“ Siamo
dei morti viventi che camminano ogni giorno come fosse il primo.”
Alzo
lo sguardo e osservo, in questo mare di bonaccia e cielo terso e
fermo, i pochi bagnanti mattinieri passeggiare sulla battigia,
muoversi tra i lettini, vagare lenti con il pensiero probabilmente
rivolto all’autunno imminente, al rientro al lavoro, alle prossime
ferie lontane. Osservo la teoria di case antiche e nuove al di sopra
dell’Aurelia. Bolle di inconsapevolezza come oasi. Pezzi di mondo
fuori dal mondo. Ma come poter anche solo sospettare che la bellezza
di questa luce netta su intonaci liguri sia ciò che di più lontano
può esserci dalla realtà?
Sempre
sul molo, una donna al telefono, frammenti di conversazione portati
dal vento: “… entro 3 trioparsec, ricordi, abbiamo avuto 3000
particelle… certo che se proiettato in tutte e 6 le dimensioni, in
uno spazio di appoggio… infatti con la simulazione di … abbiamo
visto variazioni di accrescimento…”
Ed
eccomi in un attimo là dove nessun uomo è mai giunto prima.
Lui:”
…poi si fa un buco profondo profondo e si inietta un bel po’ di
carbonio 14 così si capisce cos’è successo cento, mille, un
milione di anni fa…”
Lei:”Ma
dai?”.
“Guarda,
guarda, una carpa”
“Non
la vedo di qui. Sei sicuvo che è pvopvio una cavpa?”
“No,
forse è una murena”
“Cavpa,
muvena, non me lo dive neanche cos’è. Vado a pvendeve gli attvezzi
per ammazzavla. Me lo dici dopo cos’è.”
Sempre
tra gli scogli, tre belle bambine sui dieci anni. In piedi una
fianco all’altra, capelli lunghi al vento, lo sguardo verso
l’orizzonte. Una mora, una castano chiara, una bionda. Francesca,
Elisa e Raffaella (i nomi me li sono inventati).
Elisa:
“ Ma tua nonna non doveva controllarci?”
Francesca:
” Figurati, quella sta sempre attaccata all’I Phone”
Elisa:
“Meglio così siamo libere di andare avanti e indietro come ci
piace.”
Raffaella:
“ Sì, è terribilmente noioso star sempre vicino all’ombrellone,
almeno dalla cima del molo il mare si vede bene.”
Francesca
(mettendosi a urlare con espressione di disgusto): “ Mare, mare,
mare, mi fai schifo, mi fai schifo, il mare fa schifo, fai schifo
mare, bleah, non servi a niente, a che cazzo servi, fai solo schifo…”
Raffaella
(quasi a bassa voce): “ Ma cosa dici? Il mare è bello”
Francesca:
“ Ma cosa dici tu? Il mare fa schifooooo, avete capito? Serve solo
per cagarci dentro. Hai capito mare? Fai schifoooooo”
“
E
così sei al quarto figlio. Gli altri quanti anni hanno?”
“
Ho
un maschio di nove e due femmine una di sette e una di quattro. Ma
questo è l’ultimo. Per mangiare si riesce a mangiare ma ci sono la
scuola, i dottori. Più di quattro non ce la posso fare.”
“L’ultimo?
Posso farti una domanda molto personale?”
“Certo”
“
E
come pensi di fare?”
Sorride
benevolo, un po’ stupito, sia dalla mia franchezza sia da quella
che deve sembrargli un’ignoranza insolita per una donna europea: “
Ci sono delle pastiglie, non sai?”
Donna
1: “ Allora, come procedono i lavori di ristrutturazione? Sei a
buon punto?”
Donna
2: “ Finiti. Finalmente, non ce la facevo più a stare in mezzo a
un cantiere…”
Donna
1: “ E cos’hai fatto fare? Solo l’esterno o anche gli interni?”
Donna
2: “ Tutto. Mi sono fatta fare tutto. E figurati che sono riuscita
a farmi fare anche il muro esterno, sai quello lungo dietro la casa
che era da rifare? Il muro e anche parecchie altre cosette fuori dal
preventivo.”
Donna
1: “ E hai speso molto oltre al preventivo?”
Donna
2: “ Nulla, cosa credi? Quando gli ho prospettato la possibilità
di fare anche gli interni, ho visto che il tipo era molto interessato
e ne ho approfittato per infilarci ‘sti lavoretti gratis
dicendoglielo all’ultimo così non si è osato a dir di no.”
Donna
1: “ Be’, ci avrà comunque guadagnato. Se li sarà fatti i suoi
conti.”
Donna
2: “Questo non lo so, sono affari suoi. Non gli ho neanche dato il
saldo del preventivo. Sai, erano ancora tremila euro ma ho saputo che
in passato è stato in difficoltà e non ha pagato degli operai per
cui non gode di buona fama, per cui la sua parola contro la mia…
Dovrebbe prendere un avvocato per far valere i suoi diritti ma è un
pezzente, non se lo può mica permettere l’avvocato, per cui sono
in una botte di ferro. E l’unica persona che potrebbe testimoniare
sui nostri accordi ho fatto in modo di far circolare brutte voci sul
suo conto in modo da toglierle ogni credibilità. Sai, a questo
mondo, non bisogna farsi scrupoli. C’è la crisi ed è meglio
pensare a se stessi.”
Spiaggia
libera, verso fine estate. Da lontano vedo un ragazzone nero che si
avvicina a dei bagnanti per proporre la propria mercanzia. Si tratta
di due coppie sui cinquanta. Vedo che uno degli uomini si alza, si
mette a sbraitare e lo allontana in malo modo. Mi alzo e mi dirigo
verso di loro per capire cosa sta accadendo quando una coppia seduta
poco distante, che scopro poi essere tedesca, interviene in difesa
del ragazzo. Con noncuranza vado a sdraiarmi poco distante per
ascoltare cosa si dicono le due coppie di nuovo a sedere. Di base i
soliti luoghi comuni contro ‘sti animali mussulmani che vengono a
rubare a casa nostra, poi, quando le due consorti si alzano per
un’abluzione rinfrescante, uno dei due fa all’altro:
“Questi
ci vogliono fottere le donne, cosa credi, e ci sono delle troie che
gli piacerebbe pure secondo me.”
Il
compare tace meditabondo.
Dopo
una mezz’ora il marcantonio nero ripassa facendo cautamente il giro
largo. Lo osservo: un metro e novanta per due spalle da lottatore,
maglietta attillata su petto e ventre niente male, viso da puma. Mi
scappa un sorriso di ammirazione compiaciuta (e indiscutibilmente
materna vista l’evidente tenera età della creatura) e godo
veramente che il personaggio di cui sopra se ne accorga.
Perché,
come rispondeva il giovane ucraino in “Ogni cosa è illuminata”
all’appunto che si dovesse usare il termine nero e non negro:
“Cos’hai contro negro? Negro è superiore.”, è indubbio che
alcuni gruppi etnici africani manifestino la loro superiorità fisica
ed estetica rispetto alla maggior parte delle altre etnie in modo
prorompente. Nel disprezzo spesso ci sta anche un po’ di invidia.
Donna
1: “ Ma come mi sta questo costume? Non riuscivo a decidermi
stamattina se prendere questo o usare quello dell’anno scorso, sai
quello azzurro… te lo ricordi?”
Donna
2: “ Bene, bene, ti sta bene. ”
Donna
1: “ Ma tutta ‘sta cellulite, guarda che roba, si vede di più
con questo qui. Vero che si vede di più? Perché mi schiaccia lì e
vedi che buco che mi fa proprio sulla natica. Bisogna mettersi a
dieta e fare dei massaggi come si deve… altro che costume.”
Donna
2. “ Dieta? Ma che dieta? Vai bene così. Ah, io mangio quanto
voglio. E lo vedi tutto questo ben di Dio? Carlo ci va pazzo.
M’ammazza se perdo le tette. Quando sono al dunque, secondo te
stanno a guardare la cellulite?”
Lei:
“ … e tu cosa ne pensi?”
Lui:
“ Secondo me il polsino della camicia deve arrivare fin qui, poi
quando allunghi il braccio così in avanti allora può spuntare dalla
manica della giacca.”
Una
donna armata di guanti e sacchi neri perlustra la scogliera e
raccoglie la spazzatura che trova. Si avvicina anche ai bagnanti,
sorridente e gentile, per pulire ovunque. Una signora le rivolge la
parola: “Mi scusi, ma questo dovrebbe farlo il servizio di
nettezza urbana…”
“Qui
è demanio, non credo sia di loro competenza, in ogni caso è tutta
roba che stiamo lasciando noi… un mare di plastica soprattutto…”
Un’altra
donna interviene: “ Vabbe’, ma infilata lì tra gli scogli che
fastidio le dà?”
Una
donna anziana, piuttosto corpulenta, scossa dai tremori continui e
con evidenti difficoltà di movimento sta seduta sulla sdraio sotto
un ombrellone. Il marito, un ometto minuto, va e viene dalla sdraio
accanto.
Li
osservo dal molo di tanto in tanto. Lui ogni dieci minuti va a
rinfrescarsi nell’acqua bassa, poi torna e si rimette a leggere un
libro. Si premura sempre di chiedere alla moglie se ha bisogno di
qualcosa, lo si capisce dai gesti e dai modi, e, in caso affermativo,
o va a prenderle qualcosa al bar dello stabilimento o, se si lamenta
del caldo, le porta un secchiello d’acqua di mare e la bagna un po’
dappertutto con gran contentezza di lei.
Due
ragazzoni, età da liceali, che da un paio d’ore ascoltano musica
tremenda disturbando la mia lettura, si alzano e si dirigono alla
base del molo. Per inerzia seguo il loro tragitto. Li vedo fermarsi
davanti alla coppia che stavo guardando e scambiare qualche frase con
l’uomo e la donna. Da dove sono riesco a sentire un’esclamazione
di approvazione da parte di lei. Poi vedo i due ragazzoni aiutarla ad
alzarsi e condurla, seguiti dal marito, in acqua. La sorreggono fino
alle boe bianche, dove la profondità è di circa un metro e mezzo e
le fanno fare un bagno. Praticamente davanti a me. Lei ride contenta,
anzi felice, e ripete: grazie, grazie, grazie, ringraziate anche i
vostri genitori, siete proprio due bravi ragazzi.
estate 2015
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