È un’immagine contraffatta. Fasulla. Una bufala. Un tale accanimento contro un manifestante? In passato nel mondo, e qui da noi anche, ben lo sappiamo, è accaduto di tutto, ma quelle sono dieci mannaiate… Un fotomontaggio, cos’altro può essere?
Ho incontrato pratiche e violenze indicibili nel corso di alcune mie ricerche e la mia anima ha accolto fiumi di sangue, arti amputati, scempi e atrocità.
Ho accolto dolore lontano e me ne sono fatta carico nel silenzio della mia stanza senza potervi porre rimedio.
Mi sono imposta la compassione per questa specie animale del cazzo, per poter ancora e sempre amarla e sostenerla e riuscire a distinguere, senza cedere al rifiuto, al cinismo, alla collera.
Ma l’altra sera, quest’ennesima immagine improvvisamente davanti agli occhi seduta davanti al computer, mi sono vomitata sulle ginocchia. La mia pancia si è strozzata su se stessa, come un aborto improvviso e violento.
Espellere. Non appartenere. Disconoscere.
1 giugno 2013
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