sabato 12 aprile 2014
SOCIALMENTE UTILE
Troppo perché io possa pensare anche solo di esprimere uno stato d’animo.
Mi limito quindi a una sintetica considerazione su una notizia tutto sommato marginale: la condanna a un lavoro socialmente utile del nostro famigerato.
Già su questo ci sarebbero da scrivere pagine, ma motivatore di disabili? Cos'è? Una presa per il culo?
Sarà anche per un solo giorno alla settimana, ma se lo devono ciucciare proprio dei poveri cristi?
Ma per chi è la condanna?
Questo è il meglio che sappiamo fare?
domenica 6 aprile 2014
Moleskine 5 - ISOLATA
E tutto il resto colare a picco?
Un bicchiere di vino sull’erba e tante profonde riflessioni?
Pare strano che un senso di pace si accompagni a una sconfinata tristezza ma è giusto così.
Che resti il dolore appena sotto la superficie, pronto a emergere e procurare angoscia.
Il peso del male va suddiviso in un modo o nell’altro.
venerdì 4 aprile 2014
QUELLO CHE VIENE DOPO
mercoledì 2 aprile 2014
DA PORTO MAURIZIO A ONEGLIA
Cammino da Porto Maurizio a Oneglia lungo la “superstrada”. Il primo tratto in realtà lo percorro di sotto, in prossimità del parcheggio del nuovo porto.
Alcuni camper sono parcheggiati. Vedo una coppia di pensionati sull’uscio del proprio chiacchierare con una coppia di giovani. Una ragazza e un ragazzo dall’aspetto trasgressivo, tatuaggi e orecchini a profusione, e due cani killer che saltano giù dal loro camper parcheggiato accanto al primo.
La donna anziana ora è china a coccolare i due quadrupedi e sorride.
Sorrido anch’io. E penso che la soluzione di tutto è così a portata di mano.
Sbuco all’imbocco del nuovo parco urbano ma, per questa volta, proseguo lungo il marciapiedi che fiancheggia la strada carrozzabile. Il bordo strada è zeppo di spazzatura. Ne raccolgo un po’ poi rinuncio. All’altezza dell’ex discoteca Nova, poco prima e poco dopo, la vegetazione inselvatichita, il tripudio di versi di uccelli che la animano, il rumore tra l’erba di lucertole e altri piccoli animali che hanno trovato un buon habitat, mi fanno pensare che la zona potrebbe diventare una piccola oasi faunistica. Altrove sarebbe già cosa fatta. Non che mi piaccia il concetto di oasi ma a ciò siamo ridotti.
Più avanti il moderno edificio, peraltro non brutto, con vista sul depuratore, conferma il contraddittorio e insensato spirito urbanistico che ha sempre caratterizzato Imperia, già quando non aveva nome. Giunta al pianoro deserto della parte portorina delle ex Ferriere Voltri, penso come ogni volta che mi manca l’imponente scheletro narrante.
25 febbraio 2014
BARCONI E SPECCHIETTI PER LE ALLODOLE
Si chiede a gran voce riparazione dei danni e torti subiti, ma prima ancora e soprattutto si chiede vendetta. È l’unico diritto che ci resta, tutti gli altri ci sono stati a poco a poco sottratti, a questo non rinunceremo.
Ogni nostro atto, che ci piaccia o no, che lo vogliamo o no, implica un danno o una sofferenza altrui. Ma il nostro immaginario etico ormai è plasmato per prendere eventualmente in considerazione una responsabilità individuale solo quando riteniamo che un determinato atto sia la conseguenza di una precisa intenzione malevola. E noi non siamo cattivi quindi non abbiamo responsabilità. Ci infastidiscono molto, infatti, le soluzioni che impongano di prestare attenzione alle nostre mancanze, ai nostri difetti, alla nostra disattenzione. Che ci chiedano di mettere in discussione il nostro stile di vita.
Se manca il lavoro o se i servizi funzionano male, se lo stato non ha il denaro¹ per far fronte alle necessità dei propri cittadini, è colpa dei barconi* e di quelli che ci stanno sopra. Riconoscere che le motivazioni reali sono riconducibili ad altri ambiti, che il nemico sta in casa e siede alla nostra tavola comporterebbe un’onestà e uno sforzo che nessuno ha più voglia né forza di sostenere.
La diaspora sempre più accentuata e irreversibile della popolazione mondiale. L’interdipendenza planetaria. La sovranità monetaria. L’economia ancella della finanza. Ma chi ce lo fa fare di pensare in questi termini? Bisogna già correre così tanto per restare dove si è. Mettersi a ricercare le vere cause è roba da sofisti. L’importante è mantenere l’integrità di se stessi e dei propri beni. Tanto più se ci sono soluzioni preconfezionate e colpevoli sotto vuoto e senza data di scadenza. Ci hanno sobbarcato dell’onere di trovare da noi le soluzioni ai nostri problemi? Bisogna individuare e punire dei colpevoli? Perché andare a cercarli lontano? Questi addirittura ci arrivano in casa belli pronti ed etichettati.
E a chi ci dice che benessere, democrazia, libertà, e sicurezza o ci saranno per tutti o non ci saranno più e che non esiste più un dentro e un fuori e che siamo tutti insieme, rispondiamo all’unisono:
Andate a farvi fottere!
Per dirla con Platone, all’uomo piace essere imbrogliato. O, per usare una locuzione francese imparata di recente, se laisser embobiner.
02/04/14
Tutti i diritti riservati
* Che poi la faccenda dei barconi non rappresenti solo una modalità di fuga dalle proprie terre natie per approdare a futuri migliori direi che è assodato. Non credo esista ormai più nulla o nessuno che possa non essere considerato merce. Il modo di sfruttare economicamente qualcosa o qualcuno lo si trova sempre. Che si tratti di mafie, politici, “ imprenditori “ solitari o meno, individui di sorta intraprendenti, ci sarà sempre chi sa trarre il massimo profitto possibile da qualsiasi situazione. Profitto in senso di denaro, visibilità, ritorno di favori, e via così.