Lessi tempo fa i due libri di Giuseppe Culicchia “Torino è casa mia” e “Torino è casa nostra”. Il primo lo prestai non ricordo più a chi. Mia madre, sapendo che intendevo ricomprarlo, lo ha cercato su internet per regalarmelo a Natale. Non l’ha trovato disponibile ma ha scovato un “Torino è casa nostra” Michele Di Salvo Editore, ispirato al testo di Culicchia ma dal punto di vista di cittadini migranti e studenti stranieri approdati a Torino. Anch’essi rivisitano la città suddividendola in stanze. Il libro promuove il progetto DirittixDiritti a favore del diritto all’istruzione e alla cultura. Una piccola preziosa scoperta.
mercoledì 27 dicembre 2017
martedì 19 dicembre 2017
MIGRANTI AL PARASIO
lunedì 18 dicembre 2017
"LA VITA SEGRETA" di Andrew O'Hagan
Appena terminato il saggio narrativo di Andrew O’Hagan “La vita segreta” edito da Adelphi. L’ho letto in una giornata. Stile scorrevole e discorsivo che consente a chiunque di avventurarsi nel racconto di tre vicende attinenti il mondo online: quella di Julian Assange, quella di Satoshi Nakamoto e la nascita dei bitcoin, e un assaggio di come funziona il dark web (che sarebbe più corretto chiamare dark net visto che non si utilizza il consueto protocollo web http). Lettura consigliata..
Quanto ai contenuti, ci sarebbero spunti per scrivere pagine e pagine. Qui mi limito a riportare poche righe praticamente identiche a quelle che scrissi tempo addietro riflettendo sull’operato di Assange.
Pag.44
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Dopo la diffusione dei cablo diplomatici del 2011 ho sempre coltivato la speranza che qualcuno facesse un serio lavoro di redazione, ordinandoli per paese, contestualizzando ciascuno di essi, fornendogli un’adeguata introduzione, elencando nel dettaglio ogni ingiustizia e ogni violazione…
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Eppure a tutt’oggi, a distanza di anni, i cablo non hanno ancora ricevuto l’attenzione che meritano. Hanno fatto il botto e sono stati lasciati lì a marcire.
17/12/17
domenica 10 dicembre 2017
#MeToo
A PROPOSITO DELLA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
(e non solo)
Nel momento in cui cediamo una qualunque parte di noi stessi perché il non farlo implicherebbe un’esclusione in termini di visibilità sociale, sottraiamo valore alla persona che siamo e consegniamo nelle mani di chi ha potere la possibilità di violarla con sempre maggior facilità. E le nuove generazioni sono quelle che ne pagano e pagheranno il maggior scotto.
A proposito di un recente fatto di cronaca nostrana, un paio di preti hanno detto che le ragazze se la sono cercata. Onestamente, vi chiedo, della marea di ragazzine in pubertà che si offrono giulive e oscene in webcam, quante conoscono il proprio valore, quante si amano a sufficienza, quante anche solo lontanamente sospettano che ci sia dell’altro nell’esistenza di un individuo? E quante pensate si comportino, uscendo la sera, da educande? Nulla giustifica violenza e mancanza di rispetto, né mi riferisco qui al caso specifico, ma banalmente i richiami sessuali esistono perché vi sia una risposta. Forse l’unico caso, tra tutti i fenomeni dell’universo, in cui una visione teleologica abbia un senso. Non possiamo stupirci né scandalizzarci se accadono fatti sgradevoli e drammatici alle nostre figlie, nel momento in cui vanno in giro imbottite di cultura da televisivi piazzisti di momenti di gloria e make up lampeggianti. Dobbiamo andare all’origine del problema. La colpa non riguarda solo gli artefici di abusi perpetuati in grazia di una qualsivoglia posizione di potere nei confronti di chi è subalterno. Riguarda ognuno di noi.
Sicuramente sono condizionata dalle ricerche che feci anni addietro sulla pedo/pornografia online, e di tanto in tanto ci butto un occhio per tenermi aggiornata, ma proprio per questo so di cosa sto scrivendo. Ho ben chiaro che dev'essere possibile andare in minigonna senza subire affronti di genere ma anche che molte dodicenni di oggi vivono clandestinamente una vita che donne d’età nemmeno sospettano esista. Una precocità d’esperienze esagerata, esperienze in gran parte superflue quando non dannose, dettata dal vuoto. Dall'immediata comprensione intuitiva ed emotiva di contare poco visto che tutti quanti siamo consultabili a catalogo. Un nichilismo annoiato, ridanciano e contagioso. Da galleggiamento. Cosa troveranno queste ragazze e ragazzi ad attenderli tra dieci anni in una società per la quale non avranno assimilato strumenti di interpretazione? Come potranno distinguere tra ciò che è normale e ciò che è prevaricazione?
Passeremo dalla paura di essere giudicati male in quanto vittime di reati che toccano la sfera intima, personale, e sessuale, direttamente all'incapacità di riconoscerci tali?
L’altra sera a cena un amico mi ha fatto notare che una volta le gonne arrivavano sotto il ginocchio ma questo non era d’ostacolo ai giochi di seduzione, al corteggiamento, ai rapporti sessuali. E c’erano tanti figli. Ora, lasciando da parte ogni considerazione sull'affrancamento legittimo del piacere dalla procreazione, e sul fatto che le donne un tempo avessero poca voce riguardo alla scelta del partner, resta il fatto che oggi l’atto sessuale è avulso sempre più da un coinvolgimento emotivo, da uno slancio vitale, e da tutto quanto ne consegue. Il piacere del desiderio, le emozioni legate ad esso, quando questo era rivolto a un unico essere per noi insostituibile, sono perduti. Esiste sempre un desiderio e un bisogno forte di esaudirlo ma i destinatari sono per lo più intercambiabili. L’importante è riuscire, a prescindere dal valore della persona cui rivolgiamo l’attenzione. L’esigua presenza di figli, che a parer mio non è quella gran catastrofe, denota inoltre che l’atto sessuale ha perso una connotazione fondamentale: la vocazione di creare con la persona amata qualcosa di unico, di importante, di, appunto, vitale.
2 dicembre 2017
mercoledì 6 dicembre 2017
UNA FIAT PANDA VERDE
Ieri mi stavo recando a Torino alla cerimonia del Premio Pannunzio quando, poco dopo Mondovì, ho deciso di sostare presso un autogrill per una pausa e per impostare sul telefono l'indirizzo che dovevo raggiungere. Ho parcheggiato con il muso dell'auto rivolto verso l'esterno dell'autostrada. Dal parabrezza vedevo in successione guard rail e recinzione, un ampio campo incolto, una strada statale. Mentre sovrappensiero osservavo davanti a me, ho visto una Fiat Panda verde, vecchio modello, rallentare, una portiera aprirsi e un cane scuro di taglia media buttato fuori. Poi l'auto si è allontanata accelerando e il cane si è messo a inseguirla correndo a perdifiato. Non ho potuto fare altro che assistere impotente alla scena, rimettere in moto e dirigermi verso la mia destinazione. Della piacevole e interessante giornata che è seguita avrei voluto scrivere oggi ma in testa ho solo un'immagine triste e un senso di frustrazione.
Ho chiesto a un bimbo di fare un disegno.
26 novembre 2017



