giovedì 16 giugno 2016

VITTIME DI OBSOLESCENZA PROGRAMMATA


Non parlo di rilassamenti cutanei, capelli e peli bianchi, abbassamento della vista, insomma nulla che abbia a che fare con la data finale stabilita dai nostri telomeri.

Alludo alla congiura della tecnologia e della meccanica. Di quando, nell’arco di pochi giorni, le strumentazioni di cui ci serviamo cospirano e cessano quasi simultaneamente, e senza motivo apparente, di funzionare. Credo sia accaduto a tutti voi.

Questa settimana annovero tra le perdite: due apparecchi fotografici della Canon, uno compatto da tasca, l’altro leggermente più grande, una telecamera Panasonic, la chiusura del portellone dell’auto, il tritatutto, un hard disk esterno.

ANDARE DI LÁ

Andare di là.

Arrivano in Italia e vogliono andare di là: Francia, Germania, Inghilterra, ovunque verso il nord. Quel nord per decenni sinonimo di benessere, lavoro, sicurezza.

Il concetto di andare di là.

Avere il dovere morale di aiutare ad andare di là senza le parole capaci di spiegare che di là è poco diverso rispetto a di qua. E lo sarà sempre meno. Ma è un’onda e arriverà fin dove la spinta iniziale ha stabilito.

Per quanto alte saranno le barriere contro cui l’onda dovrà infrangersi e rompersi, la massa d’acqua è immensa e il vento che la spinge costante.

Non torneranno indietro.


Giugno 2016

IL PICCOLO GERARCA

Nella città in cui abito c’è una via pedonale che raramente percorro la sera. Capita a volte in inverno, andando a cenare da amici. Trovo la via deserta, semibuia, i pochi esercizi chiusi, a parte un bar e una pizza al taglio in procinto di esserlo. Ogni volta vedo anche un ragazzino, non saprei dire l’età, forse nove, forse undici dodici anni, che vaga avanti e indietro davanti alle luci delle ultime vetrine accese. Scruta a mento alto tra le aiuole, osserva, si guarda intorno. A volte sta seduto su una sedia di plastica a guardare fisso davanti a sé. Presumo sia il figlio dei gestori di uno dei due locali. Ha l’espressione seria, quasi accigliata e, quando scorge qualcuno, lo guarda dritto negli occhi con aria di sfida, come a chiedere, qualcosa da ridire? Indossa sempre un’uniforme graduata da carabiniere, per cui quello che normalmente verrebbe definito un ragazzino grassoccio, in tali panni viene da dire che è massiccio, tarchiato, severo. L’effetto è quello di un gerarca nazista nano.

Mi chiedo perché, che senso, ben lontani dal Carnevale, ci sia di indossare, e con tale piglio, un travestimento simile reso maggiormente tetro dal buio e dalla desolazione del luogo. Un capriccio ossessivo assecondato malvolentieri dai genitori? Volontà dei genitori? Mi inquieta incontrarlo. Lo oltrepasso pensando che travestito da pirata o da mago lo avrei considerato un ragazzino dalla fervida immaginazione.



Gennaio 2016





ITALIA SENZ'ACQUA

Cosa pensereste se, nel giro di un anno, tutta l’Italia fosse senza’acqua? Non solo quella che esce dal rubinetto ma tutta l’acqua: fiumi, torrenti, laghi… Se non ci fosse modo di ovviare a ciò e si fosse costretti a conviverci. Credo che la maggior parte delle persone cercherebbe di andarsene. Diverremmo profughi ambientali e quindi economici (che non ho ancora bene capito perché si faccia questa distinzione tra diverse categorie di profughi, ambientali, economici, da conflitto, visto che le cause degli esodi sono interconnesse). Direte: ma è un’esagerazione, sessanta milioni di persone improvvisamente senz’acqua, uno scenario da apocalittica fiction. Invece è realtà, invece accade. Ad esempio, prendendo a caso, ai sessanta milioni di persone che vivono lungo il basso corso del Mekong, in Cambogia. Ci sono sei dighe prime, altre undici in progettazione, altre in costruzione, e se l’acqua non arriva più al mare, il mare risale, la concentrazione salina aumenta, eccetera, eccetera. Una regione grande come il nostro bel paese all’asciutto.



Letture consigliate:

La grande cecità di Amitav Ghosh

Qualcosa, là fuori di Bruno Arpaia

Giugno 2016



UNA DOMENICA AL MARE

La scorsa domenica sono andata a leggere sul mare in una spiaggia libera sassosa. Tre, quattro persone, era nuvoloso. Dopo un paio d’ore di lettura ho tirato fuori dalla borsa due sacchi neri condominiali e ho iniziato a raccogliere plastica. Da grossi oggetti a piccole scaglie. A malapena due sacchi sono stati sufficienti per ripulire il tratto che mi ero prefissata, un centinaio di metri di litorale. C’era anche un gabbiano morto da cui sbucava una bussola giocattolo di plastica blu. Nel prenderla ho osservato il gabbiano. Dall'aspetto doveva averlo portato il mare sulla riva. Non puzzava. Il mare disinfetta.

Quando i sacchi sono stati pieni, due ragazzi passando si sono offerti di portarli fino al bidone sulla strada. Li ho ringraziati e sono tornata verso il mio asciugamano. Camminando una macchia scura ha attirato la mia attenzione. Una suola. Una delle migliaia di ciabatte da mare smarrite. Invece no. Chinandomi per estrarla di tra le pietre capisco cos'è. Un pezzo di copertone ritagliato a forma di suola. Come aver rinvenuto un cadavere.

Quante suole come questa troveremo lungo la battigia?

14 giugno 2016

LA PERCEZIONE DEL CAMBIAMENTO


Una turista polacca, che ha prenotato una casa vacanza per una settimana a luglio a San Bartolomeo al mare, scrive in una mail: 
“… Non vedo l’ora di trascorrere le mie vacanze presso di voi. Ho una questione però riguardo ai migranti. Ci sono rischi nella vostra zona? Ho un po' paura. Distinti saluti.”

SPAGHETTI DI MEZZANOTTE

Sopraffatte dal caldo, e prese da una fame notturna, verso mezzanotte la mia amica e io abbiamo entrambe deciso di uscire di casa. Ci siamo incontrate in una piccola spaghetteria sul mare per condividere una porzione di pasta. Ci siamo già state. La pasta è molto buona e abbondante, e la titolare, Antonella, per quanto apparentemente bizzarra, è simpatica e gentile. Siamo le uniche clienti e chiacchieriamo con lei delle diverse tipologie di turisti, della gente del posto, della ristorazione come vocazione all’accoglienza.

Della serata mi resta una frase di Antonella: “Dagli stranieri si può solo imparare qualcosa che ancora non si sa. Nel bene e nel male.”

Giugno 2016