Per un ambizioso progetto letterario ho letto alcuni saggi storici e, tra questi, uno che tratta dell’industria meccanica italiana, nello specifico torinese, dal primo conflitto mondiale al secondo. La guerra ha fornito, con tutte le discriminanti del caso, un grande impulso alla produzione, diversificandola e specializzandola. La classica gallina dalle uova d’oro. Ora che siamo, a livello mondiale, in ristrettezze, o in austerity se preferite, una parte dei tagli è andata a colpire, specialmente in Europa, anche i settori militari e di conseguenza tutti i produttori di armi di ogni foggia e misura. Aziende divenute nei decenni troppo grandi per fallire e, soprattutto, che non intendono fallire. Di fatto non corrono tale rischio, a dispetto di qualsiasi pressione popolare.
Infatti nell’ultimo periodo c’è stata un’inversione di tendenza e diversi Paesi dell’Unione europea hanno riaperto i cordoni della borsa e generosamente. Complice la diffusione crescente di paura e di preoccupazione per la propria sicurezza da parte del popolo che si adegua ai tagli dello stato sociale e accetta come magnanimità, cura e attenzione l’implemento di fondi in ambito difensivo. Per alcuni i migranti sono una vera manna.
Soluzioni intelligenti, lungimiranti, e ambiziose, convoglierebbero il denaro diversamente.
Consiglio la lettura (se riuscite a reperire il libro) di "Rapporto segreto da Iron Mountain sulla possibilità e desiderabilità della pace" (1967 – Il testo descrive, in tono satirico e provocatorio, come una guerra permanente sia necessaria per il funzionamento dell'economia e della società americana, rivelando un finto studio governativo, creato da un gruppo di intellettuali tra cui Marshall McLuhan e John Kenneth Galbraith, per smascherare la dipendenza dalla guerra per il progresso e la stabilità. Analizza anche le soluzioni alternative per mantenere la stabilità sociale ed economica in assenza di guerra, come ad esempio l'inquinamento, i programmi spaziali o i "nemici immaginari".)
Gennaio 2015
P.S. (2024 – inizio 2026) Ahi ahi! Dove ti giri ti giri, l’imperativo è ARMIAMOCI!!!
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