mercoledì 27 dicembre 2017
TORINO È CASA NOSTRA
martedì 19 dicembre 2017
MIGRANTI AL PARASIO
lunedì 18 dicembre 2017
"LA VITA SEGRETA" di Andrew O'Hagan
domenica 10 dicembre 2017
#MeToo
A PROPOSITO DELLA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
(e non solo)
Nel momento in cui cediamo una qualunque parte di noi stessi perché il non farlo implicherebbe un’esclusione in termini di visibilità sociale, sottraiamo valore alla persona che siamo e consegniamo nelle mani di chi ha potere la possibilità di violarla con sempre maggior facilità. E le nuove generazioni sono quelle che ne pagano e pagheranno il maggior scotto.
A proposito di un recente fatto di cronaca nostrana, un paio di preti hanno detto che le ragazze se la sono cercata. Onestamente, vi chiedo, della marea di ragazzine in pubertà che si offrono giulive e oscene in webcam, quante conoscono il proprio valore, quante si amano a sufficienza, quante anche solo lontanamente sospettano che ci sia dell’altro nell’esistenza di un individuo? E quante pensate si comportino, uscendo la sera, da educande? Nulla giustifica violenza e mancanza di rispetto, né mi riferisco qui al caso specifico, ma banalmente i richiami sessuali esistono perché vi sia una risposta. Forse l’unico caso, tra tutti i fenomeni dell’universo, in cui una visione teleologica abbia un senso. Non possiamo stupirci né scandalizzarci se accadono fatti sgradevoli e drammatici alle nostre figlie, nel momento in cui vanno in giro imbottite di cultura da televisivi piazzisti di momenti di gloria e make up lampeggianti. Dobbiamo andare all’origine del problema. La colpa non riguarda solo gli artefici di abusi perpetuati in grazia di una qualsivoglia posizione di potere nei confronti di chi è subalterno. Riguarda ognuno di noi.
Sicuramente sono condizionata dalle ricerche che feci anni addietro sulla pedo/pornografia online, e di tanto in tanto ci butto un occhio per tenermi aggiornata, ma proprio per questo so di cosa sto scrivendo. Ho ben chiaro che dev'essere possibile andare in minigonna senza subire affronti di genere ma anche che molte dodicenni di oggi vivono clandestinamente una vita che donne d’età nemmeno sospettano esista. Una precocità d’esperienze esagerata, esperienze in gran parte superflue quando non dannose, dettata dal vuoto. Dall'immediata comprensione intuitiva ed emotiva di contare poco visto che tutti quanti siamo consultabili a catalogo. Un nichilismo annoiato, ridanciano e contagioso. Da galleggiamento. Cosa troveranno queste ragazze e ragazzi ad attenderli tra dieci anni in una società per la quale non avranno assimilato strumenti di interpretazione? Come potranno distinguere tra ciò che è normale e ciò che è prevaricazione?
Passeremo dalla paura di essere giudicati male in quanto vittime di reati che toccano la sfera intima, personale, e sessuale, direttamente all'incapacità di riconoscerci tali?
L’altra sera a cena un amico mi ha fatto notare che una volta le gonne arrivavano sotto il ginocchio ma questo non era d’ostacolo ai giochi di seduzione, al corteggiamento, ai rapporti sessuali. E c’erano tanti figli. Ora, lasciando da parte ogni considerazione sull'affrancamento legittimo del piacere dalla procreazione, e sul fatto che le donne un tempo avessero poca voce riguardo alla scelta del partner, resta il fatto che oggi l’atto sessuale è avulso sempre più da un coinvolgimento emotivo, da uno slancio vitale, e da tutto quanto ne consegue. Il piacere del desiderio, le emozioni legate ad esso, quando questo era rivolto a un unico essere per noi insostituibile, sono perduti. Esiste sempre un desiderio e un bisogno forte di esaudirlo ma i destinatari sono per lo più intercambiabili. L’importante è riuscire, a prescindere dal valore della persona cui rivolgiamo l’attenzione. L’esigua presenza di figli, che a parer mio non è quella gran catastrofe, denota inoltre che l’atto sessuale ha perso una connotazione fondamentale: la vocazione di creare con la persona amata qualcosa di unico, di importante, di, appunto, vitale.
2 dicembre 2017
mercoledì 6 dicembre 2017
UNA FIAT PANDA VERDE
Ho chiesto a un bimbo di fare un disegno.
26 novembre



