' solo uno sciopero su modello francese...”

“Guarda che ti sbagli: è solo per lunedì, non è a oltranza.”

“Dura cinque giorni.”

“Ma chi è che fa la rivoluzione? I camionisti?”

“I comunisti.”

“Aveva ragione il Duce!”

“Aveva ragione Marx!”

“I tempi sono maturi”

“Per cosa è questa rivoluzione?”

“Non è una rivoluzione, è uno sciopero.”

“Non han voglia di lavorare!”

“E' la fine della democrazia!”

“E' l'inizio della democrazia!”

“Tanto chiuderanno quattro gatti!”

“Io tengo aperto.”

“Sciopero generale a oltranza? Ma figurati!”

“Sciopero generale a oltranza? Ma siamo matti?”

“Sciopero generale a oltranza? E io come ci vado a lavorare?”

“Mi hanno appena presa a chiamata come commessa per le feste di Natale: se mi lasciano a casa come lo pago l'affitto di gennaio?”

"Bisogna stare tappati in casa."

“Qui da noi pare che sia Forza Nuova a organizzare tutto.”

“Hai letto? Metà degli autotrasportatori si è già tirata indietro, non faranno lo sciopero per via che non gli diminuiscono più la percentuale di rimborso sulle accise della benzina.”

“Questo terrorismo non fa bene al Paese!”

“Chi è che lo organizza questo sciopero?”

"Ma pensi che a Loro gliene freghi qualcosa se teniamo chiuso? E poi con tutti i supermercati che stanno aperti..."

“Io tanto avevo preso le ferie: me ne vado in Thailandia, che lì si sta bene!”

“I trasporti pubblici però non li dovrebbero bloccare: la gente comune come fa?”

“Mio marito ha già fatto il pieno alle macchine.”

“E' ora che si scenda in piazza tutti quanti uniti!”

“Io aderisco, sono d’accordo, però non vado in corteo, ne approfitto per fare una camminata nei boschi.”

“Bisogna bloccare il Paese!”

“Ci giochiamo quel poco di credibilità che è rimasta all'Italia.”

“Mi tocca passare il week end a controllare il mercato!”

“Avevo deciso di chiudere comunque dopo le feste: in pratica sono fallito da più di un anno, solo che continuavano a dire: la ripresa, la ripresa...”

“Fanculo: se le cose stanno messe così, io non pago più nessuno.”

“Colpa della Germania”

“Colpa di Monti.”

“Colpa di Prodi!”

“Colpa di chi ci porta via il lavoro.”

“Gli extracomunitari.”

“Le delocalizzazioni.”

“I grandi evasori fiscali”

“E i piccoli?”

“Dovremmo avere un governo come quello islandese!”


Lunedì 9 dicembre 2013 alle ore 00:00 inizia la rivoluzione.


Poi sbucherà un sole di Zavattiniana memoria?

Dicembre 2013


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