lunedì 14 ottobre 2013

CLIC

Ho sentito di questo e di quest’altro, e di quest’altro ancora, ho affrontato lunghe code sotto la pioggia, volevo sentire il parere di giornalisti autorevoli su argomenti che mi stanno a cuore, e al ritorno stasera ho bevuto un Jack in questa stanza stretta che ho trovato. Le parole udite sono in turbinio nella mia testa. E il petrolio e le aziende farmaceutiche, il land grabbing e l’informazione…ma anziché desiderio rinnovato di salvare il mondo, mi è venuta voglia di non lavarmi. Come se le due cose fossero in contrapposizione. Mi è venuta voglia di stare stravaccata sul letto con i vestiti della giornata. Sento freddo e sono sola. Arrivata l’altro ieri sera a Ferrara non ho ancora fatto la doccia. Nel bagno ci piove. E poi in fondo non sono sporca.


Tutti scrivono blog, twittano rapidi in diretta dalle conferenze, rigettano prima di assimilare, siamo come canali, anzi no cavi, lunghi cavi conduttori in un groviglio che ricopre il pianeta, oloturie della trasmissioni dati, cazzate e massimi sistemi, tutto scorre, mescolato, uniformato, archiviato. Si fa clic e si è compiuto il proprio dovere. Sperando che al clic segua quello che ci hanno promesso. Fatti. Azioni. Che non abbiamo più tempo ed energia di compiere.

La punta del nostro indice preme enter. Come piloti di droni.

6 ottobre 2013



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mercoledì 2 ottobre 2013

PENA DI MORTE

Ho letto, su Internazionale n. 1018, l’articolo di Revati Laul sulla condanna capitale degli stupratori del 16/12/12 a New Delhi.

Sono contraria alla pena di morte. Non porta da nessuna parte. E credo che molti comportamenti e atti criminali siano causati da problematiche fisiche, masse che premono zone del cervello che non dovrebbero premere, disfunzioni chimiche, e credo che poter individuare ogni volta determinare le cause reali (come in alcuni casi è già avvenuto) e restituire serenità alle vittime, ai parenti delle vittime, e a chi tali comportamenti e atti non avrebbe tenuto e compiuto se non fosse stato vittima di una patologia, sarebbe una gran cosa. Non comminare pene in relazione al reato ma poter valutare caso per caso.

E penso che, sempre e comunque, si debbano mettere azioni, quindi cause, positive. Non vendetta, non rancore, ma comprensione e capacità di accogliere. Ciò comporta uno sforzo, un atto di volontà, un superamento del proprio personale punto di vista, ma è questa l’unica strada che può portare a un risultato positivo. Quindi sono d’accordo con l’autore dell’articolo.

Ma so anche cosa significa essere abusata e violentata. Lo so come bambina e lo so come donna. Quando ho letto i dettagli dello stupro mi sono immaginata là distesa, ho immaginato il dolore fisico straziante e il terrore, e ho pensato che per esseri viventi in grado di compiere certi atti la chirurgia e la chimica potrebbero solo portare ad annullarne totalmente le facoltà, non certo a guarire. E che la morte sarebbe troppo poco. Dovrebbero trascorrere il resto della vita in uno stato di eguale terrore e per sempre. Dobbiamo una buona volta accettare che non bisogna sentirsi in colpa nell’odiare chi arriva a tanto. Perché è quel genere di rabbia che se non esce, resta dentro e scava, scava, corrode, e si moltiplica e ci fa ammalare senza scampo. Fino a morire.


Conosco un uomo di 92 anni, ricoverato in ospedale per una brutta bronchite. Trentotto anni fa iniziò ad abusare della figliastra quando questa andava a trascorrere le vacanze estive presso la madre, e lo stesso comportamento tenne con altre bambine e con donne clienti del suo negozio. L’età e l’avvenenza erano secondari. Il padre naturale della bambina per la rabbia e il senso di impotenza iniziò a bere e si trasformò in un’altra persona fino a lasciarsi morire a soli 48 anni. Anche alla propria figlia piccolissima, abituata a dormire nel lettone dei genitori, in assenza della madre, quell’uomo laido non risparmiò toccamenti reciproci. L’aveva fatto anche con la figlia di primo letto e con una nipote, e persino con la suocera. Raggiunta l’età della pensione tenne corsi di disegno per i bambini del piccolo paese in cui abitava senza che nessuno avesse il benché minimo sospetto di chi fosse in realtà la persona a cui i figli venivano affidati. Anni dopo, al momento del ricovero per la bronchite, la figlia del primo matrimonio che, pur continuando a subire angherie, lo aveva cura presso di sé, trovò tra le sue cose un elenco di nomi femminili. In tale occasione si confrontò con la sorella più giovane di secondo letto e scoprendo che questa da anni non parlava alla sorellastra, perché secondo lei le accuse di questa erano frutto di fantasia, avendo rimosso quanto lei stessa aveva subito in tenera età, le disse di riprendere i contatti, che era tutto vero e che il loro padre era una persona terribile. Pochi giorni dopo, questa donna, ormai più che sessantenne, s’impiccò a un albero in campagna. Nessuno disse all’uomo in ospedale dell’atto estremo della figlia maggiore, nessuno gli disse proprio niente di niente. Troppo anziano e malandato per un simile colpo! L’elenco di nomi come se non fosse mai esistito. Ora quest’uomo sta per essere portato in un ricovero, perché la figlia più giovane non ha modo di prendersene cura in casa, e quando morirà al suo funerale ci sarà molta gente in lutto, tra cui molti ex partigiani come lui. Se ne loderanno le imprese e le qualità e tutto resterà sotto silenzio, e gli omicidi, se pur indiretti che ha commesso, impuniti. E gli abusi come mai compiuti.

Di queste vicende tenute nascoste ce ne sono tantissime, e tantissime sono le vite rovinate malamente, e che uno stronzo simile la passi liscia mi fa ribollire il sangue.

E capisco chi vuole la testa di chi ha sventrato quella ragazza.


Ottobre 2013


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GLI ALTRI ANIMALI

L’intelligenza è ciò che ci distingue, che ci rende superiori agli altri animali. 
L’intelligenza è ciò che ci autorizza a voler reggere le redini della vita. 
E di questa somma intelligenza abbiano le prove. 
Non siamo forse circondati dagli effetti di questa grandezza indiscutibile?


Gli altri animali sono superiori. 
Una fiutata all’aria e sanno che con un altro essere vivente, completamente diverso, è possibile entrare in relazione. Noi, anche se ci fanno un disegno, se ce lo mettono nero su bianco, se ci vien fatto toccare con mano che è possibile e funziona, ci riusciamo di rado e malamente con i nostri simili. 


(L'intelligenza può essere definita tale solo se si manifesta. Altrimenti è un attributo generico dato per convenzione e privo di significato)

agosto 2013


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UN TRONCO BIANCO

Un tronco bianco. Come osso. Una base ampia con monconi di radici. A metà del molo dei Buraxen. Penso sarebbe bello prenderlo e portarlo in casa ma pesa molto. Contro l’azzurro terso il biancore levigato, una bella foto. Ma non sono attrezzata. In fondo, la bellezza perfetta è proprio questo tronco sollevato dalle onde sugli scogli per il tempo che ci starà. Non ha senso portarlo via né immortalarlo.

Arriva un uomo con la figlia a valutarne aspetto e peso. Sta mettendo su casa, dice. Torna poco dopo con un amico. Stasera lo porteranno via. Ho annuito, cordiale. Non saprei spiegargli cosa stavo pensando.


28 agosto 2013

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domenica 8 settembre 2013

Se non ci basta avere ciò di cui abbiamo bisogno, nulla ci basterà mai.

Rinunciare al dominio.

Solo questo.

ANNOTAZIONI FRETTOLOSE

- Se la JP Morgan sta affrontando diversi processi a proprio carico, forse vuol dire che in giro qualcuno che conta e che ha una buona testa c’è. A far da contraltare i tribunali “segreti”, ma, si sa, non viviamo in un mondo perfetto

- Pare che Putin per rilanciare un po’ l’economia abbia avviato un’amnistia per liberare un centinaio di imprenditori!

- Leggo che lo stato degli stock ittici nel mondo sta migliorando. A prescindere dall'affermazione tutta da verificare, è proprio il termine stock a infastidirmi.

Oh Uomo, al centro del cosmo!

- Un amico mi ha chiesto come ho fatto a resistere tante settimane senza scrivere qualcosa su Berlusconi. In breve la mia idea è che non abbia alcun senso continuare a parlarne. Tanto meno male. E’ controproducente, mi pare ovvio. Un bel silenzio dilagante sarebbe una gran cosa.

- A Lecce si mobilitano contro la TAP (Trans Adriatic Pipeline), il gasdotto che porterà il gas proveniente da Azerbaigian e Iran fino in Italia. Sto approfondendo.

- A Imperia sono stati corrisposti agli studi De Andreis e De Cicco quasi 170.000 euro per il progetto di trasformazione del mercato coperto di Porto Maurizio in “centro di aggregazione”, opera che non verrà eseguita. Da aggiungersi alle penalità da pagarsi alla ditta che è stata costretta a sospendere i lavori per il parcheggio in via Benza, fianco al Duomo, ai costi di smantellamento del capannone fuori misura per la cantieristica navale, a quelli per terminare o, più che altro, per tenere insieme, il nuovo porto in decomposizione. Con buona pace di chi auspica un’ordinaria manutenzione di strade e ascensori, un ripristino della passeggiata degli innamorati, una gestione intelligente, efficiente e degna del millennio in cui siamo, dei rifiuti urbani, un buon funzionamento del depuratore, una cura del litorale eccetera eccetera eccetera.. .

- “Sono stanco perché no lavoro, quando lavoro no stanco” Fakir. Il nostro amico del Bangladesh.

- Da alcuni anni si tengono conferenze sui rifiuti nello spazio. Mi vengono in mente Calvino e un amico. L’amico dice che sulla terra non c’è più posto per la spazzatura mentre nello spazio ce n’è in abbondanza. Utilizzare un qualche satellite o pianeta inospitale per la vita come discarica. La definisce efficienza. Blatera di realismo. Refrattario e per niente umile rifiuta anche solo di prendere in considerazione che possano esserci altre vie.

L’uomo morirà convinto che esista sempre un altrove che gli permetterà a oltranza di togliersi d’impiccio.

- La Siria.

E tutto il resto del mondo che sta andando a puttane

2 settembre 2013

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p.s. A rileggere queste righe vien male. Per certi versi, alcuni dicono, c’è quasi da rimpiangerlo il Silvio.

venerdì 23 agosto 2013

VACANZE

Non sono propriamente in vacanza ma volevo comunicare che anche se da tempo trascuro il blog, non l'ho abbandonato. Tutt'altro. Cause di forza maggiore. A presto spero.