mercoledì 28 ottobre 2015
martedì 27 ottobre 2015
PROSTITUTE 2
#avorio e #monocolture
Ho letto che viene massacrato un centinaio di elefanti ogni giorno e a questo ritmo si rischia l’estinzione dell’elefante africano in neanche vent’anni. Non è quella gran novità. Il punto è che ci si sta battendo per l’applicazione di una moratoria il cui punto di forza, oltre a un’intensificazione dei controlli, sarebbe la distruzione volontaria di tutte le riserve nazionali di avorio per mandare un chiaro messaggio: il traffico di avorio è inaccettabile. Dovrebbe servire a far ridurre la domanda e di conseguenza i traffici illeciti. A me sembra che così l’avorio acquisterà ancora più valore quindi farà più gola, per cui chi ha i soldi riuscirà comunque a procurarsene e sarà maggiormente spregiudicato nel farlo. Non passerà di sicuro il messaggio dell’inaccettabilità.
9/02/2014
In occasione del doveroso sdegno per gli ennesimi elefanti avvelenati con arance al cianuro in un parco nazionale dello Zimbabwe, una sessantina solo nell’ultimo mese, vorrei ricordare che in Malesia, dove decine di migliaia di ettari di foreste vengono abbattute per far posto alla monocoltura della palma da olio, che insieme al legname rappresenta il principale bene d’esportazione del Paese, vengono avvelenati con veleno per topi decine di elefanti pigmei per impedire che si nutrano con i frutti delle palme.
Ottobre 2015
PROSTITUTE
domenica 25 ottobre 2015
scudo della montanina: Capitan Solo, l'eroe delle Guerre Pollari
OGNUNO CON IL PROPRIO DEVICE, TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE
mercoledì 21 ottobre 2015
Egg 12 - Leonard Nimoy
SULLA LUNA
Sulla luna? Ma io non voglio andare nemmeno in Europa, faceva dire Saul Bellow al suo Mr. Sammler.
Tutti dovrebbero, invece, andare sulla luna. Una leva obbligatoria di breve durata. Il tempo di arrivare su, prendersene una vista, e tornare alla base.
Con quale animo emozionato e un poco greve al ritorno si poserebbe il piede sul suolo terrestre!
Finalmente consci della grandiosità e della finitezza.
Forse, persino, finalmente un po’ più saggi.
Il #mondo sia lodato
lunedì 19 ottobre 2015
#VACCINI
I SOLDI CHE CI DANNO GLI #IMMIGRATI
venerdì 16 ottobre 2015
GOVERNI, MERCATO, CITTADINI
giovedì 15 ottobre 2015
Crazy (Gnarls Barkley cover) - SirJo Cocchi - Songbook Trio LIVE @ World...
un po' di buona musica...
#ACQUA su #MARTE
Meraviglia! Acqua… su Marte c’è acqua.
Potrebbero esserci altre forme di vita…
Oh sì, meraviglia delle meraviglie… che emozione…
Perdonate, ma un linguaggio triviale s’impone.
Cosa ce ne frega dell’acqua su Marte?
I casi sono due:
o vogliamo fottere anche quella o siamo del tutto rincretiniti
Probabilmente le due cose insieme.
Quella che abbiamo qui sulla terra ci schifa? Sembra da come la trattiamo. E forse bisogna proprio farla pagare, e cara, molto cara, ma non quella che resta, quella di prima, quella che è stata immerdata in ogni modo, e deve pagare chi l’ha immerdata. Ma pagarla così tanto da poter risolvere i problemi idrici di tutto il pianeta.
Quella che resta, invece, trattarla con riguardo e riconoscenza, permettere a chiunque di accedervi, equamente, senza sprechi, senza volerne trarre profitto.
Centellinarla nel mentre che si cambia rotta e concederle il tempo di rinnovarsi e tornare per quel che sarà possibile, viva e piena di vita, in un processo di resilienza che sarebbe la nostra unica possibilità di salvezza.
In alternativa, come ho visto in una bella vignetta, pomperemo quella da Marte.
5 ottobre 2015
P.S. Ne scriverò altrove ma tutti questi movimenti neo green che blaterano di auto elettriche, di bioplastiche, di biocarburanti, di cappotti termici, di pale eoliche, eccetera eccetera eccetera, inizio a non sopportarli più. Ce ne fosse uno, dico uno, che mettesse al centro della faccenda l’acqua. L’acqua è una. Come il sangue che ci scorre dentro. Se ci pigliamo il tetano da un minuscolo taglietto in un dito alla fine crepiamo. Se immettiamo, ad esempio, un inquinante persistente, un POP*, in un corso d’acqua in un punto qui, possiamo stare certi che poi lo troveremo lì, e poi là, e poi laggiù, e poi ancora in luoghi così distanti, a volte apparentemente incontaminati, che non penseremmo nemmeno a collegare i fenomeni e stenteremmo a credere a chi ci dimostrasse la provenienza dal punto di partenza dato. Diremmo semplicemente: ma guarda un po’, sto veleno c’è pure qui, chi l’avrebbe mai detto, chissà come mai, qui non c’è manco una fabbrica, non c’è nulla che ne spieghi la presenza. Si tratta di un problema complesso e immenso con implicazioni di carattere economico abnormi. Per questo nessuno lo inserisce nella lista delle cose buone da fare per essere green. Nella speranza che nessuno si accorga dell’assenza.
*Persistent Organic Pollutants - Inquinanti organici persistenti
mercoledì 14 ottobre 2015
BIO-PLASTICHE
http://camilladallabona.novagrant.ilsole24ore.com/2015/10/10/bio-plastiche-quando-lo-scarto-non-e-da-buttare/
martedì 13 ottobre 2015
sabato 10 ottobre 2015
ACQUA
Negli ultimi 60 anni la popolazione mondiale è quasi quadruplicata e il consumo dell’acqua è aumentato di 6 volte, quindi un settimo della popolazione beve acqua contaminata e altri due settimi abbondanti soffrono a causa di penuria d’acqua o e mancato accesso. Semplicemente perché si è fatta la scelta di seguire il profitto. Infatti il consumo d’acqua è quasi totalmente da attribuirsi ai settori agroalimentare, industriale, zootecnico, tecnologico, i cui prodotti e servizi vanno a soddisfare la richiesta di una parte esigua¹ della popolazione responsabile di un’impronta ecologica gigantesca. A riprova, oltre a dati facilmente reperibili, dichiarazioni quali quelle del presidente della Nestlè, Peter Brabeck, che propone di mantenere un 1,5% di tale quantitಠbene comune e di lasciare il restante 98,5% al mercato. Un uomo in grado di affermare con assoluto candore che l’uomo è ormai in grado di gestire gli equilibri naturali (!) e che, se pur ha riconosciuto il diritto di accesso all’acqua per tutti gli esser umani in occasione del Forum Nestlè sul valore condiviso (CSV Forum 2012 –Dehli, India), poi dichiara che l’idea che tutti gli esseri umani devono avere accesso all’acqua è un’idea estrema e poco realistica, che l’acqua è un bene alimentare e come tale deve avere un valore commerciale in modo che tutti ne riconoscano il valore reale, e che solo il mercato con le proprie azioni e le proprie attività, e incrementandole, può partecipare attivamente alla risoluzione dei problemi del mondo. Vale la pena ascoltare tutta l’intervista: contiene riflessioni che rivelano come certi individui vivano in una dimensione tutta loro (https://www.youtube.com/watch?v=jiyKYY6mrUQ).
Qui sulla terra ci si spara per l’acqua. La desertificazione avanza, la concentrazione salina delle acque e dei terreni aumenta progressivamente, le falde collassano, i livelli di inquinamento sono raccapriccianti, gli inquinanti organici persistenti (POP) sono pressoché ovunque, i corsi d’acqua vengono deviati o bloccati, le persone o muoiono, o si ammalano o se ne devono andare.
E cosa si fa?
Si continua ad andare a passeggio.
Come mia abitudine, alcune notizie in ordine sparso:
Nel 1995 a Israele fu assegnato il controllo dell’80% dell’acqua della Cisgiordania e ai palestinesi il 20%
Nella Striscia di Gaza il 96% dell’acqua è inquinata
In California, lo sfruttamento delle falde (ultima ratio) provoca l’abbassamento del suolo anche di qualche metro l’anno: ponti, strade, canali di irrigazione subiscono gravi danni
Nel Rio Tetè a nordovest di San Paulo, da maggio ad agosto diminuendo l’apporto idrico le sostanze inquinanti prendono il sopravvento.
In Spagna, oltre all’abuso di pesticidi in agricoltura, centinaia di migliaia di ettari di terreno vengono irrigati illegalmente tramite pozzi abusivi, A questo ritmo isud Spagna desertico entro 2050
L’acqua virtuale che abbandona i Paesi sotto forma di merci viene sottratta in modo permanente (eventualmente in parte restituita in forma di altre merci). L’idiozia di far coltivare fragole in Spagna per la Germania o lattuga e melanzane in India per l’Europa. Che prima, parlando dell’India, gliele facciamo coltivare per noi, poi giriamo la testa dall’altra parte quando Monsanto & amici fanno soldi a vagonate con i pesticidi, infine blocchiamo le importazioni perché non vengono rispettati i nostri standard di sicurezza in agricoltura
2013
¹ La frazione esigua si riferisce principalmente, oltre all’acqua in sé, al cibo e a beni vari ma per quanto concerne la domanda di servizi tecnologici, internet, data center, ecc. la domanda proviene ovviamente da una porzione sempre crescente di popolazione.
²
Di
tutta l'acqua presente sulla terra, che è il 97.14% della quantità
totale di acqua superficiale, solo il 2.59% è costituito da acqua
dolce. Di questo 2.59% un'altra percentuale è intrappolata nelle
calotte di ghiaccio e nei ghiacciai, circa il 2%. Il resto dell'acqua
dolce è acqua freatica (0.592%), o acqua direttamente accessibile in
laghi, corsi
d'acqua, fiumi, ecc. (0.014%)
venerdì 9 ottobre 2015
IL FASCISMO NASCE
L’ORIGINE FA LA DIFFERENZA
CONVERSIONE PRODUTTIVA
Pensare che i ricchi, per quanto sempre più ricchi e ricchissimi, possano far fuori (leggi consumare) tutto quanto è necessario produrre per tenere in piedi il sistema attuale di produzione (inteso diffusamente ed erroneamente come sinonimo di crescita e progresso), è perlomeno da incompetenti.
Se proprio bisogna concedere che tale sistema sia il meglio che possiamo avere, propongo una ricetta a due ingredienti: riduzione delle disuguaglianze e conversione produttiva, intendendo per quest’ultima un cambiamento rivoluzionario e lungimirante dei beni da prodursi.
SHELL E ALASKA.
PROFUGHI 2
PROFUGHI
GROUND ZERO
AL MARE (2015)
Sul molo ore 9.00, sento alla radio dell’esperimento finlandese che mostra come si viaggia nascosti in un container per 24 ore mentre leggo una frase in un articolo di un giornalista di Pechino:
“ Siamo dei morti viventi che camminano ogni giorno come fosse il primo.”
Alzo lo sguardo e osservo, in questo mare di bonaccia e cielo terso e fermo, i pochi bagnanti mattinieri passeggiare sulla battigia, muoversi tra i lettini, vagare lenti con il pensiero probabilmente rivolto all’autunno imminente, al rientro al lavoro, alle prossime ferie lontane. Osservo la teoria di case antiche e nuove al di sopra dell’Aurelia. Bolle di inconsapevolezza come oasi. Pezzi di mondo fuori dal mondo. Ma come poter anche solo sospettare che la bellezza di questa luce netta su intonaci liguri sia ciò che di più lontano può esserci dalla realtà?
A un pranzo di compleanno in uno stabilimento balneare una bimba di 14 mesi frigna senza sosta in braccio alla madre. Perché? chiedo. Vuole vedere il cartone sul tablet anziché sullo smartphone, risponde la genitrice mentre impone al fratello più grande di cedere il tablet alla sorellina.
Sempre sul molo, una donna al telefono, frammenti di conversazione portati dal vento: “… entro 3 trioparsec, ricordi, abbiamo avuto 3000 particelle… certo che se proiettato in tutte e 6 le dimensioni, in uno spazio di appoggio… infatti con la simulazione di … abbiamo visto variazioni di accrescimento…”
Ed eccomi in un attimo là dove nessun uomo è mai giunto prima.
A passeggio sulla battigia una coppia sui trentacinque, lui occhiali, lei giuliva.
Lui:” …poi si fa un buco profondo profondo e si inietta un bel po’ di carbonio 14 così si capisce cos’è successo cento, mille, un milione di anni fa…”
Lei:”Ma dai?”.
Tra gli scogli, due ragazzini, otto o nove anni. Il secondo con la erre moscia.
“Guarda, guarda, una carpa”
“Non la vedo di qui. Sei sicuvo che è pvopvio una cavpa?”
“No, forse è una murena”
“Cavpa, muvena, non me lo dive neanche cos’è. Vado a pvendeve gli attvezzi per ammazzavla. Me lo dici dopo cos’è.”
Sempre tra gli scogli, tre belle bambine sui dieci anni. In piedi una fianco all’altra, capelli lunghi al vento, lo sguardo verso l’orizzonte. Una mora, una castano chiara, una bionda. Francesca, Elisa e Raffaella (i nomi me li sono inventati).
Elisa: “ Ma tua nonna non doveva controllarci?”
Francesca: ” Figurati, quella sta sempre attaccata all’I Phone”
Elisa: “Meglio così siamo libere di andare avanti e indietro come ci piace.”
Raffaella: “ Sì, è terribilmente noioso star sempre vicino all’ombrellone, almeno dalla cima del molo il mare si vede bene.”
Francesca (mettendosi a urlare con espressione di disgusto): “ Mare, mare, mare, mi fai schifo, mi fai schifo, il mare fa schifo, fai schifo mare, bleah, non servi a niente, a che cazzo servi, fai solo schifo…”
Raffaella (quasi a bassa voce): “ Ma cosa dici? Il mare è bello”
Francesca: “ Ma cosa dici tu? Il mare fa schifooooo, avete capito? Serve solo per cagarci dentro. Hai capito mare? Fai schifoooooo”
Spiaggia di pietre, si avvicina il mio amico Outman e si accovaccia per una pausa sigaretta scaricando dalla spalla i teli che vende. Parliamo del suo quarto figlio, nato in primavera.
“ E così sei al quarto figlio. Gli altri quanti anni hanno?”
“ Ho un maschio di nove e due femmine una di sette e una di quattro. Ma questo è l’ultimo. Per mangiare si riesce a mangiare ma ci sono la scuola, i dottori. Più di quattro non ce la posso fare.”
“L’ultimo? Posso farti una domanda molto personale?”
“Certo”
“ E come pensi di fare?”
Sorride benevolo, un po’ stupito, sia dalla mia franchezza sia da quella che deve sembrargli un’ignoranza insolita per una donna europea: “ Ci sono delle pastiglie, non sai?”
Due donne sulla cinquantina e qualcosa conversano passeggiando avanti e indietro nell’acqua.
Donna 1: “ Allora, come procedono i lavori di ristrutturazione? Sei a buon punto?”
Donna 2: “ Finiti. Finalmente, non ce la facevo più a stare in mezzo a un cantiere…”
Donna 1: “ E cos’hai fatto fare? Solo l’esterno o anche gli interni?”
Donna 2: “ Tutto. Mi sono fatta fare tutto. E figurati che sono riuscita a farmi fare anche il muro esterno, sai quello lungo dietro la casa che era da rifare? Il muro e anche parecchie altre cosette fuori dal preventivo.”
Donna 1: “ E hai speso molto oltre al preventivo?”
Donna 2: “ Nulla, cosa credi? Quando gli ho prospettato la possibilità di fare anche gli interni, ho visto che il tipo era molto interessato e ne ho approfittato per infilarci ‘sti lavoretti gratis dicendoglielo all’ultimo così non si è osato a dir di no.”
Donna 1: “ Be’, ci avrà comunque guadagnato. Se li sarà fatti i suoi conti.”
Donna 2: “Questo non lo so, sono affari suoi. Non gli ho neanche dato il saldo del preventivo. Sai, erano ancora tremila euro ma ho saputo che in passato è stato in difficoltà e non ha pagato degli operai per cui non gode di buona fama, per cui la sua parola contro la mia… Dovrebbe prendere un avvocato per far valere i suoi diritti ma è un pezzente, non se lo può mica permettere l’avvocato, per cui sono in una botte di ferro. E l’unica persona che potrebbe testimoniare sui nostri accordi ho fatto in modo di far circolare brutte voci sul suo conto in modo da toglierle ogni credibilità. Sai, a questo mondo, non bisogna farsi scrupoli. C’è la crisi ed è meglio pensare a se stessi.”
Spiaggia libera, verso fine estate. Da lontano vedo un ragazzone nero che si avvicina a dei bagnanti per proporre la propria mercanzia. Si tratta di due coppie sui cinquanta. Vedo che uno degli uomini si alza, si mette a sbraitare e lo allontana in malo modo. Mi alzo e mi dirigo verso di loro per capire cosa sta accadendo quando una coppia seduta poco distante, che scopro poi essere tedesca, interviene in difesa del ragazzo. Con noncuranza vado a sdraiarmi poco distante per ascoltare cosa si dicono le due coppie di nuovo a sedere. Di base i soliti luoghi comuni contro ‘sti animali mussulmani che vengono a rubare a casa nostra, poi, quando le due consorti si alzano per un’abluzione rinfrescante, uno dei due fa all’altro:
“Questi ci vogliono fottere le donne, cosa credi, e ci sono delle troie che gli piacerebbe pure secondo me.”
Il compare tace meditabondo.
Dopo una mezz’ora il marcantonio nero ripassa facendo cautamente il giro largo. Lo osservo: un metro e novanta per due spalle da lottatore, maglietta attillata su petto e ventre niente male, viso da puma. Mi scappa un sorriso di ammirazione compiaciuta (e indiscutibilmente materna vista l’evidente tenera età della creatura) e godo veramente che il personaggio di cui sopra se ne accorga.
Perché, come rispondeva il giovane ucraino in “Ogni cosa è illuminata” all’appunto che si dovesse usare il termine nero e non negro: “Cos’hai contro negro? Negro è superiore.”, è indubbio che alcuni gruppi etnici africani manifestino la loro superiorità fisica ed estetica rispetto alla maggior parte delle altre etnie in modo prorompente. Nel disprezzo spesso ci sta anche un po’ di invidia.
Sulla riva, due donne. Generose.
Donna 1: “ Ma come mi sta questo costume? Non riuscivo a decidermi stamattina se prendere questo o usare quello dell’anno scorso, sai quello azzurro… te lo ricordi?”
Donna 2: “ Bene, bene, ti sta bene. ”
Donna 1: “ Ma tutta ‘sta cellulite, guarda che roba, si vede di più con questo qui. Vero che si vede di più? Perché mi schiaccia lì e vedi che buco che mi fa proprio sulla natica. Bisogna mettersi a dieta e fare dei massaggi come si deve… altro che costume.”
Donna 2. “ Dieta? Ma che dieta? Vai bene così. Ah, io mangio quanto voglio. E lo vedi tutto questo ben di Dio? Carlo ci va pazzo. M’ammazza se perdo le tette. Quando sono al dunque, secondo te stanno a guardare la cellulite?”
Lungo la passeggiata a mare una coppia cammina e chiacchiera gesticolando.
Lei: “ … e tu cosa ne pensi?”
Lui: “ Secondo me il polsino della camicia deve arrivare fin qui, poi quando allunghi il braccio così in avanti allora può spuntare dalla manica della giacca.”
Una donna armata di guanti e sacchi neri perlustra la scogliera e raccoglie la spazzatura che trova. Si avvicina anche ai bagnanti, sorridente e gentile, per pulire ovunque. Una signora le rivolge la parola: “Mi scusi, ma questo dovrebbe farlo il servizio di nettezza urbana…”
“Qui è demanio, non credo sia di loro competenza, in ogni caso è tutta roba che stiamo lasciando noi… un mare di plastica soprattutto…”
Un’altra donna interviene: “ Vabbe’, ma infilata lì tra gli scogli che fastidio le dà?”
Una donna anziana, piuttosto corpulenta, scossa dai tremori continui e con evidenti difficoltà di movimento sta seduta sulla sdraio sotto un ombrellone. Il marito, un ometto minuto, va e viene dalla sdraio accanto.
Li osservo dal molo di tanto in tanto. Lui ogni dieci minuti va a rinfrescarsi nell’acqua bassa, poi torna e si rimette a leggere un libro. Si premura sempre di chiedere alla moglie se ha bisogno di qualcosa, lo si capisce dai gesti e dai modi, e, in caso affermativo, o va a prenderle qualcosa al bar dello stabilimento o, se si lamenta del caldo, le porta un secchiello d’acqua di mare e la bagna un po’ dappertutto con gran contentezza di lei.
Due ragazzoni, età da liceali, che da un paio d’ore ascoltano musica tremenda disturbando la mia lettura, si alzano e si dirigono alla base del molo. Per inerzia seguo il loro tragitto. Li vedo fermarsi davanti alla coppia che stavo guardando e scambiare qualche frase con l’uomo e la donna. Da dove sono riesco a sentire un’esclamazione di approvazione da parte di lei. Poi vedo i due ragazzoni aiutarla ad alzarsi e condurla, seguiti dal marito, in acqua. La sorreggono fino alle boe bianche, dove la profondità è di circa un metro e mezzo e le fanno fare un bagno. Praticamente davanti a me. Lei ride contenta, anzi felice, e ripete: grazie, grazie, grazie, ringraziate anche i vostri genitori, siete proprio due bravi ragazzi.
estate 2015
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