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venerdì 6 dicembre 2013

RIVOLUZIONE 1

Lunedì 9 dicembre 2013 alle ore 00:00 inizia la rivoluzione.


Prepariamoci per bene, che al suo scoccare l'ora non ci trovi impreparati. Siamo solo a venerdì. Almeno tutta quanta la domenica iniziamo a entrare nell'ordine di idee e non cerchiamo distrazioni. Raccogliamo tutto quanto il senso sparso delle parole che abbiamo sinora fatte. Ognuno pronto ad agire per il bene comune.


Lunedì 9 dicembre 2013 alle ore 00:00 inizia la rivoluzione.


“Due settimane prima di Natale? Ma ho le RI.BA scadute da due mesi...”

“Eh, sì. Così sarò l'unico che chiude.”

“Però dicono che spaccheranno le vetrine di chi sta aperto...”

“Ma tanto gli italiani sono dei pecoroni!”

“La solita faccenda dell'armiamoci e partite!”

“Ma qui in Riviera tanto son tutti ricchi.”

“Il problema sono i barconi e quelli che entrano e non passano dalle frontiere ufficiali. Ma lo sa lei che c'è una legge che consente di far fuoco su chi valica i confini in modo illegale? Si può anche sparare su tutte 'ste donne incinta e tutti 'sti bambini.”

“Gli italiani non è difficile governarli: è inutile!!”

“Non siamo mica come la Grecia.”

“Figuriamoci: la rivoluzione!”

“Al discount ho fatto scorte di pasta, riso, farina, zucchero, sale e caffè.”

“Sì, sì, ci vado anch'io.”

“C'è anche su Facebook!”

“Dicono che è uno sciopero ma in realtà è l'inizio della rivoluzione.”

“Fanno girare la voce quelli dei supermercati perché gli acquisti sono in calo: è tutta una manovra!”

“Ma chiudono anche gli estetisti?”

“E' solo uno sciopero su modello francese...”

“Guarda che ti sbagli: è solo per lunedì, non è a oltranza.”

“Dura cinque giorni.”

“Ma chi è che fa la rivoluzione? I camionisti?”

“I comunisti.”

“Aveva ragione il Duce!”

“Aveva ragione Marx!”

“I tempi sono maturi”

“Per cosa è questa rivoluzione?”

“Non è una rivoluzione, è uno sciopero.”

“Non han voglia di lavorare!”

“E' la fine della democrazia!”

“E' l'inizio della democrazia!”

“Tanto chiuderanno quattro gatti!”

“Io tengo aperto.”

“Sciopero generale a oltranza? Ma figurati!”

“Sciopero generale a oltranza? Ma siamo matti?”

“Sciopero generale a oltranza? E io come ci vado a lavorare?”

“Mi hanno appena presa a chiamata come commessa per le feste di Natale: se mi lasciano a casa come lo pago l'affitto di gennaio?”

"Bisogna stare tappati in casa."

“Qui da noi pare che sia Forza Nuova a organizzare tutto.”

“Hai letto? Metà degli autotrasportatori si è già tirata indietro, non faranno lo sciopero per via che non gli diminuiscono più la percentuale di rimborso sulle accise della benzina.”

“Questo terrorismo non fa bene al Paese!”

“Chi è che lo organizza questo sciopero?”

"Ma pensi che a Loro gliene freghi qualcosa se teniamo chiuso? E poi con tutti i supermercati che stanno aperti..."

“Io tanto avevo preso le ferie: me ne vado in Thailandia, che lì si sta bene!”

“I trasporti pubblici però non li dovrebbero bloccare: la gente comune come fa?”

“Mio marito ha già fatto il pieno alle macchine.”

“E' ora che si scenda in piazza tutti quanti uniti!”

“Io aderisco, sono d’accordo, però non vado in corteo, ne approfitto per fare una camminata nei boschi.”

“Bisogna bloccare il Paese!”

“Ci giochiamo quel poco di credibilità che è rimasta all'Italia.”

“Mi tocca passare il week end a controllare il mercato!”

“Avevo deciso di chiudere comunque dopo le feste: in pratica sono fallito da più di un anno, solo che continuavano a dire: la ripresa, la ripresa...”

“Fanculo: se le cose stanno messe così, io non pago più nessuno.”

“Colpa della Germania”

“Colpa di Monti.”

“Colpa di Prodi!”

“Colpa di chi ci porta via il lavoro.”

“Gli extracomunitari.”

“Le delocalizzazioni.”

“I grandi evasori fiscali”

“E i piccoli?”

“Dovremmo avere un governo come quello islandese!”


Lunedì 9 dicembre 2013 alle ore 00:00 inizia la rivoluzione.


Poi sbucherà un sole di Zavattiniana memoria?

Dicembre 2013


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giovedì 21 febbraio 2013

SIAMO TUTTI RIVOLUZIONARI

Siamo tutti rivoluzionari, noi che sappiamo guardare con occhio e mente allenati, noi che sappiamo leggere tra le righe, noi che non ci fregano con le versioni ufficiali. Noi che vogliamo salvare il mondo. Rivoluzionari dell’ultima ora. Schizofrenici individui con un piede nell’utopia, l’altro nel compromesso. Cerchiamo di credere che le cose non vadano così male. Nel mondo ci sono aree depresse, governi sbagliati, risorse distribuite in modo non uniforme, ma, tutto sommato, questo nostro grande pianeta, questa nostra umanità possono ancora avere un buon futuro. Non è necessario rivedere del tutto il proprio stile di vita, alcuni aggiustamenti dovrebbero essere sufficienti, poi se le cose non andranno come dovrebbero andare, se la giustizia non sarà per tutti, se il cibo non sarà per tutti, se le cure non saranno per tutti, se la terra non sarà per tutti, noi avremo comunque fatto del nostro meglio. Sì, certo, fare un poco è meglio che non fare niente, ma non basta.

Siamo addolorati per il karma surreale del popolo giapponese, siamo giustamente preoccupati per le agitazioni del nord Africa, siamo indignati per le speculazioni finanziarie che reggono le sorti del mondo, siamo scandalizzati per la corruzione politica e il degrado della morale. Ma non basta.

Dovremmo fare un salto di qualità per far sì che le cose cambino sul serio ma non ne siamo capaci.

Perché non c’è rivoluzionario che non desideri una sacrosanta vacanza, capi d’abbigliamento nuovi, un minimo di tecnologia, un paio di mezzi di locomozione e che non voglia essere proprietario della casa in cui vive, che non si getti a capofitto nella rete dei mutui trentennali, che non vincoli scelte e legami alla scadenza di rate.

Abbiamo creato una sincope tra il concetto di eternità e quello dell’inferno. Il possesso come autodeterminazione, il possesso come giogo. Tutto si contrae nella stipula di un mutuo bancario. Sono le banche ora che amministrano la metafisica, sono esse la guida delle nostre anime. Sono a tutti gli effetti delle entità. Cui abbiamo offerto in sacrificio la nostra dignità e il nostro futuro.

Volesse il cielo che la nube raggiungesse ognuno di noi. La nube radioattiva dal sol levante. Non metafora ma concreta rappresentazione di ciò che siamo. Cioè di ciò che abbiamo fatto finora.



11 marzo 2011 


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