Ho capito. Sto sfogliando le pagine 2,3,4,5 del Secolo XIX del 14/04/12 e capisco. Guardo il viso di Napolitano e quello di Monti. Non c’è alternativa. Alla global governance. È il passo necessario. Una questione di coerenza. Almeno per me. Credo nella T.R.I. (Terza Rivoluzione Industriale), sono un’umanista, educata a principi illuministi e razionalisti. Amo la filosofia, la ricerca della verità. Amo lo spazio immenso che ci circonda. Sento l’ambizione di dimostrare che siamo una gran bella specie animale, che possiamo essere nobili e grandi, che potremmo esprimere e trasformare in atti tanta nobiltà e grandezza, e penso che siamo intelligenti e, pertanto, non possiamo non vedere come stanno le cose, quali sono i fenomeni e le dinamiche inevitabili che attraversano il pianeta e la società umana. Per cui solo una federazione mondiale può portare equilibrio, giustizia e buona qualità della vita per tutti. E non parlo di Trickle Down chiaramente. Solo resta il problema della corruttibilità dell’animo umano, dell’ambizione e dell’ingordigia, della patologica vocazione all’accumulo esponenziale.
Ci vorrebbe un gruppo dirigente, saggio, equo e incorrotto, votato al benessere comune (!).
L’ideale sarebbe democraticamente eletto, con un mandato a termine e revocabile. Purtroppo, però, voto democratico spesso non coincide con buon governo. Inoltre, come io debbo fornire requisiti, esperienza e un buon curriculum per fare ad esempio la commessa, non vedo perché chi si accinge a rivestire ruoli istituzionali, oltre a non avere pendenze con la giustizia, precedenti, né essere colluso con la malavita per dirla in senso lato, debba essere esentato dalla conoscenza della lingua italiana (nel nostro caso specifico), di una lingua straniera, dal possedere almeno rudimenti di storia, geografia, educazione civica. Insomma una cultura di base decente, più le competenze specifiche del settore di rappresentanza, dall’economia, alla politica internazionale, dalla geografia del territorio a quella umana e via discorrendo. E lo stesso dovrebbe valere per gli elettori: come può un individuo che utilizzi i media per il solo intrattenimento dare un voto consapevole? Per questo trovato un gruppo di persone valide ci sarebbe da pensarci bene prima di sostituirlo. Ma, come tutti ben sappiamo, si tratta di utopia.
Resta il fatto che è necessario imporre, visto che non c’è più il tempo per stare ad aspettare il raggiungimento autonomo di consapevolezza da parte di un bel po’ di miliardi di persone, alcune regole che permettano di guadare questa fase di transizione in tempo utile. Utile per tutti. Purtroppo ciò va a scapito della trasparenza, non si può stare a dire e a spiegare tutto. Bisogna agire. Puri nell’anima, perché l’inganno è per un buon fine. Ma l’occasione, come si dice,….. O, meglio, l’entourage di coloro che hanno il potere e i mezzi per attivare, seguire e controllare il processo, non è “pulito”. Se leggo i nomi di coloro che appartengono a gruppi come CFR, ONU, Bilderberger, FMI, BRI, GEM, WTO, FED, think thanks vari, fondazioni, consigli di amministrazione di multinazionali, e quant’altro, ne trovo di ricorrenti, con evidenti conflitti di interessi, e, presenza rilevante di gesuiti, massoni e affiliati vari a parte, ci sono persone di diversa estrazione nazionale, culturale e sociale, e non dubito che molti di essi siano animati da una sincera volontà di fare la cosa giusta, o perlomeno quella migliore, ma… C’è una lunga serie di ma.
Ad esempio il discorso delle Fondazioni e di alcune organizzazioni no profit sostenute da aziende e gruppi finanziari. Sono enti che non pagano le tasse, dispongono di ingenti risorse, economiche, politiche e intellettuali, e non debbono rendere conto delle proprie attività. Hanno di fatto in mano la chance di far fruttare tali ricchezze per ottenere un potere sempre maggiore che a sua volta alimenta il flusso di denaro e quindi di ulteriore potere a loro disposizione. La finanza paga il dazio per controllare dissenso, ridurre l’ambito dell’attività politica, creare consenso riguardo alle riforme economiche. Sostengono, premiano e incentivano con posti di lavoro i ricercatori e gli studiosi che perorano una visione utile ai loro obiettivi. Si trasformano equità e giustizia in prodotti industriali. Con una donazione online si è fatto il proprio dovere. Così è facile governare il mondo! E i nomi sono sempre gli stessi o, comunque, parenti, amici, compagni di formazione. Con lo stesso sistema del esco di qui ed entro di là che lega la politica ai consigli di amministrazione.
Come si può serenamente accettare dunque un fenomeno che il comune buon senso, a questo punto della nostra storia umana, deve farci riconoscere come giusto e necessario?
14 aprile 2012
p.s. del 27 febbraio 2013: è morto Stephane Hessel, un uomo vivo, lungimirante e coraggioso
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