lunedì 31 dicembre 2018
sabato 29 dicembre 2018
APPUNTI SUL FUTURO
P.S. Chiedo scusa per le generalizzazioni funzionali alla sintesi. Per fortuna nel mondo molte sono le persone che vedono e fanno il possibile.
LA POLEMICA SUI TAGLI ALLE PENSIONI
p.s. non ho votato l'attuale governo
sabato 22 dicembre 2018
venerdì 14 dicembre 2018
IN RISPOSTA ALL'EDITORIALE DI FELTRI DEL 14 DICEMBRE 2018
giovedì 6 dicembre 2018
lunedì 26 novembre 2018
ULTIMI
(La Vita Felice edizioni)
sabato 17 novembre 2018
PERPLESSITÀ MATTUTINE
mercoledì 14 novembre 2018
IL DIALOGO IMPOSSIBILE
lunedì 12 novembre 2018
MONDO SOMMERSO
Non dei cadaveri in fondo al mare, di un altro mondo sommerso voglio scrivere, ben più affollato. Ieri ho dedicato l'intera giornata immergendomi nella rete per valutare la portata di questo movimento di “liberi pensatori”. Quale modo migliore di descriverne le convinzioni se non attraverso le loro stesse parole?
BORSA
Sono una brava persona perché faccio shopping.
Lo shopping fa bene al mondo.
domenica 11 novembre 2018
IL TEMPO DELLA DISTRAZIONE
venerdì 9 novembre 2018
MIGRANTI E INTEGRAZIONE
ULTIMI DUE LIBRI LETTI
mercoledì 31 ottobre 2018
RC AUTO, GENERALI, BERSANI, TRASPARENZA
giovedì 11 ottobre 2018
AI - INTELLIGENZA ARTIFICIALE - (1)
Ieri ho partecipato a una giornata di studio, nell'Aula Magna del Rettorato dell'Università di Torino, riguardante l'intelligenza artificiale: "Intelligenza Artificiale. Una realtà tra sogno e magia". Un argomento che seguo da anni e su cui cerco di mantenermi aggiornata. Pur avendo, o forse proprio per questo, una formazione umanistica, amo la scienza e l'innovazione tecnologica nella misura in cui possono migliorare la vita sia individuale che collettiva nonché le condizioni dell'ambiente. E mi interessano in gran misura le implicazioni filosofiche, etiche e, non ultime, legali della questione.
Si sono succeduti vari relatori e, al termine, è seguita una tavola rotonda con studenti dei corsi di Laurea in Informatica e del Politecnico. Si è rimasti sul generale, alla fine si è parlato più che altro dell'Internet delle cose, cioè della tecnologia che permette prestazioni performanti grazie all'estensione della connessione internet a oggetti e luoghi, quindi non propriamente di intelligenza artificiale. Una trattazione direi dA primo approccio, nulla che non sapessi già, per cui il mio desiderio di apprendere qualcosa di novo è stato in parte deluso. Dico in parte perché si è trattato comunque di un'occasione di incontro e perché al termine ho avuto modo di scambiare opinioni con alcuni uditori.
Tra essi una psichiatra che, durante il dibattito e di fronte all'entusiasmo acritico e eccessivamente specialistico degli studenti, ha fatto riferimento alle patologie legate all'utilizzo compulsivo di schermi come unico tramite con il mondo. Patologie da anni ormai contemplate nel DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell'APA Associazione Psichiatria Americana). Forse la dottoressa è uscita un po' dal tema della discussione ma ciò è servito a evidenziare come le nuove generazioni, capaci e brillanti, difettino di una visione d'insieme, come siano incapaci di guardare dall'alto. Si sono mostrati increduli all'idea che possano esistere simili patologie e non avevano mai fatto caso al fatto che nei rapporti virtuali non si utilizzino alcuni sensi, quali olfatto e tatto, e che possano esserci mutazioni posturali, indebolimento muscolare, abbassamento della vista. Sanno cos'è la linguistica computazionale ma hanno difficoltà a dare una definizione esaustiva di linguaggio. Sono fieri di quella che viene chiamata Quarta Rivoluzione Industriale, Industria 4.0, ma mi chiedo se sappiano cos'è la Terza Rivoluzione Industriale. A questo proposito sono costretta ad ammettere che la definizione che ne do io non corrisponde esattamente a quella che si trova online, intendendola infatti io nell'accezione rifkiniana¹, se mi passate il termine.
A un certo punto è intervenuta dal pubblico Silvia Rosa Brusin, la nota conduttrice di TG Leonardo. Sottolineando la diretta proporzionalità tra la massima prestazione di un'applicazione e la quantità di dati necessari, e cioè più vuoi che funzioni più dati ci devi mettere, ha sollevato la questione della necessità di legiferare in materia senza regalare la totalità dei nostri dati sensibili² privi del benché minimo controllo sull'uso che ne verrà fatto. Anche in questo caso un misto di imbarazzo, forse maggiore vista la notorietà dell'interlocutrice, e di sufficienza, come a dire: sono in là con gli anni, non sono al passo con i tempi, non vedono le potenzialità, hanno paure irrazionali. Di fatto non hanno risposto se non in modo evasivo.
Ho preso parola anch'io chiedendo se ritenevano del tutto fuori luogo discutere di un'etica per le “macchine” visti e considerati gli obiettivi assai concreti dei movimenti transumanisti e postumanisti. Hanno tergiversato qualche secondo e sono passati ad altro senza rispondere. Evidente il fatto che non sapessero di cosa stavo parlando. Spero che qualcuno mosso da curiosità sia andato a documentarsi.
Ammiro la loro dedizione, la fiducia che hanno nel progresso, la capacità di destreggiarsi agevolmente in ambiti tanto complessi ma io non voglio una futura generazione di tecnici abilissimi, ma una di uomini capaci, riflessivi, lungimiranti, in grado di tenere le redini, non solo di oliare i mozzi delle ruote. Perdonate ragazzi, la mia è una generazione di mezzo. Tra i libri e la rete. Forse non riesco a spiegarmi perché ormai abbiamo linguaggi diversi ma concedete a me, alla psichiatra, alla signora Brusin, di ritenerci a buon diritto un amalgama felice di conoscenze. Persone capaci di vedere verso entrambe le sponde e formulare una visione d'insieme, una sintesi altrimenti preclusa.
Dovrebbe essere obbligatorio, nelle facoltà scientifiche, almeno lo studio della filosofia e della geografia sociale ma, vista la recente abolizione del tema di storia dagli esami di Maturità, la vedo dura. Si vuole eliminare dalle menti la capacità di contestualizzare e ciò è di una gravità senza precedenti alla luce della rapidità con cui tutto si sta evolvendo.
Altrettanto grave è che i relatori, per tutto il tempo di questo dibattito innescato dall'uditorio, abbiano lasciato la palla ai giovani e siano rimasti muti.
Da menzionare, tra le cose sentite, il riferimento fatto da un relatore all'industria dell'etichettatura: il lavoro nascosto e sottopagato dei data- tagger.
Per il resto me ne sono andata via con un senso di perplessità e, credo legittima, preoccupazione.
Stamane, leggendo un articolo sull'argomento, ho trovato questa frase: “la densità delle persone è proporzionale alla densità dei dati.”. Non so spiegarlo in poche parole ma io la frase l'avrei detta almeno alla rovescia. Pensateci.
Ottobre 2018
¹ Alla luce di quanto viene realizzato dei dettami della TRI (terza rivoluzione industriale illustrata da J.Rifkin), faccio un passo indietro e mi dissocio. Il pensiero di partenza era buono, la messa in pratica deludente.
² Riguardo la cessione dei dati, vi invito a dedicare un’ora del vostro tempo alla visione de “Terms and Conditions May Apply” - https://peertube.uno/w/7Q4S1t7dFr41qHQMcMYAAh
giovedì 4 ottobre 2018
L'EUROPA NON FUNZIONA?
mercoledì 3 ottobre 2018
DECRETO LEGGE SU IMMIGRAZIONE E SICUREZZA
martedì 2 ottobre 2018
UN DUBBIO
venerdì 28 settembre 2018
CONTRO LA PLASTICA COMPOSTABILE
A fine agosto con un'amica ho trascorso una giornata in una spiaggia libera organizzata con un'ampia zona attrezzata in modo eccellente per umani con cani. Oltre a ciò, ovunque bidoni per la raccolta differenziata e tutti i contenitori alimentari del chiosco in materiale "compostabile". Derivati da canna da zucchero e amido di mais.
Ecco, io sono contraria all'utilizzo di tali materiali. So che può apparire quasi una bestemmia in questo mondo soffocato dalla plastica e che scegliere materiali biodegradabili possa apparire un comportamento virtuoso, etico, e responsabile, ma qualcosa non quadra. La prima impressione è stata di trovarsi in un'oasi felice, una rarità che dovrebbe essere regola. Chi potrebbe non auspicare una società tanto attenta all'ambiente? Il fatto è che si tratta dell'ennesima soluzione di superficie.
Quanta terra serve per produrre sufficiente canna da zucchero e mais da soppiantare l'utilizzo della plastica o diventare biocarburanti? Quante tonnellate annue di pesticidi e fertilizzanti occorrono? Quali danni irreversibili al suolo portano tali monocolture? Quali sono le condizioni dei lavoratori costretti a lavorare a cottimo e privi di tutele? Quali sono i reali costi di questa rivoluzione green?
Il punto non è sostituire la plastica ma rifiutare la cultura dell'usa e getta. Non è cambiando i materiali di qualcosa che utilizzeremo una sola volta che risolveremo il problema. Semplicemente lo sostituiremo con un problema diverso ma altrettanto serio. Dovremmo intanto iniziare facendo un reset del nostro modo di intendere la quotidianità. A partire, ad esempio, dalle grigliate tra amici, dalle mense, dalle scuole e ospedali, da tutti quei luoghi in cui si potrebbe con poco sforzo ritornare a ceramica e vetro. Smettere di credere che le risorse siano infinite. E non solo rinunciare agli imballaggi in plastica ma meditare anche sui cibi che vi sono contenuti, su quale sostenibilità abbiano. Piantarla una buona volta con la degenere filosofia dell'All you can eat. Di ogni prodotto imparare il concetto di supply chains, le catene di approvvigionamento, e non considerare solo il risultato all'interno del nostro portamonete. Riflettere che se paghiamo 750 grammi di passata di pomodoro 58 centesimi, forse qualcun altro da qualche parte sta pagando al posto nostro i costi nascosti che a noi sono risparmiati per renderci consumatori massivi e acritici. Del tutto, poi, incapaci di valutare fenomeni sociali e operare oculate scelte politiche.
Chi non comprende oggi la gravità della situazione, chi elude le domande implicite nell'attuale stato delle cose, ne scoprirà attonito le conseguenze tra qualche anno e l'unica cosa che potrà fare sarà incattivire sempre più, in un processo collettivo e inesorabile di caduta verso il basso.
6 settembre 2018
UNA POESIA
(presente nell'antologia Riflessi di Ponente - Edizioni La Vita Felice)






