Cos'è quest'epidemia?
Che stringe il cerchio sempre più stretto. Questo male che divora l'intestino e poi tutto il resto.
E se non è il colon, sono i polmoni, la tiroide, l’esofago, lo stomaco, il cervello… Il colon è quello che sento con maggior ricorrenza.
Quando nel giro di un paio d'anni, una decina abbondante tra le persone che conosci ti dice che ha una bestia che gli mangia l’intestino, e con il tempo il numero delle persone aumenta, inizi a pensare a un contagio.
A qualcosa che si trasmette.
A qualcosa che ci entra dentro.
Ti fa guardare l’altro come qualcuno che non c’è già più e si inizia subito a metabolizzare il distacco, ci si porta avanti. Ci si fa il callo.
E ti fa pensare che c'è solo da mettersi in fila.
Sarà il cibo, sarà l’aria, sarà l'inquinamento elettromagnetico. Non lo so. Quel che sia. Non importa più. Abbiamo evidentemente messo delle cause irreversibili.
Benvenuti nel nuovo millennio!
14 maggio 2013
P.S. 2024 ora, in era post Covid, si parla e si scrive di turbo cancro. Abbassamento della fascia d’età colpita, manifestazioni improvvise, decorsi rapidi. Con tutta la diatriba sui vaccini, nel cui merito mi rifiuto qui di scrivere perché necessita una trattazione a sé, ritengo che, ci sia un nesso o meno, non ci si debba stupire dell’incremento di tale patologia. Sottovalutate e non debitamente affrontate le cause, al pari di un’epidemia incrementa.
Tumori e neoplasie maligne, e antibioticoresistenza sono le vere emergenze sanitarie. Finché, però, l’approccio medico non terrà conto di fattori altri oltre alle terapie a danno avvenuto, dubito si faranno passi avanti. Prova ne è che rispetto alle cause dell’altro grave rischio all’orizzonte, cioè le zoonosi, ci comportiamo come le scimmiette non vedo, non sento, non parlo. La maggior parte dei nostri comportamenti macroscopici non fanno che dare una mano a che il peggio si avveri.
Nessun commento:
Posta un commento