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lunedì 28 agosto 2017

AMORE LIQUIDO DI ZYGMUNT BAUMAN

Ho terminato alcuni giorni fa il libro di Zigmunt Bauman "Amore liquido". Avevo già letto alcuni dei suoi saggi e, dopo aver letto la quarta di copertina che lasciava intendere una trattazione dell'argomento che ha richiamato alla memoria "Innamoramento e amore" di Alberoni e altri saggi sul tema, stavo per lasciar perdere. Senza nulla togliere al valore di tali opere, i miei interessi sono altri. Poi ho deciso di acquistare ugualmente il libro, riflettendo sul fatto che forse proprio ragionar d'amore è ciò che si deve oggi.

La lettura, pagina dopo pagina, ha dato ragione alla mia riflessione. Infatti Bauman partendo dall'analisi del sentimento amore nella sua accezione più classica, la relazione tra due persone, amplia l'orizzonte fin quasi ad andare fuori tema, o così parrebbe al lettore in cerca di consigli e riflessioni utili a meglio comprendere e vivere la propria vita sentimentale. Bauman fa di più: offre un'analisi, per meglio comprendere e vivere, in senso assoluto. Staccandosi a gradi dalla sfera privata e passando attraverso l'osservazione delle mutazioni del vivere urbano, passando per Kant, spiegando la produzione di rifiuti umani, arriva ad definire come il definirsi uomini non possa prescindere dall'amore, o si legga empatia, verso l'altro. Lettura consigliata.


O l'appartenenza alla specie umana supera tutte le altre più particolaristiche attribuzioni e fedeltà rispetto alla formulazione e assegnazione delle leggi e dei diritti stabiliti dall'uomo, oppure la causa della libertà umana in quanto inalienabile diritto dell'uomo è compromessa o persa del tutto.


(Zigmunt Bauman - Amore liquido - editori Laterza)


lunedì 24 novembre 2014

DOCCIA ILLIMITATA

Piazzata al sole nei pressi della Galeazza a Imperia, oggi ho trascorso due ore a fare la guardia a una doccia malfunzionante. Una volta premuta la manopola del rubinetto il flusso d’acqua non s’interrompe salvo il tirarla indietro con decisione.

Agli sguardi di alcuni bagnanti rivolti, smarriti e interrogativi, verso l’alto alla prodiga pigna, ho reagito dando una voce: bisogna tirare indietro la manopola. Altre volte, distratta dalla lettura, accorgendomi in ritardo dello scorrere vano dell’acqua senza che alcuno ne beneficiasse mi sono alzata e sono andata a chiuderla.

A un certo punto tre ragazze si sono avvicinate, hanno premuto la manopola una volta e a turno, per almeno cinque minuti a testa, si sono fatte la doccia ridendo e scherzando. Dopodiché dietrofront e se ne sono tornate ai loro asciugamani poco distanti, commentando stupite il curioso fatto di un’erogazione tanto prolungata.

Non sfiora le vostre belle faccine, mie care, il dubbio che se l’acqua continua a scendere ininterrotta per un quarto d’ora abbondante forse sia necessario chiuderla?



luglio 2014


(tutti i diritti riservati)

RIFIUTI A IMPERIA

La situazione rifiuti a Imperia, dopo la breve illusione di una nuova gestione vagamente più lungimirante, oggi è disastrosa. Non solo attorno ai cassonetti ma dappertutto in città c’è sporcizia. Il commento ricorrente che si ode per le strade è: come a Napoli. E invece no! La realtà di Napoli appartiene a Napoli, questa è la nostra. È la realtà di Imperia. È il risultato di ciò che siamo stati in grado di fare, amministrazione e cittadini perennemente votati alla delega e alla critica sterile. Zozzi e menefreghisti. Ché, visto che c’è merda ovunque, ne aggiungiamo, tanto è inutile fare le cose per bene.

È veramente vergognoso, sentenzia l’uomo in giacca e cravatta, scagliando con l’indice la cicca per strada.


Estate 2014



(tutti i diritti riservati)

venerdì 4 aprile 2014

QUELLO CHE VIENE DOPO

Più cerco di capire la società in cui sono immersa, più mi convinco di essere nel mezzo di una profonda trasformazione, di cui la maggior parte di noi non è consapevole. Ho sempre ritenuto che le cause di questa estraneità fossero la non attenzione, la superficialità o, peggio, il disinteresse, ma la mia idea di trasformazioni sociali è sempre stata quella dedotta dai libri di storia, quelli classici di scuola, con un prima e un dopo definiti e netti. Ma tra il prima e il dopo c’è un lasso di tempo che raramente questi libri contemplano. Trovarsi lì, immersi nel flusso e riflusso confuso di idee che sottendono i grandi mutamenti, non è facile. Vedere con chiarezza richiede un grande sforzo intellettivo che non è comunque garanzia di comprensione. Badare al linguaggio, a come si trasforma, aiuta perché fa intravvedere, e inquieta perché arduo riconoscerne la reale portata. Le nuove parole, i nuovi abbinamenti di termini, penetrano nei nostri cervelli e ci cambiano in modo apparentemente indolore. Nei fatti vediamo che alcune faccende non vanno, e che altre vanno proprio male, ma non riusciamo a capire come ci siamo arrivati a un certo stato di cose. Il fermento è ovunque e non sappiamo dove ci porterà.

Vorrei poter arrivare a vivere quel momento che viene dopo*, in cui ci si può volgere indietro e vedere ciò che è stato. Guardare a tutta la fatica e i conflitti che hanno condotto a una nuova era come a qualcosa di superato.

04/04/14


*(2024) Non ne sono più tanto sicura, visto che a un ’dopo’ ci siamo. Speriamo di essere ancora nella fase di passaggio.

venerdì 7 marzo 2014

SHOPPING E PSICHE

Più osservo e ascolto le pubblicità e presto attenzione a ciò che ci viene offerto in quanto consumatori, più mi convinco che la maggior parte dei prodotti sul mercato siano dei prodotti per combattere la paura. Una paura che poi viene parcellizzata, diversificata, trasformata. Dalle automobili ai cosmetici, tutto serve per far fronte a qualche minaccia, dal caro idrocarburi alla nostra pelle rinsecchita e sciupata. Da una parte ci propongono hamburger, dall'altra yogurt anti colesterolo. Come a dire che per ogni minaccia che incombe su di noi, c'è la soluzione, basta acquistarla. L'economia dei consumi oggi è essenzialmente dedita a produrre consumatori impauriti o, meglio, ad amplificare e consolidare timori più o meno giustificati, inducendo in noi non solo la speranza ma la convinzione vera e propria che qualsiasi temibile rischio sia al giusto prezzo eliminabile. L'idea che, così, come ci procuriamo il male, allo stesso modo possiamo farlo sparire. Per ogni danno procurato dalla nostra specie esiste antidoto o panacea. Quindi scrupolo, etica e lungimiranza possono essere tranquillamente soppiantati da un portafogli rigonfio. Sventurati i poveri che non possono né potranno difendersi. Fortunato il mercato che, a farci convivere quotidianamente con una morte prossima e così subdola da poter sbucare da ogni dove, tiene alto il fatturato.

Non preoccupiamoci di non rendere l'aria mefitica: abbiamo mille soluzioni per deodorarla piacevolmente!

Marzo 2014


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domenica 8 settembre 2013

Se non ci basta avere ciò di cui abbiamo bisogno, nulla ci basterà mai.

Rinunciare al dominio.

Solo questo.

lunedì 29 luglio 2013

LA PICCOLA NAPOLETANA TERRONA

Babbo: “Mettiti il costume se no non puoi entrare in acqua!” categorico

Mamma: “Non vedi che noi ce l’abbiamo?” didascalica

Babbo: “I bimbi senza costume non possono fare il bagno.” imperativo

Mamma: “Lo vuoi capire o no: niente costume niente mare?!?! Hai capito??” sull’isterico


La bimba, Matilde, due anni, piange, senza capire ovviamente.


Babbo: “Ma allora sei venuta qui per rompere le scatole a tutti? Eh, dillo! Sei venuta per dare fastidio?” aggressivo

Mamma: “ Smettila di piangere!!!! . Metti il costumino!!!” urlante

Babbo: “Non fare la piccola napoletana terrona!” disgustato


La coppia genitrice sui 25, 30 anni.

Lei incinta


Celle ligure 19/0/2013


E queste persone votano.


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martedì 25 giugno 2013

PAROLE CHIAVE 2

Ho pensato di leggermi di seguito le parole chiave che ho utilizzato sinora in 96 post. 
Ho trovato l’elenco interessante e ho pensato di proporvelo. 
1º maggio, aborto, abuso, accordi sovranazionali, acqua, Adam Brandejas, Africa, aggiotaggio, agribusinnes, agricoltura, Alba Dorata, allevamenti intensivi, amore, Andreotti, anidride solforosa, anima, Animatronics, ansia, armi, articoli, articolo 414 bis, Arundhati Roy, Asia Water Development Outlook 2013, Assange, assenza, attacchi di panico, balene, Banca Mondiale, banche, Bangladesh, Belen Rodriguez, Berlusconi, biocarburanti, biocolonialismo, biologico, blog, bolla immobiliare, Borges, Boston, botulino, Bradley Manning, Brasile 2016, BRI, Brigate Rosse, British Petroleum, Brzezinski, Bush, CAFTA, calcio, Canada, cancro, Cancun, carestie, carne, carrello facile, catastrofi, chemtrails, Chiesa, chirurgia estetica, cibo, Cina, civiltà, cloud, Coccolino, colon, combustibili fossili, commercio, commercio delle emissioni, Commissione Trilaterale, Comune di Imperia, comunicazione, condizione umana, conflitti, CoNOsci, consumi zero, consumismo, consumo, consumo del territorio, Corea del nord, corruzione, corte di Strasburgo, crescita, crescita demografica, cultura, dark pool, data center, Deepwater Horizont, deforestazione, delocalizzazione, democrazia, denaro, derivati, desaparecidos, dignità, diritti, diritti animali, diritti umani, diritti dei bambini, Diritto Internazionale, disastri ambientali, discriminazione, donne, dubbio, eccidi, ecodosi, ecologia, economia, economia internazionale, ecosistema, Edge Foundation, edilizia, elettricità, elettronica, elezioni, emergenza sanitaria, Emirati Arabi, empatia, energia, entropia, epidemia, erbicidi, ERT, esplosione, etica, Europa, Expo Milano, Facebook, fame, famiglia Winshaw, fare soldi, fascismo, Fed, felicità, filo rosso, finanza, fisica, flessibilità, FMI, fonti rinnovabili, foreste, forum, forza lavoro, fosforo bianco, futures, GATS, genocidio, Genova, Genpets, geoingegneria, gesuiti, Giacomo Leopardi, Giappone, giorno della memoria, giustizia, Glencore, global governance, globalizzazione, Goma, Google Adwords, Gossip, governo, grande distribuzione, grandi dighe, Greenpeace, Grillo, guerra, Human Rights Watch, Ilaria Alpi, immigrati, Imperia, impronta ecologica, IMU, incentivi fiscali, India, indulgenza, informazione, informazioni, ingiustizia, inquinamento, integrazione, intelligenza, intelligenza artificiale, internet, interrogazioni parlamentari, Isew, Islanda, Istanbul, Italia, IWC, kamikaze, Kinder, Kissinger, laboratorio scolastico, lago Ciad, lago d'Aral, land grabbing, lavoro, lega, leggi, Lenor, leva obbligatoria, leviatano, liberalizzazione, libero mercato, libri, libro, Liguria, Liikanen, linguaggio, Lotto, Lottomatica, low cost, Luis Sepulveda, luna, M5S, mafiosi, mais, Mani Pulite, manifestazione, mare, masturbazione, materiale intellettuale, materie prime, Mc Namara, mediterraneo, memoria, memoria storica, metodo scientifico, Midway Island, mine, miniera, MIT, monaci Tibet, mondo, monopoli, Monte dei Paschi, morbistenza, morti sul lavoro, multinazionali, mutilazione, mutui, NAFTA, naufraghi, nazismo, Neocon, New York Times, news, occupazione, Occupy Wall Street, ogm, olocausto, OMC. 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sabato 8 giugno 2013

MANIFESTAZIONE A ISTANBUL


È un’immagine contraffatta. Fasulla. Una bufala. Un tale accanimento contro un manifestante? In passato nel mondo, e qui da noi anche, ben lo sappiamo, è accaduto di tutto, ma quelle sono dieci mannaiate… Un fotomontaggio, cos’altro può essere?

Ho incontrato pratiche e violenze indicibili nel corso di alcune mie ricerche e la mia anima ha accolto fiumi di sangue, arti amputati, scempi e atrocità.

Ho accolto dolore lontano e me ne sono fatta carico nel silenzio della mia stanza senza potervi porre rimedio.

Mi sono imposta la compassione per questa specie animale del cazzo, per poter ancora e sempre amarla e sostenerla e riuscire a distinguere, senza cedere al rifiuto, al cinismo, alla collera.

Ma l’altra sera, quest’ennesima immagine improvvisamente davanti agli occhi seduta davanti al computer, mi sono vomitata sulle ginocchia. La mia pancia si è strozzata su se stessa, come un aborto improvviso e violento.

Espellere. Non appartenere. Disconoscere.



1 giugno 2013

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lunedì 22 aprile 2013

GIORNATA DELLA TERRA

Oggi è la Giornata della Terra.

Se ne iniziò a parlare negli anni ’60, durante le proteste contro la guerra in Vietnam e prese forma nel 1969 a seguito del disastro ambientale della Union Oil in California.

Le Nazioni Unite ne sono portavoce e sostegno e a ogni ricorrenza suonano la campana della pace nel quartier generale di New York.

Dal 2000 l’iniziativa si è diffusa a livello mondiale e viene celebrata ogni anno, il 22 di aprile, riunendo migliaia di associazioni ambientaliste. Persone che ci credono e che si impegnano.

Cos’altro?

Imponenti concerti e sponsor illustri.

Poi, ogni anno dal 23 aprile, tutto come prima.


“Tutte le persone, a prescindere dall'etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile".

Aprile 2013


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martedì 9 aprile 2013

MOLESKINE 3 - Riflessioni sul Terzo Millennio

Nessuna conquista scientifica, o tecnico-scientifica, che possa realmente trasformare la società procurando un più equamente distribuito benessere senza danni per il pianeta e per la nostra e le altre specie, potrà mai determinare tale trasformazione se non sarà accompagnata da una rivoluzione culturale, sociale e politica.*

Una rivoluzione che ognuno deve operare innanzitutto all'interno di sé.

E' necessario che ognuno di noi si riconosca in questo obbiettivo comune.

Che la società umana intera ci si riconosca.

E dobbiamo pretendere e rivendicare con determinazione la messa in atto, da parte di chi ci rappresenta e governa, di tutte le azioni e le misure atte al suo conseguimento.

2014


* Ovviamente quanto ci stanno propinando (tra new green deal, tecnologia pervasiva, TIN europeo, denaro virtuale, videosorveglianza, telemedicina, smarthome, smartcity, insomma tutte le soluzioni ‘intelligenti’ per un futuro prodigo e meraviglioso) non ha niente a che fare con quello cui intendevo qui sopra. Soprattutto alla luce di come vengono intese, propinate, e utilizzate tali innovazioni. Certamente in quasi ognuna di queste cose, ad andare a cercare, qualcosa di buono lo si trova, ma il progresso quello vero è un’altra cosa. (2024)



(Gennaio 2026) Giusto oggi ho sentito di una nuova generazione di pillole dotate di antenna biocompatibile e chip da smaltirsi con le feci che avvisano su smartphone quando l’involucro si scioglie e il principio attivo inizia ad agire. Come abbiamo potuto star senza finora? E di un’altra pillola che con lo stesso meccanismo identifica le ulcere nel tratto di intestino non raggiungibile per via endoscopica, e ivi rilascia dei cerotti che si srotolano e attaccano dove serve (cosa buona), inviando costantemente la propria posizione (cosa vagamente inquietante). Ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che testino sul mercato. Tranquilli.

Un poco alla volta, insomma, ‘rilasciano’ nel mondo dei comuni mortali queste tecnologie che nella realtà della ricerca e della sperimentazione sono un nulla rispetto a quanto si potrebbe già fare realmente. E che, in alcuni casi e su alcuni soggetti già si pratica. Non c’è da scandalizzarsi, è un processo irreversibile. L’ibridazione uomo macchina è letteralmente dietro l’angolo. E, presumibilmente, le pillole ce le consegnerà un minidrone informato della necessità di somministrazione da un qualche nostro device sottopelle. Altro che medici di base irreperibili e liste d’attesa bibliche. L’unica cosa che non mi sta bene è che ogni aspetto della nostra vita sarà basato sul delegare. Non solo il nostro rapporto con il mondo e il prossimo sarà mediato da interfacce di sorta, ma non avremo più nemmeno un legame diretto con noi stessi, con il nostro corpo, né sapremo più come funziona. Ci affideremo acriticamente a ogni tipo di intervento su di esso (sento già qualcuno che sussurra, questa è una novax, tecnofobica, luddista… No, non lo sono ma mi piace usare il cervello e detesto delegare senza cognizione di causa).

Diventeremo dunque surrogati di noi stessi. Un po’ triste. Dormiremo molto, credo. Dopo una fase da novelli hikikomori. Non avremo padronanza di pensiero, avendo perso quella della lingua. Non avremo libertà, avendo perso il pensiero. Forse un po’ più che triste.

Chi riuscirà a sottrarsi a tale deriva si consolerà discorrendo di massimi sistemi con robot coscienti.

p.s. Qua e là, nel blog ho scritto di questi argomenti. 


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