Vorrei che fosse ben chiaro a tutti coloro che mi conoscono, e a coloro che ancora forse mi conosceranno, che nella mia vita, nel mio mondo, nella realtà che io contemplo, sono benvenute tutte le persone di buona volontà o, per meglio dire, le persone animate dal voler far bene. Non m'importa la provenienza geografica, l'orientamento sessuale, l'eventuale credo religioso, la formazione culturale, l'aspetto esteriore. Sono tutti benvenuti. Io divido l'umanità tra onesti e disonesti, tra chi almeno ci prova e chi no, tra persone per bene e stronzi. Tra buoni e cattivi, insomma. I principi etici su cui ho fondato la mia esistenza, per quanto non ne sia stata sempre all'altezza, sono imprescindibili. Nessun legame, parentale, sentimentale, amicale può avere la precedenza sui valori che ritengo fondanti in un essere umano.
Se un'amica, un fratello, un amante dovessero prendere posizione in contrasto a ciò in cui credo fortemente, bene, io mi schiererò dalla parte di quella che ritengo essere la giustizia. Nessuna forma di discriminazione, di generalizzazione, di giudizio sommario sarà accettato. Alcun disprezzo o violenza. E se qualcuno mi dovesse dire ma, allora, non mi vuoi bene veramente, se dovesse mettersi in competizione e pretendere da me una scelta, sappia che non avrò dubbi. Come non li ho avuti quando la scelta è stata tra ciò che ritengo giusto e corretto e un lavoro, una convenienza economica, o altro che avrebbe potuto agevolarmi nella vita. La difesa del debole, di chi è ingiustamente trattato, di quanto va difeso e protetto, verrà sempre prima. Né rinuncerò al confronto, al desiderio di conoscere l'altro, quand'anche l'altro fosse sgradito a chi, in un modo o nell’altro, fa parte della mia vita.
Non cederò mai a un confortevole privato.
2015
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