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martedì 11 luglio 2017

IL DIARIO DI RUGGERO ZANGRANDI

Recentemente ho avuto la fortuna di imbattermi nel libro diario di Ruggero Zangrandi "Il lungo viaggio attraverso il fascismo", edito la prima volta nel 1947 da Einaudi. Poi Feltrinelli 1962 e, infine, Garzanti nel 1971.

Il sottotitolo è: La storia della generazione cresciuta all'ombra dei fasci.

Credo che sarebbe una buona lettura un po' per tutti. Ciò che stiamo vivendo oggi è molto simile. Quando i nostri figli, o i figli dei nostri figli, tireranno le somme, probabilmente ci chiederanno di rendere conto della nostra omertà, della nostra connivenza, della nostra cecità. E dovremo avere una buona risposta.


2016

domenica 27 dicembre 2015

IL CORAGGIO E LA VERGOGNA

Sto pensando a quanti restano nella propria intransigenza nei confronti dei musulmani.

Perché se è vero, dicono, che i terroristi sono una minoranza esigua e, a quanto pare, cresciuta nel mondo occidentale, perché i musulmani buoni con coraggio non li denunciano? Non si dissociano e li isolano?


Il riconoscimento, la denuncia, la vergogna.

Questi tre punti.

Che, umanamente, riguardano ognuno di noi.


Quanto è difficile riconoscere il “peccatore” (intendendo colui che procura male)?

Quasi sempre egli simula così bene da non suscitare sospetto. E quando anche qualche segno ci metta in allarme, quanto è arduo ammettere che nostro padre, nostro figlio, nostra sorella possano essere dei mostri? Le violenze domestiche, la pedofilia, e altre analoghe nefandezze, insegnano.

E quando capiamo, quando scopriamo, quante volte tratteniamo in noi e taciamo? Prima non vogliamo credere, poi dubitiamo di aver esagerato e preferiamo convincere noi stessi che forse non è così grave come sembra. Se, invece, non possiamo negare l’evidenza, abbiamo paura che si venga a sapere, temiamo il giudizio, ci vergogniamo, ci chiediamo ossessivamente quali potrebbero essere le ripercussioni sociali e quasi sempre optiamo per il silenzio. Talvolta lo imponiamo anche a chi ci è vicino costringendolo a una complicità involontaria. E non stiamo bene. proprio per niente.


Chi, onestamente, può affermare di non aver vissuto qualcosa di simile, o di non conoscere nessuno che l’abbia vissuto? Un’omertà non necessariamente mafiosa, generata dal timore e dalla sensazione di isolamento e impotenza.

La gravità resta ma cerchiamo di comprendere le difficoltà umane e reagiamo con l’aiuto e non con la condanna.

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Nel 2015 c’è stata una media di due attentati all'ora, di cui più dell’80% nel Sud del mondo. E la gran parte contro etnie musulmane.