Si tende a simpatizzare con chi è arguto, ironico, capace. Con chi dimostra determinazione e una sapiente capacità dialettica. E così, in questi giorni, spesso si sentono commenti del tipo: Eh, Andreotti almeno era un uomo intelligente, Però lui era un grande statista, Un delinquente come questi però un uomo di una levatura intellettuale rara,...
Credo che l’intelligenza per essere dichiarata tale, debba essere votata al bene. Debba essere in qualche modo illuminata e prodiga. Feconda di risultati alti. Altrimenti si tratta di una dote, di un’elevata capacità mentale che può essere rivolta in qualsiasi direzione. Dunque sicuramente un uomo istruito e capace che ha ottenuto risultati personali ragguardevoli ma non un uomo intelligente.
Essere intelligenti significa leggere dentro la realtà e chi arriva a farlo non può avere orizzonti tanto ristretti.
6 maggio 2013
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