mercoledì 31 ottobre 2018
RC AUTO, GENERALI, BERSANI, TRASPARENZA
sabato 20 gennaio 2018
LAVORO NERO
Se ci si ritrova senza lavoro, soprattutto tra i 45 e i 65 anni, capofamiglia di se stessi, se l’Isee è irrisorio, se non esistono proprietà immobiliari, se si è disoccupati, se si possiede un’auto del 2001, vorrei capire perché se si riceve una proposta di lavoro in regola per quattro ore la settimana (32 ore mensili per la somma di 200 euro circa) si è costretti a rifiutarlo pena, in caso contrario, la perdita dell’esenzione ticket? Perché sì, esistono persone per le quali pagare o meno i ticket sanitari fa la differenza. E la si perde anche per una sola ora di lavoro mensile regolarmente retribuito. Risultato: chiedere di non essere messi in regola.
Se si ha tanta buona volontà, se si è una fucina di idee, se si è capaci di procacciarsi lavori vari per sopravvivere (pulizie, commissioni, piccoli lavori domestici, riparazioni, ecc.), mi domando perché, nel momento in cui ci si attiva per prendere una partita Iva in modo da fare le cose come vanno fatte, su dieci commercialisti consultati, dodici consiglino (ovviamente) di lasciar perdere perché non si sarebbe in grado di far fronte a spese, tasse e contributi, a causa degli studi di settore che stabiliscono che, per i servizi alla persona o per forme che sconfinano in attività artigianali, minimo si debba guadagnare tot.
Se uno ha due braccia e mediamente oggi, se va bene, dandosi da fare può trovar lavoro per una trentina di ore settimanali mettiamo a una media di 7 euro l’ora, e arriva a un mensile, un mese per l’altro, di 800 euro, con il quale, stringendo la cinghia, può anche sopravvivere, perché impedirgli di mettersi in regola? Mettendosi in regola potrebbe fare pubblicità e trovare più lavoro e magari arrivare anche a 1000 o più euro al mese, vivere un po’ meglio, e forse riuscire a pagarsi dignitosamente anche i ticket sanitari. Però le braccia restano sempre due. Perché dunque non lo si tassa in base al guadagno effettivo? Perché gli dite che deve incassare almeno tremila euro al mese per sperare di non andarci sotto fiscalmente? Perché non vi assumete concretamente l’onere di verificare la conformità tra le dichiarazioni e le condizioni reali di vita di un individuo? E non tassate con un'equa percentuale sugli effettivi guadagni?
Non bisognerebbe invece forse premiare chi non pesa sullo Stato e sa essere, come si dice, imprenditore di se stesso, accontentandosi di vivere modestamente? Perché sguardi di sufficienza verso chi afferma che riesce a vivere con poco facendo a meno del superfluo? Perché chi è povero ma onesto viene quasi deriso se si informa per regolarizzarsi da sé, visto che nessun altro lo fa? Perché gli si risponde che tanto fino a cinquemila euro può fare una ricevuta con il codice fiscale, precludendogli la possibilità di migliorare la propria condizione con l’acquisizione di una figura fiscale “normale”?
Perché un operaio che ha perso il lavoro, che ha rinunciato alla macchina, che non gli avanzano soldi da mettere in un conto corrente, che si è ritirato a vivere in campagna, da solo, in una buchetto a 200 euro al mese con un piccolo orto che gli permette di fare economia, e riesce nei dintorni a trovare lavoretti per arrivare a 600, 700 euro al mese, con i quali però riesce a campare, deve lavorare di nascosto? O perdere dei lavori perché non può fare una ricevuta scaricabile?
In buona sintesi: perché ci si ostina ad incentivare il lavoro nero?
Maggio 2016
venerdì 7 aprile 2017
IL GATTO DI DEL PIERO
mercoledì 3 agosto 2016
ATTACCO
A casa di mia madre.
Servizio del Tg5 del 2 agosto.
Attacco dei cinghiali. Difendersi dall'attacco dei cinghiali che oltre a invadere le nostre città causano nelle campagne danni ingenti all'agricoltura, costringendo alla chiusura molte piccole aziende. Animali selvatici in sovrannumero che ci assediano. Non possiamo vivere blindati in casa.
La Coldiretti in piazza Duomo a Firenze sventola striscioni con scritto "riprendiamoci il territorio" e porta una coppia di cinghiali invitando a immaginare un futuro in cui orde di ungulati scorrazzassero per le vie cittadine. Mi viene in mente quando nel 1926, un gran numero di antenati di questi malvisti quadrupedi furono portati allo Stadium di Torino per una spettacolare caccia in costume regionale. Aneddoti.
Mi trattengo dall'entrare nel merito della questione, anche perché, mentre inizio a scrivere, gioco con il telecomando della televisione e i pensieri mutano direzione. Pubblicità e altre notizie vengono sciorinate con estrema disinvoltura nella scelta dei termini: attacco dei mercati, attacco dei batteri, eliminazione degli odori, golpe sui rifiuti, assedio del caldo, confini del benessere, guerra delle tariffe, divisione degli spazi...
Normalmente rifiuto l'estrapolazione di una frase o di una locuzione dal contesto in cui è inserita ma so anche che esistono diversi tipi e diversi livelli di linguaggio e, non so perché, ormai da parecchio tempo a questa parte ho come sviluppato un sensore nuovo, non so in quale organo situato, che fa sì che dal fiume di parole che sento, alcune mi giungano evidenziate e si uniscano in un ipertesto riguardo al quale l'unico dubbio è in che misura sia dettato da mie convinzioni e in che misura sia ciò che il committente intende far narrare e di cui intende convincere.
2 agosto 2016
giovedì 17 marzo 2016
SITI WEB PER CASE VACANZA
Anni fa utilizzai per lavoro i primi portali nati per pubblicizzare gli appartamenti ammobiliati per uso turistico. Ce n’era uno tedesco, uno francese, tre o quattro in lingua inglese. Ognuno di essi aveva il proprio layout, diversi prezzi, diverse offerte, diversi modi di proporre gli immobili. Si sceglieva quindi in base alle proprie esigenze e si modificava direttamente la propria inserzione da una pagina di accesso all'area privata. Negli anni tali portali sono aumentati di numero, hanno affinato pagine e servizi, hanno man mano diversificato le opzioni di inserzione, offrendo pacchetti per ogni esigenza.
Recentemente, per aiutare un’amica intenzionata a pubblicizzare il proprio immobile, mi sono avventurata di nuovo in un mondo che dunque conosco abbastanza bene, avendo però una sgradevole sorpresa. In pratica, di accorpamento in accorpamento, il 90% dei portali più noti e utilizzati, ha adottato medesimo layout e medesime metodologie di impostazione delle inserzioni, e, soprattutto, ha diminuito considerevolmente l’autonomia del proprietario nella gestione della stessa.
Se si opta per inserzioni a basso costo o gratuite, giustamente i portali chiedono una percentuale sui contratti a buon fine, ma anche spendendo cifre nell'ordine di centinaia di euro all’anno, ci si trova limitati nell'interazione tra proprietario e cliente, privi di possibilità di reciproca conoscenza e di contrattazione. Inoltre se non si sceglie l’opzione pagamenti online da parte del cliente si ha meno visibilità, se la si sceglie, gestiscono tutto i portali (o il Gran portale, come lo chiamo io, visto che stan quasi tutti sotto lo stesso tetto) e solo a pagamento avvenuto ci si può scambiare recapiti e comunicare direttamente.
Inoltre vi sono alcuni aspetti non proprio funzionali ma viene meno la possibilità di rivolgersi alla concorrenza perché appunto hanno adottato praticamente tutti lo stesso sistema.
Per fare un esempio: se uno decide che la propria casa per 6 +1 persone costa tot a settimana (sia che venga una sola persona, sia che vengano in due, tre, quattro, cinque, sei o sette), e che invece le spese (consumi, biancheria, pulizie) cambino in base al numero delle persone (ad esempio 20 euro a testa alla settimana), allora iniziano i problemi. I portali, dicono per trasparenza nei confronti del cliente, aggiungono nella tabella delle tariffe al tot stabilito le spese per due persone, quindi avremo tot +40, e forniscono questa cifra come definitiva, mentre la cifra in realtà potrebbe essere inferiore o superiore ( tot + 20, tot +40, tot + 60, tot + 80, tot + 100, tot + 120). Non c’è modo di rendere questa cosa visibile per il potenziale villeggiante. Interpellati suggeriscono di mettere una cifra aggiuntiva per ogni persona in più oltre alle due fisse che stabiliscono loro, ma anche così si ottiene un risultato che non corrisponde al vero per tutte le possibilità perché nel menu a tendina si può scegliere solo +1, +2, +3, +4. Non viene contemplata l’opzione di una persona sola né quella di una casa che possa ospitare più di 6 persone. Non sarà la fine del mondo, e certo, come un orologio fermo che una volta al giorno dà l'ora giusta, in alcuni casi la cifra corrisponde al vero, ma pretendo da aziende leader nel settore la capacità di contemplare tutte le opzioni possibili che si possono verificare, soprattutto a fronte di pagamenti cospicui e di un monopòlio crescente che non offre alternative. E questo delle spese è solo uno dei tanti esempi che potrei fare. Manca quella relazione che si poteva creare un tempo prima della conferma di prenotazione. Si evitavano equivoci e malcontento.
Con buona pace dei sostenitori del libero mercato che avrebbe dovuto portare a una sana concorrenza e invece ci sta strozzando in monopòli leviatano.
2016
P.S. (2023) Tralascio qui delle gravi conseguenze, dovute a tale settore (urbanistiche, sociali, ecc), cui si è giunti progressivamente nell’ultimo decennio.
mercoledì 24 febbraio 2016
HOTSPOT
sabato 21 novembre 2015
VODAFONE E BAMBINI
L’ultima pubblicità della Vodafone, quella con i bambini, è raccapricciante.
Si commenta da sola.
Se non riuscite a vedere vuol dire che gli occhi non sono più collegati al cervello.
domenica 25 ottobre 2015
OGNUNO CON IL PROPRIO DEVICE, TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE
Stavo stirando a casa di una signora e non riesco a stirare senza guardare la televisione. In genere quando c’è un’interruzione pubblicitaria mollo il ferro (il mio principale device, seguito dal computer fisso) prendo il telecomando e metto silenzioso. L’altro giorno avevo lasciato il telecomando distante e così ho ascoltato anche gli spot pubblicitari. Sono rimasta ipnotizzata, con il ferro a mezz’aria, la bocca semi aperta.
Tre, uno dietro l’altro. Iniziando da quello del McItaly con carne chianina, fibra Tim a seguire, e Multicentrum. Gli altri dopo erano superflui e li ho rimossi in tempo reale.
Riprese su fondo nero, musica solenne in crescendo, un hamburger che rotea come un pianeta nello spazio, non è da tutti farlo, non è da tutti offrirlo a milioni di italiani, non è da tutti ma noi lo abbiamo fatto; poi la fibra che città dopo città, stiamo collegando tutto il Paese, per navigare velocissimi e tutti insieme contemporaneamente, il futuro è già qui, e la fibra è capace di connetterci ancora di più, e quindi Multicentrum, unico come te, perché le tue impronte sono uniche.
Ho ricordato le frasi dello spot sulla fibra Fastweb: dentro la nostra fibra scorrono i tuoi pensieri, i tuoi sogni, i tuoi progetti, tu sei le nostre ali… con gli aeroplani dietro a fare un cuore con le scie.
Quelle del McVeggie: abbiamo tolto l’hamburger dall’hamburger (!)…solo chi è in tutto il mondo può portarti il mondo… e anche quell’altra della Citterio, sponsor all’Expo 2015, l’origine fa la differenza.
Cristo santo, buon vecchio Orwell, come dicemmo ormai vent’anni con Oreste Del Buono, eri un ottimista…
venerdì 16 ottobre 2015
GOVERNI, MERCATO, CITTADINI
venerdì 7 marzo 2014
SHOPPING E PSICHE
Più osservo e ascolto le pubblicità e presto attenzione a ciò che ci viene offerto in quanto consumatori, più mi convinco che la maggior parte dei prodotti sul mercato siano dei prodotti per combattere la paura. Una paura che poi viene parcellizzata, diversificata, trasformata. Dalle automobili ai cosmetici, tutto serve per far fronte a qualche minaccia, dal caro idrocarburi alla nostra pelle rinsecchita e sciupata. Da una parte ci propongono hamburger, dall'altra yogurt anti colesterolo. Come a dire che per ogni minaccia che incombe su di noi, c'è la soluzione, basta acquistarla. L'economia dei consumi oggi è essenzialmente dedita a produrre consumatori impauriti o, meglio, ad amplificare e consolidare timori più o meno giustificati, inducendo in noi non solo la speranza ma la convinzione vera e propria che qualsiasi temibile rischio sia al giusto prezzo eliminabile. L'idea che, così, come ci procuriamo il male, allo stesso modo possiamo farlo sparire. Per ogni danno procurato dalla nostra specie esiste antidoto o panacea. Quindi scrupolo, etica e lungimiranza possono essere tranquillamente soppiantati da un portafogli rigonfio. Sventurati i poveri che non possono né potranno difendersi. Fortunato il mercato che, a farci convivere quotidianamente con una morte prossima e così subdola da poter sbucare da ogni dove, tiene alto il fatturato.
Non preoccupiamoci di non rendere l'aria mefitica: abbiamo mille soluzioni per deodorarla piacevolmente!
Marzo 2014
Tutti i diritti riservati
mercoledì 12 febbraio 2014
VARIE 2
Osservo le immagini, faccio caso alle parole che vi abbinano, le trascrivo, le ripeto ad alta voce, cerco di capirle.
Renault Captur, capture life
Prima di conservare i ricordi bisogna viverli
(già, viverli in auto e poi conservarli su file)
Mediaset: gente che lavora, il lavoro si crea con il lavoro
Abbiamo liberato la comunicazione in nuovi prodotti
E tutto senza chiederti nulla
Solo per ricordartelo
(Liberare la comunicazione in prodotti, liberare la comunicazione in prodotti, liberare la comunicazione in prodotti…)
A volte poi sbircio qua e là su rendiconti finanziari, ben oltre la mia portata certo, ma un minimo di aritmetica qualcosa mi fa intuire
Eni: diamo all’energia un’energia nuova
(un grande investimento – 67 milioni di euro anno 2012 - per una grande campagna pubblicitaria; circa 4 miliardi di euro di dividendi – 2012 – agli azionisti Eni e a quelli di minoranza; utile netto solo del Gruppo Eni – sempre 2012 - circa 8 miliardi)
La partnership strategica Eni-MIT, avviata nel 2008 e rinnovata nel 2013, di durata quadriennale, comporta un impegno finanziario complessivo di oltre 5 milioni di dollari all’anno (mamma mia che cifra sconvolgente! Un diciottesimo di quello che hanno investito in pubblicità), distribuiti tra diversi filoni di ricerca sull’energia solare, su tematiche di interesse del business oil&gas, sull’ambiente e sulla chimica verde.
Istruttivo vedere nel bilancio che i costi ambientali sono messi sotto “altre attività”, e anche leggere l’elenco dei contenziosi
Enel e i suoi guerrieri
(L’appropriazione della strategia)
Enel: 85000 milioni di euro ricavi totali 2012 (85 miliardi in un anno)
Si stanzieranno, tra 2014 e 2017, 6 miliardi di euro per le rinnovabili
Manco il 2 % dei ricavi
Mi fermo. È tardi. Ed è senza fine il discorso. Diciamo che sono appunti/suggerimenti.
domenica 3 novembre 2013
LA FUGA
Parlare di etica e di diritti
Di rispetto dell’altro
Di lungimiranza e cura
Roba da ridere sguaiati e feroci
… dare il buon esempio…
Ma se neanche mettere paura serve
Nemmeno l’immaginare i propri figli e nipoti vivere in un mondo mefitico, malato, inquinato, privo di risorse, con scarse opportunità di lavoro, scorribande su popoli e terre, e persone che schiattano in ogni dove
Vivere il presente, vivere il momento, da profonda riflessione filosofica a spot pubblicitario
La fuga come regola, non vedo, non sento, non parlo, anzi no, mi riempio gli occhi di immagini, le orecchie di suoni e la bocca di parole, che nessuno dica che sono inerte, e riempio bene tutti gli orifizi, che non ci sia spazio per nulla, e se qualcuno mi coglie di sorpresa e mi indica oltre, mi guardo la punta delle scarpe o quella del naso. Al limite la punta del dito che indica
Voglio intrattenimento gratis, istantanea gratificazione, comprare tanto a poco, e il tutto consegnato entro 24 ore
Con sempre meno denaro mi ostino a voler essere ricca o a sembrarlo
Ma voglio anche democrazia, partecipazione, libertà, relazione, e queste sono le parole che martellano le nostre teste, ripetute, infilate, proclamate
Defraudate del significato acquisito dai tempi dell’illuminismo ma parole note, accoglienti, rassicuranti, suoni che evocano qualcosa di buono
E allora basta dubitare, interrogarsi, interrogare
Lo dice la pubblicità, le grandi domande sono cambiate
E poi è tutto in crescendo, alla gogna gli allarmisti
Tutto nuovo, unico, personalizzato, rassicurante, gestito
La bellezza, la salute, i viaggi, il cibo, l’energia, i rapporti umani
Diamo all’energia un’energia nuova
Un nuovo tipo di mercati, un nuovo tipo di gestione del patrimonio
“nei mercati odierni, volatili e complessi (volatili, lo dicono nella pubblicità), il vostro portafoglio richiede lo stesso livello di conoscenze approfondite e visione globale dei clienti istituzionali”
Caffè, brioche e Nasdaq – Con BinckBank ogni giorno è un buongiorno per fare trading
Lyxor –la capacità di performance in qualsiasi mercato
Il tuo patrimonio è unico: Advisory Premium, un servizio di consulenza gestito dai nostri migliori private banker per offrirti una visione chiara in un unico rendiconto e una consulenza globale altamente personalizzata per ogni esigenza di gestione patrimoniale
Eccetera eccetera eccetera …
20 Ottobre 2013
lunedì 29 luglio 2013
100ESIMO POST
martedì 25 giugno 2013
AMO LA PUBBLICITA'
Amo la pubblicità. Perché mi spiega la vita
Wind offre 400 minuti + 400 sms + 1 giga di traffico internet alla settimana. Spot successivo, arriva Vodafone che, per una cifra analoga, rilancia: 500 minuti + 500 sms + 2 giga. Io ho Tim: 200 minuti + 200 sms + 1 giga, che non uso perché ho fatto disattivare le funzioni online. Poi c’è la storia che sei già con una compagnia ma se vuoi usufruire di alcune promozioni ti suggeriscono di uscire e rientrare, cioè stipulare un contratto con la concorrenza, starci il minimo indispensabile e poi tornare all’ovile.
Per assurdo, non è più la fedeltà a essere premiata.
Insomma, è così che sprechiamo le nostre già compromesse energie? Dietro a ’ste cose?
Siti che propongono approfondimenti e inchieste, hanno banner pubblicitari che recitano, ad esempio, “Guadagna da oro e petrolio. Account di prova gratuito 10.000 €” Sarà.
Accendo una tivù: un motivetto istiga “Oro in euro, cambi subito, cambi in meglio!” Ma com’è che si chiama quando ti prendono per il naso? Pubblicità mendace. E quell’altra parola com’è? Ah, sì: aggiotaggio.
Su un altro canale due spot consecutivi mi confondono le idee: Lenor al gelsomino scarlatto o Coccolino Sensation alla campanula selvatica e bergamotto?
Luglio 2013