mercoledì 28 ottobre 2015
lunedì 4 maggio 2015
#EXPO 2015
mercoledì 21 maggio 2014
GRAZIE A GIUSEPPE CONTE
Per essere amico di Paul Watson e di Charles Moore.
Per aver detto quello che c'è da dire utilizzando un'accattivante veste narrativa.
mercoledì 2 aprile 2014
PROGETTI DI SVILUPPO
I progetti di sviluppo sono un pilastro del progresso umano. È nostro preciso dovere portare il progresso laddove non c’è. Non vi è alcuna retorica in questo. Ed è dovere di tutti sostenere investimenti e progetti volti alla promozione dello sviluppo e della crescita nei Paesi in difficoltà.
Porteremo posti di lavoro e ci sarà un incremento dei profitti per le aziende che investiranno e che quindi pagheranno tasse che andranno a beneficio degli Stati che, automaticamente, miglioreranno i servizi per le popolazioni locali, la sanità, l’istruzione, le infrastrutture.
Stiamo parlando di tecnologie non verdi ma verdissime. Gli impatti e i costi ambientali saranno minimizzati e, comunque, tenuti sotto controllo.
Chi afferma che i posti di lavoro si rivelano sempre inferiori a quelli promessi, che i salari sono gestiti al ribasso e le condizioni di lavoro precarie e pericolose, chi dice che sono inesistenti o irrisori i trasferimenti a livello locale dei proventi ricavati dalle cessioni di sfruttamento delle risorse a favore degli investitori, chi denuncia che i territori verrebbero addirittura violentati e avvelenati, sfruttati all’osso per poi essere abbandonati, ecco per tutti costoro che blaterano senza sapere di cosa parlano, esistono solo poche definizioni.
Complottisti! Criminali! Sabotatori! Reazionari! Ignoranti! Bugiardi!
Novembre 2011
mercoledì 12 febbraio 2014
VARIE 2
Osservo le immagini, faccio caso alle parole che vi abbinano, le trascrivo, le ripeto ad alta voce, cerco di capirle.
Renault Captur, capture life
Prima di conservare i ricordi bisogna viverli
(già, viverli in auto e poi conservarli su file)
Mediaset: gente che lavora, il lavoro si crea con il lavoro
Abbiamo liberato la comunicazione in nuovi prodotti
E tutto senza chiederti nulla
Solo per ricordartelo
(Liberare la comunicazione in prodotti, liberare la comunicazione in prodotti, liberare la comunicazione in prodotti…)
A volte poi sbircio qua e là su rendiconti finanziari, ben oltre la mia portata certo, ma un minimo di aritmetica qualcosa mi fa intuire
Eni: diamo all’energia un’energia nuova
(un grande investimento – 67 milioni di euro anno 2012 - per una grande campagna pubblicitaria; circa 4 miliardi di euro di dividendi – 2012 – agli azionisti Eni e a quelli di minoranza; utile netto solo del Gruppo Eni – sempre 2012 - circa 8 miliardi)
La partnership strategica Eni-MIT, avviata nel 2008 e rinnovata nel 2013, di durata quadriennale, comporta un impegno finanziario complessivo di oltre 5 milioni di dollari all’anno (mamma mia che cifra sconvolgente! Un diciottesimo di quello che hanno investito in pubblicità), distribuiti tra diversi filoni di ricerca sull’energia solare, su tematiche di interesse del business oil&gas, sull’ambiente e sulla chimica verde.
Istruttivo vedere nel bilancio che i costi ambientali sono messi sotto “altre attività”, e anche leggere l’elenco dei contenziosi
Enel e i suoi guerrieri
(L’appropriazione della strategia)
Enel: 85000 milioni di euro ricavi totali 2012 (85 miliardi in un anno)
Si stanzieranno, tra 2014 e 2017, 6 miliardi di euro per le rinnovabili
Manco il 2 % dei ricavi
Mi fermo. È tardi. Ed è senza fine il discorso. Diciamo che sono appunti/suggerimenti.
domenica 9 febbraio 2014
1&1
Ora i nostri dati saranno maggiormente protetti. Non nel senso che sarà tutelata la nostra privacy ma nel senso che i nostri file godranno di un backup, a quanto promettono, inattaccabile. È in arrivo infatti la tecnologia 1&1, (che è il nome di una tra le prime aziende al mondo nel web hosting) ovvero il raddoppio dei data center che conservano i nostri preziosi dati, dalle mail, alle foto, a tutto ciò che amiamo e che non possiamo assolutamente smarrire, pena la perdita di noi stessi. Tutti i dati e i processi saranno ‘specchiati’ ed elaborati in modo sincrono da due diversi data center e i siti web saranno fail-safe come mai prima d’ora e a costi, è stato sottolineato ancora una volta, veramente contenuti.
Alla faccia della sostenibilità ambientale della faccenda.
Maggio 2013
Tutti i diritti riservati
p.s. 2025 E. comunque, di privato e protetto non c’è più nulla. A partire da noi che “condividiamo” la qualunque e che regaliamo i nostri dati ogni volta che accettiamo i termini e le condizioni di un sito web, di un contratto, di una raccolta punti. Seguono l’ingenua idea che i data center siano dei sancta santorum inviolabili e non strumentalizzabili e quella di essere noi i proprietari di tali dati. Paghiamo pure.
Poi ci sarebbe il discorso, ad esempio, dei fascicoli sanitari e del numero identificativo fiscale unico. In pratica la cessione totale di dati personali. Due provvedimenti che potrebbero avere il loro perché ma al momento l’uno è inefficace e lacunoso, il secondo non nasce, a mio modesto parere, dall’intenzione di combattere l’evasione fiscale. Un fascicolo sanitario del tutto inutile perché limitato alla regione di appartenenza e sul quale una gran parte di dati non vengono inseriti. Esperienza personale. Ricovero di due giorni, ettolitri di sangue analizzato e altri esami, esiti non consultabili brevi manu né su fascicolo. Ancora: visita specialistica prenotata in Piemonte, evito di portare faldoni cartacei per scoprire che non mi possono fare visita perché non vedono mia storia clinica sul fascicolo. Quest’anno pare vogliano inserire nella finanziaria un budget per la realizzazione di una versione nazionale del fascicolo. Staremo a vedere. Resta comunque il problema che tali dati, in una società distopica quale la nostra (non intendo italiana ma internazionale) si avvicina a essere, potrebbero essere usati in modo discriminatorio. Quanto al numero identificativo fiscale unico che dovrebbe entrare in vigore dal 1° Gennaio 2026, per ora lo ritengo l’ennesimo strumento di piallatura da parte di una comunità europea che nulla ha a che fare con quello che avrebbe dovuto e dovrebbe essere tale comunità.
Si parla, e scrive molto, dell’imposizione di una nuova identità collettiva da parte dell’Europa nei confronti degli Stati membri e rispettivi cittadini. Questo è per me un argomento molto delicato. Ritengo che possa esistere una porzione di identità collettiva, anzi sarebbe per alcuni aspetti e temi necessaria, ma quanto sta facendo l’Europa è qualcos’altro. Mi riservo di scriverne a parte. Intitolerò il pezzo Tutti i Nuovi Corsi (All new Deals).
DUBBI GREEN
- Ho acquistato due confezioni perfettamente identiche di biscotti. L’involucro è di quelli metallizzati all’interno. Cerco le indicazioni per il riciclaggio. Trovo su entrambi i sacchetti un piccolo riquadro. Su una confezione c’è scritto: Aiuta l’ambiente con la raccolta differenziata: getta l’incarto nel secco indifferenziato. Sull’altra c’è scritto: Aiuta l’ambiente con la raccolta differenziata: getta l’incarto nella plastica riciclabile. Quindi?
- Quando voglio smaltire l’olio con cui ho cucinato, prendo colino e imbuto e verso in un recipiente di plastica. Poi devo lavare colino e imbuto, oltre alla padella che ho usato, utilizzando, per quanto in misura ridotta, detersivo e acqua calda. Una volta pieno il contenitore da 5 litri, mi reco in scooter fino a un centro di raccolta di oli esausti. Auspicando un onesto riciclaggio, vorrei sapere in che percentuale, calcolando tutti i costi ambientali dell’operazione di smaltimento, il versarlo nel gabinetto come fanno molti, in alternativa al lavello della cucina, è meno dannoso.